L’industria manifatturiera europea chiede all’Unione Europea un rafforzamento degli strumenti di difesa commerciale per affrontare con maggiore efficacia le crescenti distorsioni del commercio internazionale.
È il messaggio lanciato da AEGIS Europe, alleanza industriale che riunisce oltre 30 associazioni e imprese europee rappresentative di numerosi comparti produttivi, tra cui carta, metalli, ceramica e trasporti.
Assocarta partecipa all’iniziativa attraverso CEPI, la Confederazione Europea dell’Industria Cartaria, sostenendo l’appello rivolto alla Commissione europea affinché le procedure di difesa commerciale diventino più rapide, incisive e adeguate alle attuali dinamiche economiche e geopolitiche.
Secondo i promotori dell’iniziativa, la competitività dell’industria europea è sempre più messa sotto pressione da pratiche commerciali considerate sleali, spesso sostenute da consistenti interventi pubblici, sovvenzioni statali e situazioni di sovraccapacità produttiva presenti in alcuni mercati extraeuropei.
“La politica commerciale europea deve poter sostenere concretamente la resilienza e la competitività dell’industria europea”, ha dichiarato Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta, commentando l’iniziativa e richiamando la necessità di un’applicazione più efficace degli strumenti di difesa commerciale disponibili.
L’appello è stato formalizzato attraverso una lettera congiunta indirizzata alla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, nella quale le organizzazioni firmatarie sottolineano come le imprese europee siano già chiamate a operare in un contesto caratterizzato da elevati costi energetici, rigorosi standard ambientali e crescenti obblighi normativi.
“Non chiediamo protezione dalla concorrenza, ma condizioni di concorrenza eque”, affermano i firmatari del documento, evidenziando la necessità di garantire parità di condizioni tra i produttori europei e i concorrenti internazionali.
Complessivamente, le organizzazioni aderenti ad AEGIS Europe rappresentano oltre 500 miliardi di euro di fatturato annuo e milioni di posti di lavoro diretti e indiretti nell’Unione Europea, confermando il peso economico e occupazionale della manifattura europea coinvolta nell’iniziativa.
Secondo l’alleanza industriale, l’attuale sistema multilaterale del commercio internazionale non risponde più in modo adeguato alle trasformazioni intervenute negli ultimi anni e alle nuove sfide geopolitiche. Per questo motivo viene richiesto all’Unione Europea di assumere un ruolo guida nel processo di aggiornamento delle regole dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), mantenendo al contempo una maggiore capacità di intervento autonomo attraverso gli strumenti europei di difesa commerciale.
Tra le principali richieste avanzate alla Commissione europea figurano il rafforzamento delle risorse dedicate alle attività investigative della Direzione Generale Trade (DG Trade), l’accelerazione delle procedure antidumping e anti sovvenzioni e l’adozione di un approccio più integrato lungo l’intera catena del valore per contrastare eventuali fenomeni di elusione commerciale.
L’industria europea chiede inoltre che i costi ambientali e sociali vengano maggiormente considerati nel calcolo dei dazi commerciali e che vengano sviluppati strumenti più efficaci per affrontare le distorsioni generate da economie fortemente sostenute dall’intervento statale.
Particolare attenzione viene inoltre riservata al Regolamento europeo sulle sovvenzioni estere (Foreign Subsidies Regulation – FSR), che secondo i firmatari dovrebbe essere utilizzato in maniera più strategica per garantire condizioni di mercato maggiormente equilibrate.
Per il settore cartario europeo, il tema assume una rilevanza crescente in un contesto caratterizzato da forti pressioni sui costi energetici, investimenti richiesti dalla transizione ambientale e crescente competizione internazionale. In questo scenario, la capacità dell’Unione Europea di garantire condizioni di mercato eque viene considerata un elemento fondamentale per preservare competitività, occupazione e capacità produttiva.
“Ulteriori ritardi nelle procedure di difesa commerciale rischiano di avere conseguenze irreversibili, comprese chiusure di impianti industriali, perdita di posti di lavoro e riduzione permanente della capacità produttiva europea”, ha concluso Lorenzo Poli.
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