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C&C - fascicolo di Maggio/Giugno 2026

Competenze e giovani al centro della filiera carta-grafica

A Parma istituzioni, imprese e mondo della formazione si sono confrontati sul futuro di una filiera da 26,9 miliardi di euro tra innovazione, sostenibilità e occupazione qualificata.

Un momento dell’incontro organizzato da Federazione Carta e Grafica presso la Casa della Musica di Parma dedicato al tema della formazione e delle competenze per il futuro della filiera della carta, della stampa e della trasformazione.

Presso la Casa della Musica di Parma si è svolto l’evento “Formazione e competenze per il futuro della filiera della carta, della stampa e della trasformazione – Made in Italy”, organizzato da Federazione Carta e Grafica con il patrocinio dell’Unione Parmense degli Industriali e del Comune di Parma.

L’incontro, organizzato in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha posto al centro il tema della formazione professionale in una filiera strategica per l’economia italiana, che sviluppa un fatturato pari a 26,9 miliardi di euro, rappresenta l’1,2% del PIL nazionale e conta oltre 15.500 imprese con più di 160.000 addetti.

Il comparto comprende l’intera filiera integrata della carta, del cartone, della stampa, della cartotecnica e della trasformazione, con una presenza significativa anche sui mercati internazionali, dove rappresenta circa il 5% del commercio mondiale e ricopre posizioni di leadership in Europa.

A questo si aggiungono importanti risultati sul fronte della sostenibilità, con oltre l’85% di riciclo degli imballaggi in carta e cartone.

L’iniziativa si è inserita nel programma della Paper Week 2026, promossa da Comieco. L’evento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, imprese e operatori della formazione sui temi legati allo sviluppo delle competenze e all’innovazione della filiera cartaria e grafica, considerata uno dei pilastri del Made in Italy.

Ad aprire i lavori è stato Stefano Pileri, vicedirettore della Gazzetta di Parma, che ha moderato l’incontro. Sono seguiti gli interventi istituzionali di Gianluca Borghi, assessore del Comune di Parma, Andrea D’Amato, presidente della Federazione Carta e Grafica, Raffaella Bagnano della Casa del Made in Italy di Bologna e Amelio Cecchini, presidente di Comieco.

“Parliamo di una filiera che è al tempo stesso manifattura, tecnologia e creatività, un pilastro del Made in Italy che rappresenta un abilitatore essenziale per tanti altri settori strategici del Paese come nel caso dell’imballaggio. In uno scenario complesso, segnato da trasformazioni tecnologiche e sfide globali, la formazione rappresenta la leva decisiva per rafforzare competitività, innovazione e sostenibilità. Dobbiamo investire sulle competenze e rendere questa filiera sempre più attrattiva per i giovani, valorizzando le opportunità concrete di crescita professionale che offre”, ha dichiarato Andrea D’Amato, presidente della Federazione Carta e Grafica.

La tavola rotonda successiva ha approfondito il rapporto tra competenze tecniche, innovazione e qualità produttiva, elementi distintivi della filiera italiana, evidenziando la necessità di formare nuove professionalità in grado di affrontare le trasformazioni del mercato.

Il dibattito ha preso spunto dalla proiezione del corto “Mattia fa le scatole”, realizzato su iniziativa della Federazione Carta e Grafica da Enip GCT, ente di formazione dedicato alla filiera. Il video racconta le esperienze professionali di quattro giovani impiegati in aziende grafiche, mettendo in evidenza le opportunità occupazionali offerte dal settore.

Dal confronto è emersa con chiarezza la necessità di ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, attraverso un maggiore collegamento tra formazione e mondo produttivo.

Alla discussione hanno partecipato Enrico Barboglio, direttore generale di Argi e Acimga, Fausto Ferretti, amministratore delegato di Fepa Spa, Aldo Gentile, direttore generale del Fondo Byblos, Tommaso Savio Martinico, direttore generale di Enip-GCT, e Paolo Zaninelli, responsabile didattico AFC. Tra i principali temi emersi figurano il costante aggiornamento dei programmi delle scuole professionali; la necessità di una comunicazione più efficace verso i giovani sulle opportunità offerte dal settore; l’importanza di rafforzare l’integrazione tra aziende e sistema formativo per sviluppare sinergie più efficaci tra formazione e inserimento lavorativo.

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