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C&C - fascicolo di Gennaio/Febbraio 2024

L’andamento dei costi nell’industria cartaria

Il settore cartario è tra i più energy intensive dell’intero comparto manifatturiero italiano.

di: Assocarta

Nel 2022 sulle dinamiche del costo del lavoro delle aziende cartarie hanno inciso prevalentemente due fattori: in primo luogo l’incremento dei minimi tabellari di stipendio e salario a seguito dell’erogazione dal 1° gennaio della prima tranche di aumento determinata nell’accordo di rinnovo del CCNL 28 luglio 2021.

Per tale ragione il costo del lavoro ha segnato mediamente un aumento dell’1,5%. In secondo luogo il ricorso da parte di molte aziende all’utilizzo degli ammortizzatori sociali per far fronte in parte alle difficoltà causate dall’impennata del costo dell’energia esploso nella seconda metà dell’anno e in parte alle conseguenze della crisi di mercato che ha segnato gli ultimi mesi dell’anno.

Un dato significativo riguarda la decisione di molte aziende di fermare la produzione durante le festività natalizie e di fine anno. In diversi casi le fermate collettive hanno superato le due settimane.

Il costo per l’approvvigionamento energetico è spesso per le cartiere la prima voce di costo della produzione. Basti pensare che l’indice che definisce le imprese a forte consumo di energia in Italia (rapporto tra costi di acquisto dei prodotti energetici e valore aggiunto) supera ampiamente il 20%, valore massimo previsto dalla normativa.

A causa degli eccessi di prezzo registrati nel 2022, nello stesso anno l’incidenza del costo del gas rispetto al fatturato ha toccato livelli altissimi, passando dal 4,2% nel 2020 al 30,2% nel 2022. Tali elevate incidenze qualificano il settore cartario tra i più energy intensive dell’intero comparto manifatturiero. L’elevata incidenza del costo dell’energia deriva anche dalla caratteristica intrinseca del processo di fabbricazione della carta che richiede grandi quantità di energia termica per unità di prodotto, rendendo il costo dell’approvvigionamento energetico un elemento fondamentale su cui si costruisce la competitività delle cartiere.

La parte più significativa della spesa energetica è rappresentata dalla quota per l’acquisto del gas naturale il cui consumo complessivo delle cartiere si è consolidato nel 2022 intorno ai 2,5 miliardi di mc. L’elevato consumo è dovuto, da un lato, all’elevata intensità del processo termico di asciugatura del foglio e, dall’altro, all’ampia diffusione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento (produzione combinata di calore ed energia).

La tecnologia della cogenerazione, che ha avuto soprattutto negli anni novanta importanti sviluppi nel settore cartario per l’adattabilità della tecnologia al processo produttivo, porta – come rilevato dalla Direttiva Europea 2004/8/CE che ne promuove lo sviluppo e l’utilizzo – rilevanti vantaggi per la collettività dal punto di vista ambientale grazie alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica rispetto alle produzioni separate di energia.

La cogenerazione consente anche di ridurre la dipendenza del sistema Italia dai combustibili fossili grazie al maggiore e migliore sfruttamento del contenuto energetico dei medesimi (rendimento medio dell’80%, con punte anche superiori), nonché di ridurre le perdite legate al trasporto dell’energia sulla rete, liberando peraltro spazio sulla rete che può incrementare lo sviluppo della concorrenza.

Grazie agli sviluppi tecnologici la produzione di energia elettrica in cogenerazione è arrivata a soddisfare oltre l’80% del fabbisogno elettrico del settore, che ricorre ad acquisti dalla rete per la sola quota restante. In Italia, come dimostrano le rilevazioni pubbliche disponibili, i prezzi del gas naturale nel 2022 hanno avuto la stessa dinamica dei prezzi europei.

Per quanto riguarda quelli dell’energia elettrica, si registra anche nel corso del 2022 il perdurare di valori più elevati rispetto agli altri Paesi dell’area. In particolare il differenziale con la Germania ha registrato un valore medio sull’anno di circa 70 euro/MWh, con picchi di oltre 120 euro/Mwh nel luglio 2022.

Ciò denota il fatto che il mercato tedesco riesce a trasferire nel prezzo la maggiore economicità delle fonti rinnovabili, mentre il mercato italiano rimane agganciato al costo marginale del kWh prodotto dal gas naturale. Questa extrarendita delle fonti rinnovabili è stata peraltro oggetto di provvedimenti di legge da parte della Commissione Europea ma anche nazionali per cercare di trasferire l’economicità delle fonti rinnovabili nel prezzo finale dell’energia elettrica.

Nel corso del 2022 i prezzi dell’energia e del gas naturale hanno continuato la folle corsa verso l’alto iniziata nel 2021, anche a seguito dello scoppio del conflitto russoucraino nel febbraio 2022. Il record assoluto dei prezzi è stato raggiunto nell’agosto 2022: circa 250 euro/MWh (pari a 15 volte il valore medio del 2019), con picchi fino a 339 euro/MWh.

In questo contesto di prezzi fuori controllo il valore del differenziale di prezzo con gli altri Paesi europei ha assunto un peso meno significativo, anche se le problematiche sottostanti non sono ancora state risolte e si sono ripresentate nei primi mesi del 2023, con il rientro dei prezzi del gas verso livelli più realistici.

La serie storica dei prezzi medi degli ultimi anni del gas naturale per un acquisto al PSV (punto di scambio virtuale) consente di valutare la tendenza degli ultimi anni. Nel 2022 il prezzo del gas ha registrato il valore massimo da dieci anni a questa parte: 12 volte quello del 2020 e circa 8 volte quello del 2019.

Anche per quanto riguarda l’energia elettrica, nel 2022 le quotazioni registrate nella borsa elettrica indicano un forte aumento del prezzo medio dell’anno (+243%) rispetto al 2021. Il valore si attesta, imposte ed oneri accessori esclusi, a 30,31 €cent/kWh. Anche per l’energia elettrica la serie storica dei prezzi registrati nella borsa elettrica (IPEX) indica che negli anni 2011 e 2012, nonostante la domanda sia rimasta debole, non si sono registrate diminuzioni significative su base annua (segno questo che il meccanismo di mercato esistente non risulta più adeguato alla mutata struttura del mercato stesso).

Nel 2019 si è tornati a livelli di prezzo dell’avvio della borsa elettrica nel 2004 per poi ripiegare bruscamente nel 2020 a causa della pandemia. Dalla seconda parte del 2020 le quotazioni hanno ripreso a crescere e hanno continuato la loro corsa anche nel 2021 e 2022, facendo segnare record continui fino al massimo raggiunto nel mese di agosto 2022, con una quotazione media per l’Italia di 543 euro/MWh.

Nel corso del 2022 la quota degli oneri di sistema della bolletta gas è stata azzerata da parte del Governo per cercare di contenere in minima parte l’aumento dei prezzi del gas. Queste politiche di contenimento del peso degli oneri di sistema sono state prorogate anche per la prima parte del 2023. Anche gli oneri di sistema della bolletta elettrica sono stati azzerati per tutto il 2022 con provvedimenti del Governo.

A partire dal 2018 le misure per gli energivori sono state modificate per adeguarsi alle norme europee sugli aiuti di stato. Contestualmente dal 1° gennaio 2018 sono anche state modificate le strutture tariffarie degli oneri di sistema, che sono state riformulate secondo una struttura trinomia. Con l’approvazione della legge Europea 2017 è stata inoltre introdotta una norma di legge che prevede la revisione dei criteri di ripartizione degli oneri gas a carico dei clienti finali energivori.

L’attuazione di tale norma è stata finalmente completata a livello legislativo con il provvedimento del Ministro della transizione ecologica del 21 dicembre 2021 n. 541/2021. La norma è ora in fase di attuazione da parte dell’Autorità per l’energia. Nel corso del 2022 è stata messa a punto la procedura per chiedere il riconoscimento di impresa gasivora da parte della Cassa Conguaglio. Le procedure di accreditamento si sono svolte per la prima volta verso la fine dell’anno 2022.

Per quanto riguarda le imposte sul consumo di gas naturale (accise) nel corso dei primi mesi del 2012, grazie alle azioni sviluppate da Confindustria con il supporto anche di Assocarta, è stata adottata una disposizione di legge che stabilisce a partire dal 2012 un meccanismo certo di quantificazione del gas per produzione di energia elettrica in cogenerazione, risolvendo le forti criticità che aveva scatenato sul territorio la nota della Direzione centrale dell’Agenzia delle Dogane del 6 settembre 2011 con la quale veniva modificato il precedente metodo di calcolo introducendo pesanti aggravi burocratici e gestionali per le imprese. Questa disposizione è stata resa strutturale con la legge n. 160/2019 (Legge di bilancio 2020).

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