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C&C - fascicolo di Maggio/Giugno 2026

Biometano, una leva strategica per il futuro dell’industria cartaria europea

Competitività energetica, decarbonizzazione e bioeconomia circolare sono al centro della strategia energetica europea.

Efficienza energetica e continuità produttiva restano temi centrali per il settore cartario europeo.

di: Carta&Cartiere

Il biometano sta assumendo un ruolo sempre più centrale nel dibattito energetico e industriale europeo, in particolare per i settori energivori chiamati a conciliare competitività, sostenibilità e sicurezza degli approvvigionamenti.

Tra questi, l’industria cartaria guarda con crescente attenzione allo sviluppo di questa fonte rinnovabile, considerata una delle soluzioni più concrete e immediatamente disponibili per accompagnare la transizione energetica senza compromettere la continuità produttiva degli stabilimenti.

In questo contesto si inserisce la Dichiarazione congiunta europea sul biometano presentata a Bruxelles ai leader dell’Unione Europea e sottoscritta anche dall’industria cartaria italiana ed europea. Il documento richiama la necessità di accelerare la diffusione del biometano come strumento strategico per rafforzare la competitività industriale europea, ridurre la dipendenza energetica dall’estero e sostenere il percorso verso la neutralità climatica.

Secondo i firmatari della dichiarazione, il biometano può rappresentare una risposta concreta a diverse criticità che oggi interessano il sistema industriale europeo: gli elevati costi energetici, la volatilità del mercato del gas, la crescente pressione normativa sul fronte delle emissioni e la necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche.

Per l’industria cartaria europea il tema è particolarmente rilevante. La produzione di carta e cartone è infatti caratterizzata da processi produttivi ad alta intensità energetica e da consumi termici difficilmente elettrificabili nel breve periodo. In questo scenario, il biometano viene considerato una delle principali opzioni disponibili per la decarbonizzazione dei cosiddetti settori “hard-to-abate”, ovvero quei comparti industriali in cui la riduzione delle emissioni risulta più complessa dal punto di vista tecnologico ed economico.

Impianto di produzione di biogas e biometano: una risorsa strategica per la decarbonizzazione dell’industria europea e lo sviluppo della bioeconomia circolare.

“Il biometano rappresenta una leva concreta e immediatamente disponibile per rafforzare la competitività energetica dell’industria cartaria italiana ed europea e accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore. La Dichiarazione europea che abbiamo sottoscritto invia un segnale chiaro di una forte domanda industriale, in particolare nei settori difficili da decarbonizzare, dove il biometano contribuisce a rafforzare l’indipendenza energetica e a ridurre l’esposizione alla volatilità del mercato globale del gas”, ha dichiarato il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda infatti la possibilità di utilizzare il biometano all’interno delle infrastrutture esistenti. A differenza di altre tecnologie energetiche ancora in fase di sviluppo o caratterizzate da tempi lunghi di implementazione, il biometano può essere immesso direttamente nelle reti gas già operative e utilizzato negli impianti industriali senza profonde modifiche tecnologiche. Questo consente di ottenere benefici immediati sia sul piano delle emissioni sia su quello della sicurezza energetica.

La dichiarazione europea sottolinea inoltre come il biometano rappresenti una soluzione “domestica, economicamente sostenibile, scalabile e immediatamente disponibile” per supportare la transizione climatica dell’industria europea. Secondo i firmatari, il suo sviluppo potrà contribuire non solo alla riduzione delle emissioni, ma anche al rafforzamento della resilienza energetica europea e della competitività industriale dei settori energivori.

Secondo i dati richiamati nella dichiarazione europea, oggi l’Europa produce circa 22 miliardi di metri cubi di biogas e biometano, mentre continua a importare circa il 90% del gas naturale consumato. Proprio per ridurre questa dipendenza, il piano europeo REPowerEU ha fissato l’obiettivo di raggiungere 35 miliardi di metri cubi di produzione di biometano entro il 2030.

L’obiettivo europeo si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare l’autonomia energetica dell’Unione Europea, soprattutto dopo le tensioni geopolitiche e le forti oscillazioni dei prezzi energetici registrate negli ultimi anni. La disponibilità di una fonte rinnovabile prodotta localmente viene considerata essenziale per aumentare la resilienza del sistema industriale europeo e ridurre l’esposizione alle dinamiche del mercato internazionale del gas.

Per il comparto cartario, inoltre, il tema energetico rimane strettamente collegato alla competitività internazionale. Gli elevati costi dell’energia continuano infatti a rappresentare uno dei principali fattori di pressione sui margini industriali, influenzando la capacità di investimento e la sostenibilità economica degli stabilimenti cartari europei.

Riduzione delle emissioni e transizione energetica: il biometano è considerato una delle soluzioni per i settori industriali energivori.

Assocarta sottolinea la necessità di costruire un quadro normativo stabile e favorevole allo sviluppo del biometano, capace di incentivare investimenti industriali nel lungo periodo e garantire maggiore certezza agli operatori. In particolare, la dichiarazione europea individua alcune priorità operative considerate fondamentali per accelerare la diffusione del biometano.

Tra queste figurano il riconoscimento del ruolo strategico del biometano negli obiettivi climatici ed energetici europei, la semplificazione delle procedure autorizzative, l’armonizzazione dei sistemi di sostegno nazionali, il miglioramento dell’accesso alle infrastrutture energetiche e la promozione di accordi di acquisto a lungo termine per i settori energivori.

Un altro elemento centrale riguarda il ruolo del biometano nello sviluppo della bioeconomia circolare europea. Oltre alla produzione di energia rinnovabile, infatti, la filiera del biogas e del biometano genera co-prodotti strategici come digestato e CO₂ biogenica, utilizzabili rispettivamente in ambito agricolo e industriale.

Secondo i dati riportati nella dichiarazione, oggi in Europa vengono prodotte circa 25 milioni di tonnellate annue di digestato proveniente dai processi di produzione e upgrading del biogas. Si tratta di un elemento particolarmente importante se confrontato con le elevate importazioni europee di fertilizzanti sintetici, che nel 2024 hanno raggiunto 24,2 milioni di tonnellate.

Anche il recupero della CO₂ biogenica assume un’importanza crescente all’interno delle strategie industriali europee. Il settore del biometano cattura già oltre 1 milione di tonnellate di bio-CO₂, contribuendo a soddisfare una quota significativa della domanda europea di CO₂ commerciale utilizzata in diversi processi industriali.

Bobine di carta stoccate in magazzino: i costi energetici influenzano direttamente competitività e sostenibilità della filiera cartaria.

Per l’industria cartaria italiana, il biometano rappresenta già una componente integrata nella strategia di mix energetico delineata da Assocarta all’interno del documento “Industrial Deal”. In questo contesto si inseriscono anche gli accordi di collaborazione sottoscritti con il CIB – Consorzio Italiano Biometano, finalizzati a sviluppare sinergie industriali tra settore cartario e comparto agricolo.

La crescente attenzione verso il biometano riflette quindi una visione più ampia della transizione energetica europea, nella quale competitività industriale, sicurezza energetica e sostenibilità ambientale devono procedere in modo integrato.

Per i settori energivori come l’industria cartaria, la possibilità di disporre di fonti energetiche rinnovabili già scalabili e compatibili con le infrastrutture esistenti rappresenta infatti un elemento essenziale per affrontare le sfide industriali dei prossimi anni.

Il biometano si sta progressivamente affermando come una delle soluzioni più concrete e immediatamente applicabili per accompagnare la transizione energetica dell’industria europea, in particolare nei comparti energivori come quello cartario.

La possibilità di utilizzare infrastrutture esistenti, ridurre le emissioni climalteranti, rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e valorizzare le sinergie con la bioeconomia circolare rende questa fonte rinnovabile un elemento strategico per il futuro industriale europeo.

Per il settore cartario, il biometano rappresenta non solo un’opportunità di decarbonizzazione, ma anche uno strumento per migliorare competitività, resilienza produttiva e sostenibilità lungo tutta la filiera. In questo scenario, il raggiungimento degli obiettivi europei fissati dal piano REPowerEU richiederà investimenti, stabilità normativa e una forte collaborazione tra industria, agricoltura e istituzioni, così da trasformare il potenziale del biometano in una leva concreta di sviluppo industriale sostenibile.

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