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C&C - fascicolo di Ottobre 2026

Dal deposito alla soluzione: un approccio integrato al condizionamento di tele e feltri

L'analisi dei contaminanti come base per la scelta della strategia più efficace di controllo dei depositi.

L’attività di laboratorio costituisce la base per l’identificazione dei depositi e la scelta della tecnologia di condizionamento più idonea.

L’approccio al controllo dei depositi sulle vestizioni della macchina continua si è evoluto profondamente negli ultimi anni; la crescente complessità dei processi produttivi richiede oggi l’integrazione di competenze di processo, metodologie analitiche e tecnologie di condizionamento sempre più sofisticate.

L’obiettivo rimane invariato: garantire efficienza, stabilità della macchina continua e qualità della produzione attraverso interventi mirati e personalizzati.

L’elevato impiego di fibre riciclate, la consolidata chiusura dei circuiti idrici e la costante ricerca di maggiore produttività hanno modificato la natura dei contaminanti presenti nei circuiti di macchina. I depositi sono spesso sistemi complessi, nei quali componenti organiche e inorganiche interagiscono dando origine a fenomeni di adesione e accumulo di difficile interpretazione.

Se gli effetti del problema sono ben noti agli operatori, oggi è molto più complesso individuarne le cause e selezionare il trattamento più efficace. Per questo, prima di progettare un programma di condizionamento, è indispensabile comprendere a fondo la natura del deposito.

La progettazione di un intervento efficace inizia dall’analisi del problema. Per questo ACQUAFLEX affianca all’osservazione delle condizioni di processo un’attività di laboratorio dedicata alla caratterizzazione dei depositi, finalizzata a identificarne composizione, origine e meccanismi di formazione.

L’approccio integra osservazioni stereo- e microscopiche, determinazione delle frazioni organica e minerale, analisi ICP della componente inorganica e spettroscopia FT‑IR per l’identificazione delle sostanze organiche; i risultati vengono poi interpretati alla luce delle condizioni operative della macchina continua e dell’esperienza maturata in numerose applicazioni industriali.

Il valore di questo metodo non risiede nella singola tecnica analitica, ma nell’integrazione delle informazioni raccolte. L’obiettivo è trasformare il dato analitico in una scelta tecnica consapevole, individuando le cause del deposito e selezionando la soluzione più efficace.

L’esperienza maturata nello studio dei depositi ha portato Acquaflex allo sviluppo di due principali strategie di condizionamento delle vestizioni della macchina continua: la passivazione superficiale e la pulizia chimica in continuo.

Pur perseguendo il medesimo obiettivo, le due tecnologie intervengono con meccanismi differenti e rispondono a esigenze operative diverse. La scelta della soluzione più efficace dipende infatti dalla natura dei contaminanti, dalle caratteristiche della macchina continua e dagli obiettivi produttivi della cartiera.

La passivazione superficiale è una tecnologia preventiva che modifica le proprietà della superficie di tele e feltri attraverso la formazione di un film protettivo sottile e uniforme. Questo rivestimento riduce l’affinità delle superfici per i contaminanti, in particolare quelli di natura idrofobica, limitandone l’adesione e favorendone il successivo distacco durante il lavaggio con le docce di condizionamento.

Il trattamento viene normalmente applicato mediante le barre doccia già presenti sulla macchina continua, consentendo una rapida implementazione senza modifiche impiantistiche e contribuendo a mantenere nel tempo permeabilità, capacità drenante e stabilità di esercizio.

La pulizia chimica in continuo adotta invece un approccio dinamico, basato sul dosaggio continuo di formulazioni detergenti e disincrostanti direttamente nelle linee delle docce ad alta pressione. I principi attivi dissolvono progressivamente i depositi organici e inorganici e ne mantengono disperse le particelle, limitandone il consolidamento e favorendone la rimozione durante il normale esercizio della macchina.

Anche questa tecnologia utilizza le infrastrutture già installate sulla macchina continua e può essere personalizzata attraverso formulazioni specifiche per le caratteristiche del processo e dei contaminanti presenti.

Le due tecnologie non rappresentano quindi soluzioni alternative, ma strumenti complementari. La passivazione è particolarmente efficace quando la priorità è impedire l’adesione dei contaminanti; la pulizia in continuo risulta invece preferibile quando è necessario controllarne costantemente la formazione durante l’esercizio. In molte applicazioni, l’integrazione dei due approcci consente di ottenere il massimo livello di pulizia delle vestizioni, migliorando la stabilità della macchina continua e la continuità della produzione.

Schema dell’approccio Acquaflex al condizionamento delle vestizioni.

L’approccio basato sulla caratterizzazione dei depositi e sulla progettazione di programmi dedicati trova conferma nelle numerose applicazioni industriali sviluppate da Acquaflex.

Un efficace controllo dei depositi produce benefici che interessano l’intero processo produttivo. Il mantenimento di superfici pulite contribuisce a preservare permeabilità e capacità drenante di tele e feltri, favorendo la stabilità della macchina continua e condizioni operative costanti nel tempo. La minore adesione dei contaminanti riduce il rischio di occlusione delle vestizioni, limita la formazione di difetti riconducibili al rilascio di depositi e contribuisce a rendere più uniforme la qualità del foglio.

Questi effetti si traducono in una riduzione della frequenza dei lavaggi chimici e dei fermi macchina, in un incremento della vita utile delle vestizioni e in un miglioramento dell’efficienza produttiva e della continuità di esercizio.

Le esperienze industriali evidenziano anche una maggiore affidabilità della macchina continua, una riduzione degli scarti e dei fogli fuori specifica e una migliore valorizzazione delle materie prime. Benefici particolarmente rilevanti negli impianti che utilizzano elevate percentuali di fibre riciclate e operano con circuiti idrici fortemente chiusi, dove il controllo della contaminazione rappresenta uno dei principali fattori di stabilità del processo.

In questo contesto, la capacità di comprendere l’origine e i meccanismi di formazione dei depositi diventa il presupposto indispensabile per progettare interventi realmente efficaci e ottenere risultati duraturi.

L’ottimizzazione del controllo dei depositi nasce dall’integrazione tra competenze di processo, capacità analitiche e tecnologie di trattamento complementari. L’analisi dei depositi consente di trasformare le informazioni raccolte sulla macchina continua in criteri oggettivi per la progettazione del programma di condizionamento, individuando per ogni applicazione la soluzione più efficace.

In questa prospettiva, passivazione superficiale e pulizia chimica continua non rappresentano tecnologie concorrenti, ma strumenti complementari all’interno di un approccio integrato, capace di migliorare stabilità della macchina continua, efficienza produttiva, qualità della carta e durata delle vestizioni.

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