{"id":1935,"date":"2023-06-27T14:32:38","date_gmt":"2023-06-27T12:32:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/?p=1935"},"modified":"2023-06-28T15:26:14","modified_gmt":"2023-06-28T13:26:14","slug":"la-congiuntura-a-lucca-e-pistoia-nel-primo-trimestre-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/en\/la-congiuntura-a-lucca-e-pistoia-nel-primo-trimestre-2023\/","title":{"rendered":"La congiuntura a Lucca e Pistoia nel primo trimestre 2023"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Nel 2022 la crescita economica globale ha rallentato bruscamente, dopo un anno di crescita al di sopra delle aspettative. Lo scontro fra il recupero della domanda e gli ostacoli sul lato dell\u2019offerta &#8211; difficolt\u00e0 a rimettere in moto le catene logistiche internazionali, recrudescenza del Covid, picchi nei prezzi delle materie prime essenziali, guerra in Ucraina &#8211; hanno portato all\u2019instaurazione di un contesto inflazionistico, il cui contenimento si \u00e8 presto spostato al primo posto fra le preoccupazioni delle autorit\u00e0 economiche. <\/p>\n\n\n\n<p>La bassa crescita del 2022 e le prospettive contenute per il 2023 sono il risultato sia della difficile risoluzione dei nodi dell\u2019economia mondiale, che delle stesse azioni intraprese per combattere l\u2019inflazione. All\u2019inizio del 2023, l\u2019aumento dei tassi di interesse ha iniziato a produrre i suoi effetti sul livello della domanda, raffreddando l\u2019inflazione e anche, evidentemente, la crescita economica. Le conseguenze negative della manovra sui tassi sembrano per adesso limitate, ma alcuni segnali di tensione sui mercati finanziari, con l\u2019emergere di situazioni particolarmente gravi in alcune banche &#8211; specialmente negli Stati Uniti ma anche in Europa &#8211; potrebbero rappresentare la spia di problemi pi\u00f9 diffusi, accumulati durante il lungo periodo di tassi bassi. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indebitamento globale pubblico e privato, aumentato in modo molto marcato nel lungo periodo di condizioni finanziarie estremamente accomodanti, in diminuzione rispetto al livello di picco, resta su livelli estremamente elevati. Secondo le valutazioni del FMI, nel 2023 la crescita dei Paesi avanzati risulterebbe pi\u00f9 che dimezzata. Gli Stati Uniti manterrebbero un tasso di crescita dell\u20191,6%, il doppio dell\u2019area Euro. In particolare, per la Germania ci si attende un lieve arretramento (-0,1%). Il tasso di crescita delle economie in via di sviluppo resterebbe abbastanza sostenuto (+3,9%). In particolare, la Cina tornerebbe a crescere in modo significativo (+5,2%), grazie alla fine delle restrizioni connesse al Covid, mentre America Latina e Medio Oriente rallenterebbero vistosamente. <\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di uno scenario che presenta elementi elevati di incertezza. Aree di rischio vengono individuate nel livello elevato di debito in diversi Paesi in via di sviluppo e nella possibilit\u00e0 che si verifichino correzioni brusche nella valutazione delle attivit\u00e0 nei Paesi avanzati; eventualit\u00e0 questa segnalata dalla divergenza fra i tassi di interesse annunciati dalla politica monetaria e il livello pi\u00f9 basso implicito nelle valutazioni dei mercati finanziari. <\/p>\n\n\n\n<p>Secondo un\u2019ottica benigna, ipotizzando che l\u2019aumento consistente dei tassi di interesse non porti a episodi di brusca correzione nelle valutazioni o a crisi estese di insolvenza, la riduzione del tasso di crescita &#8211; e della domanda &#8211; sarebbe funzionale al contenimento dell\u2019inflazione, per cui esistono gi\u00e0 segnali in diverse economie. Andrebbe anche scongiurata l\u2019eventualit\u00e0 che si verifichino ulteriori inattesi picchi nei prezzi delle materie prime o blocchi legati a situazioni di vera e propria scarsit\u00e0. I progressi in questo senso sembrano significativi. In generale la quota di aziende che segnalano ostacoli all\u2019attivit\u00e0 si \u00e8 ridotta; inoltre \u00e8 proseguito il miglioramento del clima delle famiglie.<\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-1935\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.kemira.com\/pulp-paper\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-17-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">La situazione in Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Il PIL, dopo aver frenato nell\u2019ultimo trimestre del 2022 \u00e8 cresciuto sopra le attese all\u2019inizio del 2023 (+0,5%), grazie alla variazione positiva dei servizi e anche dell\u2019industria e costruzioni. Le esportazioni hanno registrato un buon dinamismo, specialmente verso i Paesi extra-Ue, fra i quali la Cina, dove le vendite sono pi\u00f9 che raddoppiate rispetto a inizio 2022. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inflazione resta elevata, anche se la crescita dei prezzi energetici ha rallentato (+10,8% a marzo) ad un livello inferiore rispetto ai prodotti alimentari (+12,9%), riflettendo l\u2019evoluzione dei prezzi delle materie prime. La crescita dei prezzi resterebbe per\u00f2 elevata anche escludendo l\u2019energia e gli alimentari freschi (+6,3%, c.d. inflazione di fondo). <\/p>\n\n\n\n<p>La crescita dei tassi di riferimento aumenta il costo del credito per le imprese italiane, arrivato a 3,55% a febbraio, da 1,18 a fine 2021. La produzione industriale \u00e8 diminuita per tre mesi consecutivi, fra gennaio e marzo, mentre le opinioni delle imprese mostrano indicazioni positive, ma mescolate a segnali contrastanti. L\u2019impennata dei prezzi ha eroso il reddito delle famiglie, determinando un calo dei consumi. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel quarto trimestre 2022 i consumi sono diminuiti (-1,6%), soprattutto nel comparto alimentare (-5,3%). Gli indicatori disponibili segnalano che la domanda \u00e8 rimasta fiacca all\u2019inizio del 2023, ma il mercato del lavoro fornisce indicazioni positive (+0,3% gli occupati nel primo trimestre). A marzo il tasso di occupazione si \u00e8 stabilizzato al 60,9%, 1,8 punti in pi\u00f9 rispetto alla media del 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">La produzione industriale a Lucca, Pistoia e Prato<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi 3 mesi del 2023 la produzione industriale dell\u2019area \u00e8 rimasta quasi ferma nel confronto con lo stesso periodo dell\u2019anno precedente (+0,3% tendenziale), mentre l\u2019indice destagionalizzato mostra un lieve arretramento rispetto all\u2019ultimo trimestre del 2022 (-0,6%). <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andamento congiunturale \u00e8 quasi sovrapponibile a quello italiano (-0,2% la variazione congiunturale registrata dall\u2019Istat nella media dei primi tre mesi), mentre in termini tendenziali il confronto non \u00e8 del tutto univoco. La variazione tendenziale calcolata sulla media dell\u2019indice grezzo Istat \u00e8 pari a +1,6%, che per\u00f2 si riduce a -0,4%, a parit\u00e0 di giornate di calendario. In definitiva si pu\u00f2 affermare che nei primi mesi dell\u2019anno l\u2019andamento dei livelli produttivi nell\u2019area non si \u00e8 discostato dalla media italiana, in lieve arretramento rispetto all\u2019ultima parte del 2022. <\/p>\n\n\n\n<p>La dinamica ridotta della produzione va inquadrata nella pi\u00f9 ampia congiuntura attuale, caratterizzata dagli incrementi dei prezzi delle materie prime e, come conseguenza, anche dei prezzi dei prodotti industriali e dei prezzi al consumo. Nel 2021 le aziende si sono trovate ad assorbire la maggior parte degli incrementi di prezzo, viste le scarse possibilit\u00e0 di trasferire a valle gli aumenti, in un contesto da lungo tempo abituato a bassissimi livelli di inflazione o, addirittura alla deflazione. <\/p>\n\n\n\n<p>La crescita media dei prezzi alla produzione dei prodotti manifatturieri &#8211; ovvero praticati dalle aziende al primo stadio di commercializzazione &#8211; registrata in Italia dall\u2019Istat nel 2022 \u00e8 stata del +0,7%, quindi praticamente irrilevante. Incrementi di prezzo significativi hanno invece caratterizzato il 2022 (nella media dei 12 mesi la crescita dei prezzi dei prodotti manifatturieri \u00e8 stata del +13,8%) e anche l\u2019inizio del nuovo anno. <\/p>\n\n\n\n<p>Come esercizio ragionevole, assumendo come ipotesi che la crescita dei prezzi nei singoli settori a livello locale sia stata simile a quella media registrata a livello nazionale, si sono costruiti indici della produzione \u201cinflazionati\u201d, che dovrebbero corrispondere con una certa approssimazione all\u2019andamento del valore della produzione a prezzi correnti. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 verificare che fino al 2020 l\u2019evoluzione degli indici delle quantit\u00e0 e degli indici \u201cinflazionati\u201d risulta piuttosto simile, come \u00e8 logico, mentre \u00e8 chiaro che nel periodo pi\u00f9 recente la crescita dei prezzi ha assunto un ruolo di tutta rilevanza per determinare l\u2019equilibrio economico nei bilanci.<\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-1935\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.koerber-tissue.com\/it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-19-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">La dinamica dei settori manifatturieri<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andamento della produzione resta caratterizzato da dinamiche ridotte, anche scendendo nel dettaglio dei singoli settori dell\u2019area. I settori della moda presentano un\u2019evoluzione leggermente migliore rispetto alla media italiana &#8211; soprattutto grazie al settore dell\u2019abbigliamento &#8211; mentre \u00e8 peggiore l\u2019andamento delle calzature. <\/p>\n\n\n\n<p>La carta e i prodotti di carta presentano livelli di produzione fisica stabili nell\u2019area (+0,7% tendenziale), che si confrontano con un\u2019evoluzione di segno molto negativo del dato nazionale (-12,1% tendenziale). Un andamento leggermente peggiore rispetto alla media italiana riguarda invece i settori della chimica (-3,8% tendenziale), mentre fa meglio la lavorazione dei minerali non metalliferi, con livelli praticamente stabili (-0,8% tendenziale) rispetto a una media italiana ben pi\u00f9 negativa (-6,9%). <\/p>\n\n\n\n<p>Stabili, nel loro insieme, i livelli nei settori metalmeccanici, soprattutto grazie alla crescita nei mezzi di trasporto (+10,6% tendenziale); crescita che fa da contrappeso alla flessione nei prodotti in metallo (-4,1%) e anche delle macchine (-2,7%).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">Ordini e previsioni<\/p>\n\n\n\n<p>Mettendo da parte pochi casi particolari, ovvero settori per cui la direzione della congiuntura sembra abbastanza definita in positivo o in negativo, il quadro che emerge dai dati sul primo trimestre \u00e8 caratterizzato soprattutto dall\u2019attesa. <\/p>\n\n\n\n<p>I movimenti sono di piccola entit\u00e0 e, con l\u2019eccezione di qualche settore, nelle previsioni \u00e8 difficile intravedere una direzione definita della congiuntura. Un\u2019annotazione a parte riguarda le previsioni delle aziende sui livelli di occupazione, che nel periodo pi\u00f9 recente sono visti in crescita da parte di una quota di aziende elevata sia nel confronto storico che rispetto al contesto nazionale. <\/p>\n\n\n\n<p>Fra le ipotesi che si possono fare sui fattori alla base di tali valutazioni ottimistiche, \u00e8 possibile che il rallentamento in corso venga valutato come un elemento transitorio, e in effetti il clima di opinioni sull\u2019andamento della domanda, riflesso dalle previsioni sugli ordini \u00e8 migliorato piuttosto rapidamente nel periodo pi\u00f9 recente, dopo essere peggiorato verso la fine dell\u2019anno trascorso. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019adeguamento al rialzo dei livelli di occupazione sarebbe funzionale a tali prospettive di pi\u00f9 lungo periodo. Inoltre, \u00e8 ragionevole che nel 2022 le aziende abbiano migliorato l\u2019equilibrio di bilancio grazie alle migliori possibilit\u00e0 di trasferire a valle gli incrementi nei costi, facendo in questo modo spazio anche per la crescita dei livelli di occupazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">La congiuntura a Lucca<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo trimestre la produzione industriale \u00e8 rimasta quasi ferma (-0,1% tendenziale) rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente ed \u00e8 appena diminuita (-0,5%) rispetto al trimestre precedente. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019intonazione complessiva \u00e8 quella di un rallentamento legato soprattutto alla frenata della domanda estera, cresciuta in modo molto vivace negli ultimi due anni. Gli ordini interni presentano una leggera crescita tendenziale e un leggero arretramento, in termini destagionalizzati, rispetto al trimestre precedente. Nelle previsioni compare un ottimismo moderato, con attese di ripresa nel breve termine per gli ordini dall\u2019estero. <\/p>\n\n\n\n<p>La situazione di stallo non pregiudica per\u00f2 il divario positivo fra l\u2019andamento della produzione sul territorio della provincia di Lucca, la media dell\u2019area Lucca-Pistoia-Prato e anche rispetto alla media italiana; divario maturato soprattutto nel periodo immediatamente successivo a quello della pandemia, anche per motivi legati alla composizione merceologica della produzione, e consolidato nel periodo pi\u00f9 recente. <\/p>\n\n\n\n<p>Per il settore carta-cartotecnica, il primo trimestre vede livelli produttivi ancora in crescita (+1,9% tendenziale), in un contesto di leggero allentamento delle pressioni sui costi per energia e materie prime, che restano tuttavia su livelli storicamente estremamente elevati. L\u2019evoluzione degli ordini \u00e8 positiva per la prevalente componente interna, mentre sembra di poter considerare come transitoria, limitata al singolo trimestre, una certa frenata per gli ordini dall\u2019estero. <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-1935\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.runtechsystems.com\/it-it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-21-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Resta ampiamente positivo l\u2019andamento del fatturato. Nelle previsioni delle aziende prevalgono le attese di conferma dei livelli attuali, senza cambiamenti apprezzabili entro la prima parte dell\u2019anno. Anche nel settore delle macchine ed elettromeccanica, dove a Lucca ricadono anche e soprattutto i produttori di macchine destinate all\u2019industria cartaria, la produzione \u00e8 leggermente diminuita rispetto all\u2019anno precedente (-1,2% tendenziale). <\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, la prima parte dell\u2019anno trascorso era stata segnata da una forte crescita, avvenuta a tassi ben superiori rispetto al pi\u00f9 ampio comparto italiano delle macchine per l\u2019industria, per cui la frenata del primo trimestre deve tener conto di un termine di confronto particolarmente elevato. Rispetto all\u2019ultima parte dell\u2019anno, al contrario, esiste una certa ripresa in termini destagionalizzati. Nelle previsioni, l\u2019idea prevalente \u00e8 che i livelli produttivi cresceranno ancora nella prima parte dell\u2019anno, soprattutto grazie alla domanda estera, vista prevalentemente in ripresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#ed1c24\">La congiuntura a Pistoia<\/p>\n\n\n\n<p>Nel primo trimestre la produzione manifatturiera \u00e8 aumentata rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente (+0,9% tendenziale), ed \u00e8 appena diminuita, in termini destagionalizzati, rispetto al trimestre precedente (-0,4%). In definitiva si tratta di una dinamica debole, che riflette una congiuntura al bivio fra la crescita e il peggioramento. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incertezza \u00e8 riflessa anche dai risultati molto diversi fra i settori, per i quali \u00e8 difficile individuare un comune denominatore. La fase stazionaria della produzione \u00e8 accompagnata da ordini in flessione nella maggior parte dei settori e da un clima di opinioni diseguale, con valutazioni in molti casi contrastanti per la componente estera e interna della domanda. La difficolt\u00e0 nella comprensione della fase attuale dipende in realt\u00e0 soprattutto dalla rilevanza che le dinamiche di costo e prezzo hanno assunto da circa un anno per i bilanci aziendali. <\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019indicazione indiretta circa la possibilit\u00e0 che il risultato finale della composizione di costi e ricavi sia stato positivo pu\u00f2 essere rappresentata dalle valutazioni delle aziende sul probabile sviluppo dei livelli occupazionali, valutazioni che hanno raggiunto un livello storicamente elevato, con una prevalenza di ottimisti diffusa alla quasi totalit\u00e0 dei settori pistoiesi. <\/p>\n\n\n\n<p>La produzione della carta-cartotecnica frena in modo pi\u00f9 accentuato nei primi tre mesi (-5,5% tendenziale), a seguito della riduzione del portafoglio ordini Italia. Le previsioni restano moderatamente positive per l\u2019andamento della domanda; inoltre, una quota largamente prevalente di aziende considera probabile una crescita della produzione entro la prima parte dell\u2019anno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2022 la crescita economica globale ha rallentato bruscamente, dopo un anno di crescita al di sopra delle aspettative. 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