{"id":2162,"date":"2023-06-28T14:18:00","date_gmt":"2023-06-28T12:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/?p=2162"},"modified":"2023-06-28T15:26:14","modified_gmt":"2023-06-28T13:26:14","slug":"migliorare-per-diventare-piu-circolari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/en\/migliorare-per-diventare-piu-circolari\/","title":{"rendered":"Migliorare per diventare pi\u00f9 circolari"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">L\u2019obbligo europeo alla neutralit\u00e0 climatica per il 2050 e alla riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 (sul livello del 1990) impone un\u2019accelerazione anche ai programmi dell\u2019industria europea della carta, che gi\u00e0 nel 2017 si era posta come obiettivo di ridurre dell\u201980% le emissioni di CO2 al 2050 rispetto al 1990. <\/p>\n\n\n\n<p>La decarbonizzazione dell\u2019economia \u00e8 un obiettivo impegnativo per il sistema industriale italiano, che richiede pragmatismo e visione. \u00c8 necessario un lancio immediato del percorso di transizione da completare entro il 2030, ricorrendo a tutte le leve strategiche disponibili. Costruire una transizione pu\u00f2 diventare realistico solo agendo su tutte le leve strategiche disponibili: dalle fonti rinnovabili e combustibili verdi all\u2019elettrificazione dei processi termici, all\u2019efficienza energetica, all\u2019economia circolare, ai combustibili low carbon per una transizione pi\u00f9 gestibile. <\/p>\n\n\n\n<p>La decarbonizzazione dell\u2019economia e anche del settore cartario pu\u00f2 avvenire, senza rischiare la scomparsa di interi comparti industriali dall\u2019Italia e dall\u2019Europa, solo nel quadro di uno sforzo collettivo degli stati nazionali e della UE oltre che delle imprese e dei consumatori. Per il settore cartario anche recentissimi studi hanno riconosciuto la fattibilit\u00e0 tecnica di un obiettivo di decarbonizzazione della produzione cartaria attraverso un mix di interventi basato in primo luogo su elettrificazione dei processi, riciclaggio ed efficienza energetica. <\/p>\n\n\n\n<p>I principali processi termici del settore cartario richiedono una fornitura di calore a bassa e media temperatura che pu\u00f2 essere in parte gi\u00e0 soddisfatta con il ricorso a dispositivi industrialmente disponibili o comunque gi\u00e0 sperimentati; in primo luogo efficienti pompe di calore ad alta temperatura &#8211; a fonte aria, acqua o geotermiche &#8211; capaci di generare vapore a oltre 200 gradi. Per quanto sia stata valutata la fattibilit\u00e0 con tecnologie disponibili di una elettrificazione fino al 96% dei fabbisogni energetici di cartiera (S. Madeddu et al, 2020: Reduction potential for the European industry via direct electrification of heat supply -power-to-heat), l\u2019effettiva implementazione di questa trasformazione richiede da un lato la disponibilit\u00e0 di tecnologie affidabili e dall\u2019altra un costo energetico dell\u2019energia elettrica almeno comparabile con quello ottenuto oggi dagli impianti di cogenerazione a gas. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019applicazione di un\u2019estesa elettrificazione &#8211; che comporterebbe rilevanti costi anche di investimento &#8211; si scontra oggi con gli elevati costi dell\u2019elettricit\u00e0 e con la necessit\u00e0 di avere una stabilit\u00e0 normativa e di prezzo di lungo periodo, oltre che di infrastrutture di trasporto in grado di soddisfare una tale domanda. <\/p>\n\n\n\n<p>La realizzazione di un sistema elettrico nazionale (o europeo) basato su fonti rinnovabili, non suscettibile di rischi geopolitici e con costi sostenibili e prevedibili \u00e8 di fatto oggi una delle condizioni per una pi\u00f9 ampia trasformazione.<\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-2162\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.milltex.it\/it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-61-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Ma occorrono, con urgenza, anche interventi governativi in questo senso: <\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Evoluzione dell\u2019interrompibilit\u00e0 da meccanismo di mercato a meccanismo di salvaguardia nazionale; <\/li>\n\n\n\n<li>Revisione del sistema delle accise sull\u2019utilizzo di gas e degli oneri generali di sistema per le imprese a forte consumo di gas e previsione di regimi tariffari speciali per i grandi consumatori industriali di gas, in linea con quanto gi\u00e0 previsto per gli energivori;<\/li>\n\n\n\n<li>Miglioramento del sistema ETS per l\u2019acquisto quote CO2 per limitarne la speculazione finanziaria che comporta oscillazioni di prezzo non sostenibili dai settori industriali; <\/li>\n\n\n\n<li>Ristoro costi indiretti CO2, allineando la politica italiana alla politica di diversi Stati in merito alla compensazione di costi indiretti del carbonio dando attuazione alle disposizioni di cui al Decreto legislativo del 9 giugno 2020 n. 47, costituendo un \u201cFondo per la transizione energetica nel settore industriale\u201d anche alimentato attraverso la quota annua dei proventi derivanti dalle aste. <\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>Se efficienza energetica ed elettrificazione rappresentano forse la soluzione a regime per la decarbonizzazione, nell\u2019immediato \u00e8 necessario agire anche su una pluralit\u00e0 di altre leve. Per l\u2019Italia, consistenti investimenti sono stati realizzati negli scorsi decenni dotando il sistema di cogeneratori basati su gas naturale, cio\u00e8 la risorsa combustibile a pi\u00f9 basso contenuto di carbonio. Il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni conseguito rispetto ad un assetto medio di approvvigionamento energetico sono stati molto rilevanti. <\/p>\n\n\n\n<p>Non sarebbe incoerente con la transizione energetica anche avviare il rifacimento degli impianti di cogenerazione a metano a fine vita utile con un contestuale ulteriore miglioramento dell\u2019efficienza (almeno del 3-5%) e la predisposizione all\u2019utilizzo di gas rinnovabili (biogas e idrogeno), arrivando quindi ad alimentare le centrali con un mix di combustibili progressivamente a sempre pi\u00f9 basso contenuto di carbonio. L\u2018integrazione con la produzione di biogas rappresenta un\u2019ulteriore leva importante per avviare a costi sostenibili la decarbonizzazione. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"593\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196-1024x593.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2167\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196-1024x593.jpg 1024w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196-300x174.jpg 300w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196-768x445.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196-1536x890.jpg 1536w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-196.jpg 1576w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il recupero dei sottoprodotti di biomassa, pur rilevanti, nel settore cartario rappresenterebbe comunque il 4% dei consumi di gas naturale (80.000 tep rispetto a circa 2 milioni) e quindi sarebbe solo un piccolo passo verso l\u2019obiettivo. Ma la produzione di bio-metano da rifiuti organici o da residui agrozootecnici o da produzioni dedicate \u00e8 oggi in forte sviluppo e le industrie del settore prevedono di poter raggiungere una produzione tra il 2030 e il 2050 nell\u2019ordine del 15-25% della domanda attuale nazionale di gas naturale e pari a circa 5-8 volte il consumo attuale del settore cartario. Inoltre il settore cartario potrebbe essere anche l\u2019utilizzatore di biogas\/biometano prodotti da impianti di terzi. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Italia \u00e8 sicuramente una protagonista nella raccolta di rifiuti biodegradabili che potrebbero produrre, insieme ai fanghi di depurazione, biogas e biometano. Le cartiere sarebbero quindi non solo le utilizzatrici di biogas e biometano autoprodotto, ma anche di biometano prodotto da terzi, potendo anche utilizzare la rete gas esistente e quindi senza bisogno di creare nuove infrastrutture dedicate. \u00c8 quindi fondamentale un piano per la produzione di biogas e biometano che copra i costi attualmente ancora superiori rispetto al gas, estendendo gli incentivi esistenti per la mobilit\u00e0 all\u2019utilizzazione a livello industriale nei settori gas intensive, come quello della carta. In questo contesto<strong> Assocarta<\/strong> e il <strong>Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione<\/strong> hanno siglato un accordo che li impegna a collaborare con l\u2019obiettivo condiviso di favorire la riconversione a biometano degli impianti biogas esistenti, nonch\u00e9 lo sviluppo di nuove infrastrutture per la produzione di biometano quale leva per la decarbonizzazione del settore cartario, in attuazione del DLgs 199\/2021 (c.d. RED II) e del PNRR. <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-2162\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.stmacchine.it\/it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-63-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">Efficienza energetica, mantenimento e utilizzo delle misure di risparmio <\/p>\n\n\n\n<p>Il settore cartario ha gi\u00e0 intrapreso un\u2019operazione di efficientamento energetico. Esistono per\u00f2 ulteriori potenzialit\u00e0 che hanno un beneficio sia ambientale che economico. La generalizzazione di alcune misure di efficientamento pu\u00f2 comportare un significativo progresso in tempi brevi. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il caso dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), che in passato hanno dato un forte impulso per l\u2019efficientamento del settore ma che pi\u00f9 di recente hanno perso la loro spinta propulsiva a causa dell\u2019orientamento votato a favorire soprattutto l\u2019innovazione, esasperando il criterio di addizionalit\u00e0 &#8211; conseguibile per\u00f2 solo in pochi casi limitati &#8211; invece di puntare a portare una platea pi\u00f9 ampia di soggetti al raggiungimento dei migliori standard disponibili. Sebbene recentemente il concetto di addizionalit\u00e0 sia stato attenuato con l\u2019abolizione dello stesso in caso di rifacimenti di parti di impianti, il ricorso ai TEE da parte del settore stenta a riprendere per via degli strascichi della vecchia normativa sui progetti in corso e a causa del lungo e spesso complicato iter di approvazione dei progetti. <\/p>\n\n\n\n<p>Sul fronte della produzione di energia, il fabbisogno di energia elettrica e calore da parte del processo cartario rende l\u2019adozione della cogenerazione ad alta efficienza una migliore tecnica disponibile gi\u00e0 ampiamente adottata dal settore e in grado di garantire risparmi di circa il 30% sull\u2019energia primaria rispetto alla generazione separata. A questo fine occorre da un lato mantenere e aggiornare i sistemi di incentivazione al risparmio energetico e all\u2019autoproduzione ad alta efficienza e dall\u2019altro potenziare l\u2019accesso e il ricorso a questi meccanismi da parte del complesso delle imprese del settore cartario. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">Fibre sostenibili <\/p>\n\n\n\n<p>Il settore cartario non pu\u00f2 rinunciare al contributo delle fibre primarie. Le fibre primarie, sia come legno che come pasta di cellulosa, sono un prodotto coltivato &#8211; come lo sono gli amidi di patata o di granturco &#8211; che come tale \u00e8 rinnovabile e potenzialmente del tutto sostenibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 una parte rilevante delle fibre primarie impiegate in Italia deriva da foreste certificate secondo i criteri di gestione sostenibile degli schemi FSC e PEFC. Occorre rafforzare e generalizzare l\u2019impiego solo di fibre derivanti da gestioni sostenibili, europee o extraeuropee, nella consapevolezza che vi sono ancora aree del mondo nelle quali la produzione forestale non \u00e8 affatto sostenibile. <\/p>\n\n\n\n<p>Al contrario le foreste coltivate &#8211; in presenza di un maggior riciclo &#8211; possono consentire, su scala globale, di aumentare la biomassa disponibile a scopi energetici senza intaccare n\u00e9 i patrimoni naturali n\u00e9 la produzione a scopo alimentare. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">Nuovi imballaggi e nuovi materiali per incrementare il riciclo interno <\/p>\n\n\n\n<p>La crescita del consumo interno di macero costituisce un\u2019opportunit\u00e0 per rafforzare l\u2019economia circolare italiana e per dare maggiore certezza di impiego ai maceri raccolti. La potenzialit\u00e0 di riciclo interno ha conosciuto nel 2020 un balzo in avanti che \u00e8 destinato a proseguire. L\u2019avvio di nuovi impianti ha messo in campo una capacit\u00e0 produttiva aggiuntiva di 800-900 mila tonnellate annue a partire da carta da riciclo. <\/p>\n\n\n\n<p>Si pu\u00f2 quindi prevedere una costante riduzione delle esportazioni o, visto da una diversa prospettiva, la possibilit\u00e0 di gestire anche una capacit\u00e0 di raccolta interna della carta prossima al suo limite teorico. Un\u2019ulteriore espansione della capacit\u00e0 di utilizzo interno di carta da riciclare \u00e8 legata sia al rafforzamento dei volumi produttivi nazionali dell\u2019industria cartaria, sia a una conversione delle tipologie di prodotti. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"809\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-199-1024x809.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2163\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-199-1024x809.jpg 1024w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-199-300x237.jpg 300w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-199-768x607.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-199.jpg 1403w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa potenzialit\u00e0 potr\u00e0 concretizzarsi anche grazie al supporto del PNRR &#8211; Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che, nell\u2019ambito dei progetti faro di economia circolare, ha predisposto un\u2019azione, denominata Linea B, dedicata specificatamente all\u2019ammodernamento, ampliamento di impianti esistenti e realizzazione di nuovi impianti per il miglioramento della raccolta, della logistica e del riciclo dei rifiuti in carta e cartone. <\/p>\n\n\n\n<p>Lo sviluppo industriale pu\u00f2 per\u00f2 avvenire solo se si determinano le condizioni di mercato idonee e se le scelte imprenditoriali sono sostenute da politiche di contesto &#8211; tra cui molto rilevanti quelle energetiche e quelle relative alla gestione dei residui finali &#8211; di incentivazione e sostegno ai settori industriali della bio-economia e dell\u2019economia circolare. <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-2162\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.sael.it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-65-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Uno sviluppo effettivo richiede in primo luogo la disponibilit\u00e0 di ulteriori impianti idonei alla produzione di pasta da macero (ad esempio impianti di disinchiostrazione o per trattare le speciali tipologie di carta pi\u00f9 difficili da riciclare). Ma in secondo luogo richiede la creazione di nuove opportunit\u00e0 di mercato. <\/p>\n\n\n\n<p>La transizione verso una riduzione dei prodotti e degli imballaggi usa e getta e difficilmente riciclabili \u00e8 un\u2019eccezionale possibilit\u00e0 di sviluppo per il settore cartario. I prodotti cartari, anche in maniera combinata ad esempio con le bio-plastiche, rappresentano la risposta alla domanda di imballaggi effettivamente riciclabili e biodegradabili. Tra gli imballaggi i prodotti cartari sono gli unici ad avere un potenziale di riciclabilit\u00e0 pressoch\u00e9 totale (a differenza ad esempio di alcuni polimeri plastici), ad avere un mercato, ad essere contemporaneamente anche compostabili e quindi integrabili facilmente nei sistemi di raccolta differenziata sia dedicati che, come seconda opzione, dell\u2019umido. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"946\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220-1024x946.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2185\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220-1024x946.jpg 1024w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220-300x277.jpg 300w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220-768x709.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220-1536x1418.jpg 1536w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-220.jpg 1580w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa prospettiva &#8211; per la quale l\u2019Italia ha una posizione di leadership e le risorse sia sotto il versante della produzione cartaria che di quella biochimica &#8211; dovrebbe essere assunta nelle politiche pubbliche attraverso programmi di phasing-out di materiali e imballi inappropriati o misure equivalenti, che consentano i tempi necessari di conversione produttiva e di ottimizzazione economica dei processi. <\/p>\n\n\n\n<p>Meccanismi di fiscalit\u00e0 ambientale possono rappresentare una componente di questa manovra; ma per essere efficaci e ricadere positivamente sul contesto economico italiano devono comunque essere accompagnati da un processo di industrializzazione delle alternative. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">Migliorare la qualit\u00e0 della raccolta differenziata <\/p>\n\n\n\n<p>La qualit\u00e0 della raccolta differenziata mostra preoccupanti segni di scadimento. Pur non minacciando la riciclabilit\u00e0 dei materiali, la maggiore presenza di frazioni estranee (principalmente costituite da materie plastiche) determina un rilevante incremento degli scarti nei processi industriali di riciclo della carta da macero. Un 1% di frazione estranea in pi\u00f9 o in meno vale almeno 50.000 t di pulper in pi\u00f9 a valle dell\u2019industria cartaria di riciclo<\/p>\n\n\n\n<p>. L\u2019esperienza ormai decennale insegna che occorre privilegiare non solo raccolte monomateriale, ma anche le forme di raccolta porta a porta (o presso centri di raccolta) ove \u00e8 possibile un controllo sulla qualit\u00e0 dei conferimenti. Modalit\u00e0 di raccolta stradale e cassonetto, tanto pi\u00f9 in presenza di disincentivi al conferimento della raccolta differenziata, portano a un\u2019apparente crescita della raccolta a scapito per\u00f2 della qualit\u00e0 effettiva. <\/p>\n\n\n\n<p>In questa direzione potrebbe essere utile un rafforzamento dei meccanismi premiali e disincentivanti presenti negli accordi <strong>Comieco-Anci<\/strong>. Per questa ragione (la qualit\u00e0 della raccolta) occorre anche abbandonare, in armonia con le direttive comunitarie, gli obbiettivi in termini di raccolta differenziata, sostituendoli con obiettivi di riciclo effettivo da calcolare misurando i tassi di riciclo al punto dove i materiali riciclati possono sostituire una materia prima vergine nel processo produttivo, anche se ci\u00f2 comporta un sistema di contabilizzazione pi\u00f9 complesso e oneroso rispetto a quello attuale. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">La gestione dei rifiuti residui: i recuperi di scarto di pulper e fanghi <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-2162\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.jungheinrich.it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-67-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>La gestione dei rifiuti residui, che costituiscono una componente di costo e di efficienza gestionale d\u2019impresa non marginale, riveste un\u2019importanza strategica anche sotto il profilo delle politiche pubbliche. L\u2019obiettivo di limitare al 10% il conferimento in discarica \u00e8 impegnativo, ma alla portata del settore cartario. <\/p>\n\n\n\n<p>Ipotizzando che l\u2019industria cartaria mantenga sostanzialmente stabile la propria produzione di rifiuti, il raggiungimento dell\u2019obiettivo del 10% di smaltimento corrisponde ad avviare stabilmente a recupero altre 200.000\/250.000 tonnellate di rifiuti. <\/p>\n\n\n\n<p>In primo luogo ci\u00f2 passa attraverso una qualificazione a monte della carta da riciclare, con una progettazione attenta all\u2019ecodesign che porti a una riduzione drastica dei componenti non cartacei (che possono essere presenti nei prodotti e negli imballaggi in carta quali i film plastici, i nastri adesivi, le finestre, le rilegature, le chiusure, etc.) e un miglioramento della raccolta differenziata che porti alla riduzione della presenza di frazioni estranee (essenzialmente materiali diversi dalla carta, come i sacchetti di plastica o altri materiali erroneamente conferiti insieme alla carta). <\/p>\n\n\n\n<p>In secondo luogo dall\u2019introduzione su vasta scala di nuove tecnologie di recupero delle fibre, disidratazione degli scarti e produzione di plastiche di recupero dagli scarti del riciclo; In terzo luogo dall\u2019adozione in maniera sistemica e estensiva della disciplina del sottoprodotto con l\u2019impiego di fibre e cariche minerali da separazione meccanica e fanghi di depurazione in buone pratiche di simbiosi industriale per la produzione di carta e altri manufatti, il compostaggio e la produzione di biogas. Infine nel sostegno alla ricerca e alla dimostrazione per la generazione di nuovi prodotti basati su questi scarti produttivi (in primo luogo scarti di pulper e fanghi di cartiera). Il ricorso all\u2019uso energetico di questi scarti, per quanto coerente con la normativa e idoneo al recupero del contenuto energetico e preferibile rispetto all\u2019opzione della discarica, \u00e8 oggi in conflitto con gli obiettivi di decarbonizzazione e riduzione delle emissioni climalteranti, dal momento che l\u2019impiego di un combustibile alternativo nel quale i due terzi del contenuto energetico derivano dal petrolio non potrebbe consentire di ottenere emissioni per unit\u00e0 di calore e di energia elettrica migliori di quelle raggiungibili con l\u2019impiego di gas e di un sistema elettrico ad alta presenza di rinnovabili. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019impiego di tale frazione di scarti pu\u00f2 essere carbon neutral solo in particolari contesti di sostituzione di combustibili fossili di origine petrolifera o di carbone e deve essere vista come una soluzione transitoria ma comunque necessaria fino a quando non saranno disponibili tecnologie alternative. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">L\u2019uso dei fanghi per la produzione di biometano e biocombustibili <\/p>\n\n\n\n<p>Per la componente &#8211; non certo marginale &#8211; di scarti basati su biomassa, esenti o depurati dalla presenza di frazioni di plastica, l\u2019impiego energetico per la produzione di biogas, biocombustibili o direttamente calore rappresenta invece una soluzione efficiente, finora poco sfruttata. Per alcuni di questi sviluppi vi sono gi\u00e0 oggi tecnologie appropriate ed economicamente sostenibili o sono in corso di sviluppo. <\/p>\n\n\n\n<p>Gli scarti della produzione cartaria sono stati ampiamente indagati come una delle fonti per i biocarburanti di seconda generazione (bioetanolo). Nel contesto della produzione italiana (che non parte dal legno) di maggior interesse e applicabilit\u00e0 \u00e8 invece la co-digestione anaerobica dei fanghi cartari con altri flussi, pi\u00f9 ricchi di azoto, come i fanghi urbani, letame e produzioni erbacee. Si tratta di tecnologie sperimentate che possono valorizzare il contenuto energetico dei fanghi con la produzione di biogas upgradabile a biometano. <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-2162\">\n\t\t<a href=\"http:\/\/www.dmprogetti.com\/wordpress\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/3-Maggio-Giugno-2023-CC-69-scaled.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Queste tecnologie possono essere anche utilmente impiegate per la separazione di residue impurezze. L\u2019interesse di questo sviluppo \u00e8 oggi anche rafforzato da un meccanismo di incentivi (con un meccanismo premiale che potrebbe essere esteso anche a questi flussi di rifiuto), ma \u00e8 comunque un mercato trainato dagli obblighi normativi sulla riduzione della CO2 e sull\u2019incremento della quota di rinnovabili anche in tutti i combustibili per la mobilit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-color has-h-3-font-size\" style=\"color:#00a651\">Assetto normativo efficiente per gli obiettivi di economia circolare <\/p>\n\n\n\n<p>Da un lato la normativa \u201cEnd of Waste\u201d e dall\u2019altra la normativa sulle acque devono essere pensate per accelerare i processi di efficienza ambientale e la conversione verso un\u2019economia circolare. Nel settore dei rifiuti vi sono ulteriori potenzialit\u00e0 di recupero dei sottoprodotti che possono essere valorizzate attraverso un efficiente meccanismo di End of Waste. <\/p>\n\n\n\n<p>A ci\u00f2 si aggiunge la necessit\u00e0 di avere certezza sul mutuo riconoscimento della carta da riciclare ottenuta per mezzo degli End of Waste nazionali notificati e conformi agli indirizzi europei (ad oggi gi\u00e0 operativi in Italia, Spagna e Francia dopo la notifica europea) in modo da garantire la libera circolazione nel mercato interno di materiali idonei al riciclo in cartiera. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel settore delle acque, un efficientamento dei consumi idrici del settore cartario (che avrebbe anche benefici economici) \u00e8 oggi ostacolato dal permanere di un\u2019impostazione di controllo dell\u2019inquinamento basata sulle concentrazioni rilasciate anzich\u00e9 sul totale delle quantit\u00e0 rilasciate, in funzione della capacit\u00e0 dei corpi recettori (come in gran parte dei Paesi europei).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obbligo europeo alla neutralit\u00e0 climatica per il 2050 e alla riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030 (sul livello del 1990) impone un\u2019accelerazione anche ai programmi dell\u2019industria europea della carta, che gi\u00e0 nel 2017 si era posta come obiettivo di ridurre dell\u201980% le emissioni di CO2 al 2050 rispetto al 1990. 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