{"id":7516,"date":"2024-12-08T10:50:06","date_gmt":"2024-12-08T09:50:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/?p=7516"},"modified":"2024-12-08T11:43:53","modified_gmt":"2024-12-08T10:43:53","slug":"la-decarbonizzazione-competitiva-del-settore-cartario-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/en\/la-decarbonizzazione-competitiva-del-settore-cartario-italiano\/","title":{"rendered":"La decarbonizzazione competitiva del settore cartario italiano"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">\u201cL\u2019industria cartaria italiana ha gi\u00e0 affrontato con successo una transizione energetica basata su gas e cogenerazione ad alta efficienza che ha permesso di sviluppare un tessuto industriale importante e, al contempo, abbattere i consumi energetici (per unit\u00e0 di prodotto) del 25% negli ultimi 25 anni. Investimenti e risultati gi\u00e0 messi a segno dal settore sulla base di direttive europee. L\u2019obiettivo attuale \u00e8 coniugare decarbonizzazione e competitivit\u00e0 e per questo \u00e8 essenziale che le misure di decarbonizzazione siano strettamente collegate ai consumi industriali. Se decarbonizzare una fonte pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno rapido, decarbonizzare i consumi \u00e8 un obiettivo di pi\u00f9 lungo termine\u201d &#8211; ha affermato <strong>Lorenzo Poli, Presidente di Assocarta <\/strong>nel suo intervento. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl settore cartario come energyintensive, ad oggi, consuma 2,5 miliardi di m3 di gas (2023) producendo l\u201980% del fabbisogno energetico in cogenerazione (calore ed energia elettrica) ad un livello di costo che pesa per oltre il 12% sul fatturato del settore (2023), al quale va aggiunto il costo Ets che, in prospettiva nel prossimo decennio, aumenter\u00e0 a un ritmo tre volte superiore al costo di produzione della carta\u201d &#8211; ha spiegato <strong>Riccardo Siliprandi, Senior Principal di Afry Management Consulting<\/strong> introducendo lo studio. <\/p>\n\n\n\n<p>Il Presidente Poli propone come ricetta energetica e di decarbonizzazione \u201cuna energy release che incentivi il pi\u00f9 possibile gli investimenti verdi degli energivori e che diventi addirittura strutturale. Un\u2019infrastruttura elettrica che possa supportare l\u2019eventuale elettrificazione delle imprese senza discriminazione geografica. Promozione dell\u2019uso del biometano, che va impiegato nei processi pi\u00f9 efficienti come la cogenerazione, tramite una release ad hoc. <\/p>\n\n\n\n<p>Connettere gestione del territorio e del bosco con il recupero delle biomasse. Chiudere il ciclo del riciclo, recuperando energia dagli scarti. Coniugare decarbonizzazione delle fonti e dei consumi: l\u2019idroelettrico e il geotermico devono essere in parte destinati all\u2019industria. E aggiunge: resta essenziale, nel frattempo, rimanere competitivi. In linea con il DL Ambiente approvato in materia di idrocarburi va data attuazione alla Gas Release e vanno \u201cdepurate\u201d le bollette da costi impropri come quello del TTF applicato a tutte le forniture di gas\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLa necessit\u00e0 di accrescere la competitivit\u00e0 dell\u2019industria italiana, ridurre i costi energetici e supportare il processo di decarbonizzazione dei settori hard to abate sono obiettivi che possono essere raggiunti adottando una strategia diversificata che, oltre all\u2019efficientamento energetico, includa l\u2019economia circolare, l\u2019uso di combustibili low carbon, l\u2019elettrificazione dei consumi e l\u2019utilizzo di vettori energetici innovativi. \u00c8 con questo obiettivo che il GSE, attraverso il protocollo stipulato lo scorso maggio, promuove nelle realt\u00e0 associate ad Assocarta gli strumenti messi a disposizione della filiera italiana della carta\u201d &#8211; ha dichiarato <strong>Paolo Arrigoni, Presidente del GSE<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p>A questo va aggiunto l\u2019accordo sottoscritto da Assocarta con il CIB &#8211; Consorzio Italiano Biogas sul biometano agricolo. Il settore cartario potrebbe utilizzare quello ottenuto dai rifiuti urbani e anche dagli scarti del processo di produzione cartario, come avviene negli altri stati europei. Un tema, quest\u2019ultimo, strettamente collegato alla bioeconomia circolare che vede nel cartario un campione europeo con un tasso di riciclo che nell\u2019imballaggio supera l\u201985%, mentre l\u2019uso di fibre secondarie \u00e8 circa il 70% del totale, sostenuto da un tasso di raccolta pari al 75%. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019industria cartaria, specie nell\u2019impiego di macero proveniente dal riciclo, genera scarti costituiti da biomasse non pi\u00f9 riciclabili, che vengono inviati allo smaltimento in discarica e all\u2019incenerimento. Un recupero energetico di questi scarti con impianti nelle stesse cartiere &#8211; ha dichiarato <strong>Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile<\/strong> &#8211; potrebbe essere una via per contribuire a decarbonizzare i consumi energetici delle cartiere, riducendo sia i costi di smaltimento di questi scarti, sia la movimentazione di rifiuti. La limitazione al recupero energetico dei soli rifiuti generati dall\u2019impianto dovrebbe essere consentito anche perch\u00e9 non dovrebbe incidere nella programmazione regionale degli impianti di gestione dei rifiuti\u201d. Ha concluso i lavori il <strong>Ministro dell\u2019Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cL\u2019industria cartaria italiana ha gi\u00e0 affrontato con successo una transizione energetica basata su gas e cogenerazione ad alta efficienza che ha permesso di sviluppare un tessuto industriale importante e, al contempo, abbattere i consumi energetici (per unit\u00e0 di prodotto) del 25% negli ultimi 25 anni. 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