{"id":8922,"date":"2025-04-07T08:15:37","date_gmt":"2025-04-07T06:15:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/?p=8922"},"modified":"2025-04-07T08:15:37","modified_gmt":"2025-04-07T06:15:37","slug":"la-gestione-ambientale-nellindustria-cartaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/en\/la-gestione-ambientale-nellindustria-cartaria\/","title":{"rendered":"La gestione ambientale nell\u2019industria cartaria"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-blu-c-c-color has-text-color has-link-color has-h-3-font-size wp-elements-304d6911fd33ed41efb62640c31f5d90\"><strong>ACQUA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019acqua \u00e8 un elemento fondamentale del processo produttivo cartario. Il riciclo interno dell\u2019acqua \u00e8 elevato e soltanto il 10% dei consumi di processo \u00e8 costituito da prelievi. I consumi idrici \u2013 diversificati a seconda del prodotto finito e tra processi di produzione della pasta e processi di fabbricazione cartaria \u2013 si sono drasticamente ridotti nel corso degli anni. <\/p>\n\n\n\n<p>Se, infatti, alla fine degli anni Settanta erano necessari mediamente 100 metri cubi d\u2019acqua per produrre una tonnellata di carta, attualmente ne vengono utilizzati 26 (dato medio del campione Assocarta). Il dato, sostanzialmente stabile negli ultimi anni, evidenzia il raggiungimento di un limite tecnologico sotto il quale sembrerebbe difficile spingersi senza incorrere in un incremento delle concentrazioni. <\/p>\n\n\n\n<p>I consumi idrici italiani, per un effetto paradossale della normativa sugli scarichi, restano quindi mediamente superiori a quelli di altri Paesi europei e potrebbero essere almeno dimezzati. Gli inquinanti presenti nelle acque reflue di cartiera sono essenzialmente di origine biologica o naturale (cellulose, amidi, cariche minerali inerti come il carbonato di calcio). <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"853\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001-1024x853.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8929\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001-1024x853.jpg 1024w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001-300x250.jpg 300w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001-768x640.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001-600x500.jpg 600w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0001.jpg 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Rispetto ai principali parametri di caratterizzazione delle acque reflue, i valori medi di emissione di COD e di solidi sospesi (alcune sostanze pi\u00f9 critiche sono ormai state eliminate dai processi) mostrano nel tempo un continuo ridimensionamento, attestandosi sempre ben al di sotto dei limiti di legge. La stabilizzazione registrata negli ultimi anni \u00e8 anche il segno di un sostanziale limite, oggi difficilmente superabile con le tecnologie di trattamento disponibili. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-blu-c-c-color has-text-color has-link-color has-h-3-font-size wp-elements-9e663cc8ea50da05401f5cc64e1a53b2\"><strong>ARIA \u2013 EMISSIONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le emissioni in aria nel settore cartario derivano essenzialmente dagli usi energetici diretti (combustione in caldaie e soprattutto centrali di cogenerazione a metano) e indiretti (approvvigionamento esterno, decrescente, di energia elettrica). Le emissioni in atmosfera significative, derivando soprattutto dalla produzione energetica, sono le emissioni di CO2, di Nox (ossidi di azoto), SO2 (anidride solforosa), PM10 (polveri sottili). <\/p>\n\n\n\n<p>La conversione a gas naturale dell\u2019alimentazione industriale ha di fatto azzerato le emissioni di anidride solforosa e largamente ridotto le emissioni di particolato. Le emissioni di ossidi di azoto e le emissioni dirette di CO2 sono invece proporzionali e determinate dall\u2019entit\u00e0 dei consumi energetici. <\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019andamento storico \u2013 disponibile solo con l\u2019aggregazione dell\u2019industria grafica \u2013 mostra la marcata riduzione di alcuni inquinanti e invece la sostanziale stabilizzazione delle emissioni di ossidi di azoto, la cui ulteriore riduzione pu\u00f2 essere ragionevolmente conseguita solo da un cambio di combustibili o da una riduzione dei consumi energetici. <\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-8922\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.pasaban.com\/en-UK\/home\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cec-pub-23.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Le emissioni di CO2, dirette (dalla produzione di calore ed elettricit\u00e0 interna all\u2019impresa) e indirette (dall\u2019acquisto di energia elettrica) dell\u2019industria cartaria hanno conosciuto nell\u2019ultimo decennio una costante riduzione sia in termini assoluti che in riferimento ai volumi produttivi. <\/p>\n\n\n\n<p>Complessivamente, nel 2020 si sono registrate emissioni dirette per 4,44 milioni di tonnellate di CO2 (essenzialmente dalla combustione di gas naturale) ed emissioni indirette, associate all\u2019acquisto di energia elettrica sul mercato, per 609.000 t. Le emissioni specifiche complessive (kg CO2\/t di carta) sono passate da 776 kg\/t del 2005, anno di avvio del sistema di scambio delle quote di CO2, ai 591 kg\/t del 2020, con una riduzione del 23,8%. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo risultato \u00e8 il prodotto sia di un miglioramento dell\u2019efficienza energetica del settore che delle minori emissioni specifiche associate all\u2019energia elettrica acquistata dalla rete. Da notare che negli anni le sole emissioni dirette sono invece rimaste sostanzialmente stabili, come anche evidenziato dall\u2019annuario dei dati ambientali di Ispra, in quanto la riduzione delle emissioni ottenuta grazie alle attivit\u00e0 di efficientamento energetico sono state controbilanciate dall\u2019incremento di capacit\u00e0 cogenerativa che porta all\u2019internalizzazione delle emissioni indirette. <\/p>\n\n\n\n<p>In Italia, peraltro, il settore ha gi\u00e0 da tempo completato la conversione alla fonte combustibile fossile a minore emissione, ovvero il gas naturale, e non dispone ancora di combustibili rinnovabili, quali il biogas. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-blu-c-c-color has-text-color has-link-color has-h-3-font-size wp-elements-c59ad8c6e51decd4dbd1cd0af7edf0a0\"><strong>ENERGIA, EFFICIENZA E COGENERAZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I processi cartari richiedono significative quantit\u00e0 di energia, sia di calore che di energia elettrica. I consumi energetici del settore cartario hanno conosciuto un progressivo efficientamento, con una riduzione dei consumi totali \u2013 di combustibile ed elettrici \u2013 e dei consumi specifici. <\/p>\n\n\n\n<p>I fabbisogni energetici nel processo produttivo variano in funzione della materia prima, della tecnologia e del prodotto finito. La produzione di pasta a partire da legno richiede un equivalente energetico di circa 4300 kWh\/t, mentre a partire da carta da riciclare richiede solo 1300 kWh\/t (Fonte RSE). <\/p>\n\n\n\n<p>La differenza \u00e8 dovuta essenzialmente alla necessit\u00e0 del processo di produzione di pasta vergine di estrarre la fibra dal legno, mentre nel processo di riciclo la fibra \u00e8 sostanzialmente gi\u00e0 disponibile. Il processo di produzione di fibra vergine e il riciclo non sono quindi due processi in contrapposizione bens\u00ec sono parte di un unico ciclo di produzione integrato in cui uno ha bisogno dell\u2019altro e viceversa. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignleft size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002.jpg\" data-lbwps-width=\"1028\" data-lbwps-height=\"1454\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-212x300.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"724\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-724x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8923\" style=\"width:380px\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002-424x600.jpg 424w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_22_Immagine_0002.jpg 1028w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda la produzione di carta o cartone, a partire da fibra vergine sono necessari da circa 500 a 1300 kWh\/t elettrici e da circa 1300 kWh\/t a 3000 kWh\/t di calore; a partire da macero, il fabbisogno di energia elettrica varia da circa 900 kWh\/t a circa 1500 kWh\/t, mentre il fabbisogno di energia termica da circa 1100 kWh\/t a circa 2300 kWh\/t. <\/p>\n\n\n\n<p>Complessivamente \u2013 sull\u2019insieme del settore cartario e stampa \u2013 i consumi energetici finali nel 2020 sono stati pari a 2,04 milioni di tep (dei quali circa il 37% da acquisto di energia elettrica). In termini assoluti, i consumi risultano in costante contrazione (-15% nell\u2019ultimo decennio, -23% rispetto al 2000). \u00c8 significativo notare che l\u2019intensit\u00e0 energetica, ovvero i consumi energetici sotto forma di vapore, \u00e8 stata influenzata positivamente dallo sviluppo di sistemi di cogenerazione per la produzione combinata di calore ed elettricit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p>Questo processo ha permesso di ridurre il consumo di fonti primarie di circa un terzo rispetto a quanto sarebbe stato necessario se il settore avesse dovuto ottenere la stessa quantit\u00e0 di energia dalla rete elettrica nazionale. Da alcuni anni il settore ha inoltre avviato alcune esperienze, purtroppo ancora limitate, di cessione di cascami di calore utilizzati per il teleriscaldamento.<\/p>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-8922\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.mingazzini.it\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cec-pub-24.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Rimane invece di entit\u00e0 trascurabile l\u2019impiego come combustibile dei fanghi e delle altre biomasse di cartiera al contrario di quanto avvenuto in altre realt\u00e0 europee, anche per ragioni legate alla struttura del processo produttivo e alla sostanziale assenza di produzione di cellulosa da legno.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo l\u2019indagine RSE sull\u2019efficienza energetica dell\u2019industria italiana, nel 2016, al netto dei risparmi energetici gi\u00e0 conseguiti con le misure sostenute dai certificati bianchi, erano identificati come economicamente sostenibili ulteriori efficienze energetiche nell\u2019ordine del 16%. L\u2019andamento 2017, 2018 e 2019, pur con dati parziali, suggerisce una ripresa degli investimenti e delle azioni in questo senso. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-blu-c-c-color has-text-color has-link-color has-h-3-font-size wp-elements-db2d5f2b24d1b7cf091275b8495d49bf\"><strong>PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI DI CARTIERA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo i dati Ispra l\u2019intero settore della produzione cartaria e cartotecnica ha generato nel 2019 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti, corrispondenti a circa 171 kg per t di carta prodotta e a 143 kg per t di carta consumata. Per una parte rilevante, pi\u00f9 di un terzo, si tratta di flussi di rifili, sfridi e scarti di carta che sono avviati a riciclo. <\/p>\n\n\n\n<p>Al netto degli sfridi, la produzione specifica si attesta attorno a ca. 106 kg\/ t di produzione e a 88 kg\/ t di materia impiegata. Di questi rifiuti complessivi della filiera della carta, della stampa e della cartotecnica, circa 900.000 t sono direttamente ascrivibili alla produzione di cellulosa e carta e sono sostanzialmente suddivisi in tre grandi componenti: <\/p>\n\n\n\n<p><strong>1.<\/strong> fanghi e residui dalla depurazione delle acque, sia biologica che chimico fisica;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2.<\/strong> residui del processo di riciclo e in particolare scarti di pulper (il processo di separazione della fibra dalle impurit\u00e0 pi\u00f9 grossolane) e fanghi di disinchiostrazione (ottenuti a seguito della separazione dell\u2019inchiostro dalla fibra cellulosica);<\/p>\n\n\n\n<p><strong>3. <\/strong>scarti di vario genere quali ferro, legno e plastica provenienti dalla gestione degli imballaggi, gli oli esausti e i rifiuti assimilabili agli urbani. <\/p>\n\n\n\n<p>Il flusso pi\u00f9 critico \u2013 e caratteristico proprio della produzione da riciclo \u2013 \u00e8 costituito dalle oltre 300 mila tonnellate di pulper prodotte dall\u2019industria cartaria di riciclo stimate sulla base del campione analizzato ma che, dai dati del MUD superano le 400 mila tonnellate. <\/p>\n\n\n\n<p>Nonostante il miglioramento delle tecniche di processo, si \u00e8 registrato un incremento nella generazione di questi residui dovuto al potenziamento delle capacit\u00e0 di trattamento degli impianti di depurazione delle acque e, soprattutto, all\u2019aumentato impiego del macero, in particolar modo quello proveniente dalla raccolta differenziata, caratterizzato da un pi\u00f9 elevato contenuto di impurit\u00e0 e di fibra non riutilizzabile, compensato solo in parte dagli investimenti in nuove tecnologie di lavaggio degli scarti. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001.jpg\" data-lbwps-width=\"1369\" data-lbwps-height=\"1109\" data-lbwps-srcsmall=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-300x243.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"830\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-1024x830.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8925\" srcset=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-1024x830.jpg 1024w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-300x243.jpg 300w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-768x622.jpg 768w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001-600x486.jpg 600w, https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/immaginicec_Pagina_23_Immagine_0001.jpg 1369w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n<div class=\"cecAdv-banner-wrap\">\n\t<div class=\"cecAdv\"  data-advshow=\"advframe-8922\">\n\t\t<a href=\"https:\/\/www.sael.it\/paper-automation\/\" target=\"_blank\">\n\t\t\t<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.cartaecartiere.com\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/cec-pub-33.jpg\" no-lazy\/>\n\t\t<\/a>\n\t<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<p>Poich\u00e9 il pulper (pur piuttosto variabile) \u00e8 grosso modo composto per circa il 40% di acqua e per la parte rimanente da plastica e da fibre di cellulosa da essa trascinate \u00e8 facile capire il nesso con le impurit\u00e0 della raccolta differenziata. Con un contenuto medio di frazione estranea (principalmente plastica) nel macero selezionato proveniente dalla raccolta differenziata urbana della carta pari all\u20191% si ha un flusso, potenzialmente evitabile, di plastica nella carta da riciclare pari a circa 50.000 t\/a, a cui si aggiungono altre 50.000 t\/a circa di altre plastiche che sono costituenti dei prodotti cartari e che non possono essere rimossi dal cittadino o durante la fase di selezione. <\/p>\n\n\n\n<p>Tale incremento si sta attenuando solo di recente grazie anche alla maggiore efficienza nel recupero delle fibre e all\u2019adozione di tecnologie che consentono una maggiore disidratazione degli scarti. Il miglioramento della qualit\u00e0 della raccolta differenziata e la progettazione di prodotti cartari senza o con minor impiego di componenti non cartari (c.d. design per il riciclo), rappresentano per\u00f2 il modo pi\u00f9 efficiente per ridurre gli scarti del riciclo, secondo il principio di prevenzione e separazione all\u2019origine. <\/p>\n\n\n\n<p>Al contempo sono anche cresciuti gli sforzi per recuperare questi materiali, sia come rifiuto che come sottoprodotto. I residui della produzione della carta hanno infatti caratteristiche tali da renderli idonei per essere riutilizzati, per esempio per la copertura di discariche o cave, e pi\u00f9 in generale per le operazioni di ripristino del suolo. <\/p>\n\n\n\n<p>Fanghi di cartiera sono avviati a impianti di produzione di laterizi che ne recuperano le cariche minerali contenute, o anche ad altre cartiere, che ne recuperano la fibra. Di particolare interesse sembra poi l\u2019impiego dei fanghi nella produzione di biometano e di biocombustibili, sia attraverso le tecnologie di digestione anaerobica in particolare in co-digestione con fanghi urbani e frazione organica da raccolta differenziata, che altre tecnologie pi\u00f9 sperimentali (ma pi\u00f9 idonee a contenuti elevati di lignina). <\/p>\n\n\n\n<p>Rimane comunque critica l\u2019assenza di sufficienti infrastrutture per il recupero dei rifiuti dell\u2019industria cartaria. Nel 2020, sebbene diminuito \u00e8 rimasto significativo il ricorso alla discarica, pari al 23% (contro una media dell\u2019industria cartaria europea del 8,7% &#8211; Cepi 2018) mentre si \u00e8 ridotto il ricorso al recupero energetico che invece a livello europeo, con l\u2019adozione generalizzata di impianti a pi\u00e8 di fabbrica, rappresenta la principale (56,9%, Cepi 2018) destinazione dei rifiuti dell\u2019industria cartaria e in particolare di quelli derivanti dal riciclo. \u2759<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ACQUA L\u2019acqua \u00e8 un elemento fondamentale del processo produttivo cartario. Il riciclo interno dell\u2019acqua \u00e8 elevato e soltanto il 10% dei consumi di processo \u00e8 costituito da prelievi. 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