Il tema dell’energia continua a rappresentare uno dei principali fattori di pressione per l’industria cartaria italiana. Nonostante i recenti interventi introdotti dal Governo attraverso il DL Bollette, il settore continua infatti a confrontarsi con livelli di costo del gas particolarmente elevati e con il persistente differenziale tra il prezzo del gas sul mercato italiano PSV e quello sul mercato europeo TTF.
Secondo Assocarta, tale differenziale continua a incidere in maniera significativa sulla competitività delle imprese cartarie italiane rispetto ai principali competitor europei, generando un aggravio economico strutturale per un comparto fortemente energivoro.
Nel triennio 2023-2025, lo spread PSV-TTF avrebbe comportato per l’industria cartaria un costo aggiuntivo stimato in circa 55 milioni di euro all’anno, con un’incidenza valutata intorno al 5% della bolletta energetica complessiva del settore.
Parallelamente, il peso del gas sul fatturato delle aziende cartarie ha continuato a crescere. Secondo le valutazioni dell’associazione, l’incidenza del costo del gas sul valore della produzione è salita dal 10,7% al 11,6% in un solo anno. In uno scenario caratterizzato da quotazioni del gas attorno ai 50 euro/MWh, il peso energetico potrebbe raggiungere livelli prossimi al 15% del fatturato del comparto.
Assocarta evidenzia inoltre come eventuali tensioni geopolitiche internazionali e ulteriori rialzi delle quotazioni energetiche potrebbero aggravare ulteriormente il quadro, riportando il settore verso livelli di pressione energetica vicini a quelli registrati durante la crisi del 2022.
Il DL Bollette ha introdotto alcune misure orientate alla riduzione del differenziale PSV-TTF e al sostegno delle imprese energivore. Tuttavia, resta fondamentale rendere questi strumenti pienamente efficaci e strutturali, così da garantire maggiore stabilità competitiva alle aziende cartarie italiane.

In particolare, si sottolinea la necessità di rafforzare i meccanismi di compensazione dei costi energetici, anche attraverso strumenti analoghi ai crediti d’imposta adottati durante la fase più critica della crisi energetica.
Secondo il comparto, tali misure avevano consentito di attenuare concretamente l’impatto dei rincari energetici sulle imprese e di salvaguardare continuità produttiva e occupazione.
Il differenziale PSV–TTF continua a rappresentare un onere improprio per l’industria cartaria italiana, traducendosi in un evidente svantaggio competitivo rispetto ai principali partner europei. È indispensabile intervenire sia per ridurre questo divario strutturale sia per rafforzare strumenti di compensazione efficaci, al fine di salvaguardare la sostenibilità economica del settore.
Per il settore cartario, la questione energetica resta quindi centrale non solo sul piano dei costi industriali, ma anche sotto il profilo della competitività internazionale e della continuità produttiva. In un comparto strategico per l’economia circolare italiana e per numerose filiere manifatturiere nazionali, la stabilità dei costi energetici viene considerata un elemento fondamentale per sostenere investimenti, occupazione e sviluppo industriale nel medio-lungo periodo.



