di: Carta&Cartiere
Le statistiche preliminari 2025 diffuse da Cepi, l’Associazione Europea che rappresenta l’industria cartaria, evidenziano un ulteriore rallentamento per l’industria europea della carta e del cartone, in un contesto caratterizzato da una crescita economica moderata, dall’aumento degli oneri regolatori e dal riacutizzarsi delle tensioni commerciali internazionali.
Nei Paesi membri Cepi, la produzione di carta e cartone è diminuita dell’1,5% nel 2025 rispetto all’anno precedente, attestandosi a 77,6 milioni di tonnellate. Il dato è intervenuto dopo il rimbalzo registrato nel 2024 (+5,9%), che aveva parzialmente compensato il marcato calo del 2023 (-12,9% sull’anno, -18,2% cumulato rispetto al 2021).
Alla base di questa dinamica si collocano andamenti macroeconomici sfavorevoli, una domanda debole, il protrarsi del destocking lungo la filiera e il forte impatto degli elevati costi energetici e produttivi sull’industria europea. La situazione è stata ulteriormente aggravata da un quadro normativo sempre più stringente, da sfide geopolitiche e dall’aumento delle tensioni commerciali.
Una contrazione della produzione è stata osservata nella maggior parte dei Paesi produttori di carta e cartone nel 2025, con l’eccezione di Brasile (+0,1%) e Cina (+2,9%). Stati Uniti, Giappone, Canada e Corea del Sud hanno registrato flessioni comprese tra -1,9% e -5,7%.
A livello globale, le prime stime indicano una produzione sostanzialmente stabile rispetto al 2024 (-0,3%), dopo l’incremento del 3,6% che aveva compensato la contrazione del 2023 (-3,3%).

Considerando esclusivamente le carte e cartoni per imballaggio, la carta per usi igienico-sanitari (tissue) e le altre tipologie, quindi escludendo le carte grafiche, la produzione europea nel 2025 è apparsa relativamente stabile, pur restando inferiore del 6,8% rispetto al livello record registrato nel 2021.
La produzione europea di pasta per mercato ha mostrato una crescita del 2,1% nel 2025, in controtendenza rispetto alla flessione dell’anno precedente (-1,0%), mantenendosi su livelli prossimi alla media degli ultimi cinque anni e beneficiando di condizioni operative più stabili.
L’utilizzo di carta da riciclare nell’area Cepi è diminuito dell’1,3% rispetto al 2024, risentendo principalmente del declino strutturale del segmento delle carte grafiche. In particolare, l’impiego di giornali e riviste usati è sceso del 16%, mentre l’utilizzo di cartone ondulato e prodotti kraft usati è aumentato dell’1,7%.
Nel 2025 l’economia dell’Unione europea è cresciuta dell’1,1%, valore in linea con il +1,0% del 2024; per il 2026 è prevista una crescita dell’1,5%, pur restando leggermente inferiore alla media delle economie avanzate.
Il consumo apparente complessivo di carta e cartone nei Paesi membri di Cepi è diminuito del 2,2% nel 2025 rispetto al 2024, sulla base dei dati disponibili per i primi nove mesi dell’anno. Il risultato è stato fortemente influenzato dal continuo calo della domanda di carte grafiche (-7,9%) e dalla debolezza del segmento della carta per usi igienico-sanitari (-1,9%).
Nel comparto degli imballaggi, la domanda è stata penalizzata dall’andamento negativo del mercato del cartoncino (-3,5%), mentre il containerboard ha mostrato una relativa stabilità (-0,2%) e le carte da imballo per sacchi e buste hanno registrato una crescita contenuta (+0,5%).
Produzione per tipologia

Nel 2025 la produzione della maggior parte delle tipologie di carta e cartone ha evidenziato una flessione. Le carte e cartoni per imballaggio sono rimasti complessivamente sui livelli dell’anno precedente (+0,2%).
All’interno di questo segmento, la produzione di containerboard – destinato principalmente agli imballaggi per il trasporto e alle scatole in cartone ondulato – è aumentata dell’1,7%.
La produzione di cartoncino, utilizzato soprattutto per il packaging retail, è diminuita del 5,6%, mentre le carte da imballo per la produzione di sacchetti hanno segnato un incremento dell’1,0%.
Le carte e cartoni per imballaggio hanno rappresentato il 63,9% della produzione totale europea (62,9% nel 2024), mentre le carte grafiche hanno inciso per il 20,8% (22,0% nel 2024).

La produzione di carta per usi igienico-sanitari è diminuita dello 0,8% rispetto al 2024, rappresentando il 10,4% della produzione complessiva di carta e cartone.
Il comparto delle carte grafiche ha registrato una contrazione complessiva del 7,2%. La produzione di carta da giornale è scesa del 7,5%, mentre quella delle carte per stampa e scrittura del 7,2%.
Tutte le tipologie di carte per stampa e scrittura – utilizzate per riviste, cataloghi, direct mail, elenchi e altre applicazioni – hanno mostrato un calo: le carte patinate meccaniche e non patinate meccaniche sono diminuite rispettivamente del 10,7% e del 10,8%.
Le carte woodfree non patinate (copy paper) hanno registrato -4,7%, mentre le woodfree patinate -5,5%. Complessivamente, la produzione di carte grafiche patinate è diminuita del 7,9% e quella delle non patinate del 6,7%. Le carte grafiche meccaniche hanno evidenziato un calo del 10,7%, mentre le woodfree hanno registrato -5,0%.
La produzione delle altre tipologie di carta e cartone, destinate principalmente a impieghi industriali e speciali, è aumentata dello 0,4%, con una quota pari al 4,8% del totale.
Consegne e commercio estero
Sulla base dei dati cumulati dei primi nove mesi del 2025, le consegne totali di carta e cartone dei Paesi Cepi sono diminuite dell’1,0% rispetto al 2024. Le consegne interne hanno registrato -0,3%, mentre le esportazioni verso Paesi extra-Cepi sono calate del 4,4%.
Alla fine di settembre 2025, le consegne di carte grafiche risultavano in diminuzione del 7,5%, mentre quelle degli imballaggi erano sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le esportazioni complessive dei Paesi Cepi sono diminuite del 4,4% nei primi nove mesi del 2025, con una flessione diffusa in quasi tutte le aree geografiche, ad eccezione dell’America Latina. In particolare, le esportazioni verso i Paesi europei limitrofi sono scese del 5,5%, verso il Nord America del 2,7%, verso l’Asia del 15,0% e verso altri Paesi del mondo dello 0,4%. Le esportazioni verso l’America Latina sono invece aumentate del 17,4% rispetto al 2024.
In termini di quota di mercato, gli altri Paesi europei hanno rappresentato il principale sbocco per l’export europeo nel 2025 (33,5% del totale), seguiti da Asia (22,4%), Nord America (13,9%), America Latina (12,3%) e resto del mondo (17,9%). Le esportazioni hanno inciso per il 19% sulla produzione complessiva di carta e cartone.
Le importazioni nell’area Cepi sono diminuite di circa il 4,3% nei primi nove mesi del 2025 rispetto al 2024, dopo la crescita del 17% registrata l’anno precedente. La riduzione ha riguardato principalmente i volumi provenienti da altri Paesi europei (-5,7%). Gli altri Paesi europei non membri Cepi hanno rappresentato il 38,5% delle importazioni complessive, seguiti da Asia (25,9%), Nord America (24,4%), America Latina (7,4%) e resto del mondo (3,8%). Le importazioni hanno inciso per l’8% sul consumo di carta e cartone nel 2025.
Il saldo commerciale dell’area Cepi è diminuito del 4,4% rispetto al 2024, pur rimanendo ampiamente positivo. Sulla base dei dati più recenti di Eurostat (11 mesi), le esportazioni UE di carta e cartone sono diminuite del 3,2%, mentre le importazioni sono aumentate del 2,7% nel 2025, dopo il marcato incremento dell’anno precedente (+16,6%).
Produzione di pasta
La produzione totale di pasta è diminuita dell’1,2% rispetto all’anno precedente, attestandosi a circa 33,3 milioni di tonnellate. La produzione di pasta meccanica è scesa dell’8,1%, mentre quella di pasta chimica è aumentata dello 0,7% rispetto al 2024; quest’ultima rappresenta l’80% della produzione complessiva. La produzione di pasta per mercato è cresciuta del 2,1%, mantenendosi su livelli relativamente stabili dal 2020.
SCENARIO INDUSTRIALE E PROSPETTIVE COMPETITIVE
Il quadro delineato dalle statistiche 2025 evidenzia una fase di rallentamento che non può essere letta esclusivamente in chiave congiunturale. La combinazione di costi energetici strutturalmente più elevati rispetto ai principali competitor globali, pressione normativa crescente e tensioni commerciali sta incidendo in modo significativo sulla competitività dell’industria cartaria europea.
In questo contesto, la tenuta del saldo commerciale e la relativa stabilità di alcuni segmenti produttivi assumono un valore strategico per l’intero sistema manifatturiero europeo.

Secondo Deloitte, l’Europa non presenta rivali in alcune metriche chiave di competitività legate all’economia circolare: la filiera della carta è il principale utilizzatore di biomassa destinata ai biomateriali e mostra un elevato tasso di utilizzo circolare delle risorse.
Questo posizionamento rappresenta un elemento distintivo nel panorama industriale globale e costituisce una leva potenziale per rafforzare la competitività del continente nel medio-lungo periodo.
“I risultati europei riflettono i dati preliminari della produzione di carta italiana che, nel 2025, ha registrato un calo dei volumi produttivi (-2,2%), in un contesto di generale debolezza dei mercati mentre il mercato nazionale ha mostrato una certa tenuta (+3,8%), sostenuta però soprattutto dall’aumento delle importazioni (+7,6%). Di contro, le vendite interne dell’industria italiana sono diminuite (-0,7%) e anche l’export ha registrato un calo in volume (-4,1%)” afferma il Direttore Generale di Assocarta Massimo Medugno.
“Tuttavia – mette in evidenza Medugno – esiste un ulteriore potenziale di crescita nella sostituzione dei materiali a base fossile. I materiali circolari a base biologica offrono, infatti, vantaggi in termini di resilienza delle catene di approvvigionamento e competitività europea. Ciò è confermato dalle più recenti statistiche Cepi e da altri studi pubblicati in questo periodo, incluso l’Antwerp Declaration Monitoring Report di Deloitte”.
I più recenti studi pubblicati da Deloitte confermano che l’Europa mantiene una posizione di leadership nelle metriche di competitività circolare: la filiera cartaria rappresenta il principale utilizzatore di biomassa per biomateriali e si distingue per un elevato livello di circolarità nell’utilizzo delle risorse.



