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C&C - fascicolo di Ottobre 2026

L’industria forestale europea chiede regole climatiche più realistiche

Le principali associazioni di Svezia, Finlandia, Paesi Baltici e Austria chiedono alla Commissione europea un approccio più realistico alla normativa LULUCF. Al centro del dibattito il ruolo strategico delle foreste e delle materie prime rinnovabili per la decarbonizzazione dell'industria europea, compreso il settore cartario.

Il legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile rappresenta una materia prima rinnovabile fondamentale per l’industria europea della cellulosa e della carta e per lo sviluppo della bioeconomia.

di: Carta&Cartiere

Le future politiche climatiche europee dedicate all’utilizzo del suolo e delle foreste potrebbero avere conseguenze rilevanti anche per l’industria cartaria. È questo il messaggio lanciato dalle principali associazioni dell’industria forestale di Svezia, Finlandia, Paesi Baltici e Austria, che hanno inviato una lettera congiunta alle istituzioni europee chiedendo una revisione dell’attuale impostazione della normativa LULUCF (Land Use, Land-Use Change and Forestry), il regolamento che disciplina il contributo di foreste e terreni al raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Unione Europea.

Secondo le organizzazioni firmatarie, la transizione verso un’economia climaticamente neutrale non può limitarsi alla gestione del carbonio assorbito dalle foreste, ma deve valorizzare anche il contributo offerto dai prodotti ottenuti dal legno, in grado di sostituire materiali e combustibili di origine fossile in numerosi settori industriali, tra cui industria cartaria, packaging, edilizia ed energia.

Per il comparto europeo della carta il tema riveste un’importanza strategica. La disponibilità di materia prima rinnovabile e una gestione forestale attiva rappresentano infatti elementi fondamentali per garantire la competitività dell’intera filiera, sostenendo al tempo stesso gli obiettivi di economia circolare e decarbonizzazione.

Le associazioni dell’industria forestale europea sollecitano le istituzioni dell’Unione Europea a definire obiettivi LULUCF più realistici e compatibili con la competitività del sistema industriale.

Nella lettera le associazioni chiedono che la futura politica climatica europea introduca, per il settore LULUCF, obiettivi indicativi e non rigidamente vincolanti, costruiti sulle valutazioni effettuate dai singoli Stati membri in funzione delle rispettive caratteristiche forestali e territoriali.

Secondo i firmatari, un’impostazione di questo tipo consentirebbe di favorire gli investimenti di lungo periodo, garantire una gestione forestale sostenibile e ridurre il rischio di imporre obblighi difficilmente raggiungibili, considerando che la capacità delle foreste di assorbire anidride carbonica dipende anche da fenomeni naturali e climatici non direttamente controllabili dall’uomo.

Le associazioni evidenziano inoltre come l’efficacia delle politiche climatiche europee debba concentrarsi prioritariamente sulla riduzione delle emissioni di origine fossile. Attualmente, ricordano, le emissioni fossili dell’Unione Europea risultano circa quindici volte superiori rispetto alla capacità di assorbimento del carbonio garantita complessivamente dal settore LULUCF.

Secondo l’industria forestale, i materiali rinnovabili derivati dal legno rappresentano uno degli strumenti più efficaci per accelerare la sostituzione di prodotti ad alta intensità di carbonio. In questo contesto la bioeconomia viene considerata un elemento essenziale non solo per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei, ma anche per rafforzare la competitività industriale del continente.

“L’eliminazione delle emissioni di origine fossile rappresenta uno degli strumenti fondamentali della politica climatica europea. Per raggiungere questo obiettivo l’Europa ha bisogno di una bioeconomia resiliente, capace di rafforzare anche la competitività facendo pieno uso delle materie prime rinnovabili provenienti dalle foreste”, ha dichiarato Viveka Beckeman, Direttore Generale della Swedish Forest Industries Federation.

Sulla stessa linea Paula Lehtomäki, CEO della Finnish Forest Industries, secondo cui “un quadro normativo realistico e flessibile per il settore dell’utilizzo del suolo consentirebbe all’Europa di ottenere benefici climatici rafforzando contemporaneamente bioeconomia e competitività industriale”.

Tra le richieste avanzate figura anche il mantenimento del carattere volontario del Carbon Removal Certification Framework (CRCF), il sistema europeo destinato alla certificazione delle rimozioni di carbonio. Secondo le associazioni, tale strumento non dovrebbe trasformarsi in un insieme di obblighi aggiuntivi all’interno della futura legislazione climatica europea.

Le organizzazioni ritengono infatti che imprese, proprietari forestali e investitori abbiano bisogno di regole stabili, prevedibili e basate su solide evidenze scientifiche, indispensabili per pianificare investimenti che, nel settore forestale, producono risultati nell’arco di diversi decenni.

Il confronto sul futuro del regolamento LULUCF è destinato a interessare da vicino anche l’industria europea della carta. La disponibilità di fibra vergine certificata, la gestione sostenibile delle foreste, la valorizzazione del legno come materia prima rinnovabile e il ruolo dei prodotti forestali nella sostituzione dei materiali fossili rappresentano infatti elementi sempre più centrali nelle strategie di decarbonizzazione dell’intera filiera.

Le decisioni che saranno adottate nei prossimi anni dalla Commissione europea potrebbero quindi influenzare non soltanto le politiche ambientali, ma anche gli investimenti, la disponibilità di materie prime e la competitività del settore cartario europeo nel medio e lungo periodo.

COS’E’ IL LULUCF

LULUCF (Land Use, Land-Use Change and Forestry) è il regolamento europeo che disciplina il contributo dell’utilizzo del suolo, dei cambiamenti di destinazione di terreni e foreste agli obiettivi climatici dell’Unione Europea. Il sistema contabilizza sia le emissioni sia gli assorbimenti di anidride carbonica generati da foreste, terreni agricoli e altri ecosistemi, contribuendo al raggiungimento della neutralità climatica europea entro il 2050.

Le organizzazioni del settore forestale chiedono che la politica climatica europea tenga conto del ruolo delle foreste gestite in modo sostenibile come risorsa strategica per la bioeconomia e la decarbonizzazione.
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