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Articolo pubblicato nel fascicolo di Novembre / Dicembre 2023 di Carta & Cartiere REPORTAGE MIAC

MIAC, grandi numeri per la 29a edizione

Un ottimo risultato per l’ultima edizione del MIAC. La Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria si conferma ai primi posti delle manifestazioni fieristiche del settore cartario, con oltre 270 espositori internazionali e più di 6 mila visitatori nei tre giorni della rassegna.

di: Redazione Carta & Cartiere

Stand tutti esauriti nei Padiglioni dell’ultima edizione del MIAC per una panoramica a 360 gradi sul settore cartario. La ventinovesima edizione della Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria – patrocinata da Assocarta e Confindustria Toscana Nord – ha riaffermato il suo ruolo di rassegna fieristica ai primi posti nel settore dei macchinari e delle attrezzature utilizzate nell’industria cartaria per la produzione e la trasformazione.

Una kermesse di respiro internazionale con 250 espositori presenti, che ha raccolto nelle tre giornate della manifestazione oltre 6 mila addetti internazionali. Nell’affollatissimo Polo Fieristico della città di Lucca si sono dati appuntamento visitatori provenienti da tutto il mondo – amministratori delegati, direttori, conduttori di macchina, tecnici e manager di cartiera e dei trasformatori di carta tissue – per fare il punto sull’andamento del settore, sulle tendenze di mercato, sullo sviluppo tecnologico e sull’adeguamento dei macchinari per la produzione e il converting della carta e del cartone.

Un’occasione irrinunciabile per conoscere e incontrare da vicino le aziende leader di settore, ma anche per l’aggiornamento professionale, grazie ai diversi Convegni internazionali organizzati in collaborazione con Assocarta e Confindustria Toscana Nord durante le tre giornate della manifestazione. Di rilievo anche la partecipazione della stampa specializzata, con giornalisti accreditati di oltre 20 testate da tutto il mondo.

Il taglio del nastro
di MIAC 2023.
Il taglio del nastro di MIAC 2023.

“La manifestazione – spiega Gianmaria Pfeiffer, Direttore del MIAC – rappresenta un appuntamento annuale imperdibile per gli addetti ai lavori grazie alla presenza nei padiglioni espositivi del Polo Fiere di Lucca delle più importanti imprese del settore a livello nazionale e internazionale. L’ultima edizione ha registrato ancora una volta il tutto esaurito e si è contraaddistinta per un clima positivo e di fiducia sia da parte degli espositori che dei numerosi visitatori”.

Come di consueto, i battenti del MIAC 2023 si sono aperti con il tradizionale taglio del nastro della manifestazione, seguito dal covegno di apertura dal titolo “La competitività dell’industria cartaria. Tra costi energetici e decarbonizzazione”. Moderato da Silvia Ognibene, giornalista del Corriere Fiorentino e collaboratrice di Reuters, al convegno sono intervenuti il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli, il Vice Presidente di Confindustria Toscana Nord Tiziano Pieretti, il Presidente di GSE (Gestore Servizi Energetici) Paolo Arrigoni e l’Assessore all’Economia, attività produttive, politiche del credito e turismo della Regione Toscana Leonardo Marras.

Nell’attuale contesto inflattivo contrassegnato da un aumento dei tassi di interesse – che rappresenta un forte ostacolo agli investimenti in decarbonizzazione e innovazione del settore manifatturiero – diventa ancora più essenziale una politica industriale nazionale che metta le aziende della nostra filiera cartaria nelle stesse condizioni competitive dei competitors europei ed extraeuropei.

La nostra competitività si trova infatti in “apnea” a causa del gap tra la bolletta energetica italiana e quella europea. Francia e Germania, ad esempio, hanno ricevuto sostegni al caro energia sotto varie forme. Pertanto, l’industria cartaria italiana chiede al Governo una misura “ponte” come quella dei crediti d’imposta, una “garanzia assicurativa” di medio periodo e chiede altresì di non mettere in difficoltà le imprese energivore andando a modificare a ritroso i termini di utilizzo dei crediti di imposta 2023. Ci riferiamo, in particolare, ad una gas release dedicata ai settori industriali (rispetto al quale è fondamentale rimuovere il cap previsto per legge) e ad una electricity release, con la previsione di meccanismi che accelerino gli investimenti in decarbonizzazione.

Inoltre le risorse raccolte con le quote ETS devono tornare all¹industria nella misura prevista dalle norme europee per finanziare la decarbonizzazione.

Tra il 2020 e il 2022 l’incidenza sul fatturato del costo del gas è passata dal 4,2% al 30,2% mentre nei primi sette mesi del 2023 la bolletta del gas del settore cartario è stimata in circa 624 milioni di euro, con un’incidenza sul fatturato di circa il 12%. Il prezzo medio mensile di settembre 2023 per l’energia elettrica è stato invece pari a circa 116 euro/MWh che rimane, comunque, più alto rispetto a Francia, Germania e Spagna. Inoltre, dopo i continui aumenti iniziati a marzo 2020, le quotazioni dei crediti di emissioni di CO2 si sono assestate su valori molto elevati: 85 €/ton nella media dei primi mesi del 2023, ovvero oltre tre volte i valori di partenza (25 €/ton medi nel periodo 2019-2020). Il freno competitivo diviene poi concorrenza sleale se consideriamo le aree extra Ue come Turchia, Asia e il continente americano, dove i costi energetici sono più bassi e le conseguenze del conflitto ucraino sono minime.

Va però sottolineato che gli investimenti e la resilienza del comparto cartario italiano, pur nella congiuntura difficile che stiamo vivendo, confermano l’Italia leader, a livello europeo, nella produzione di carta per l’utilizzo domestico e sanitario e secondo produttore europeo, dopo la Germania, sia per volumi complessivi di carta prodotta (10,2% dei volumi europei) che per l’utilizzo di carta da riciclare (11,4% dei volumi europei).

Anche Il raggiungimento dell’obiettivo di riciclo dell’85% per gli imballaggi in carta è ormai un dato consolidato, largamente in anticipo sulle scadenze europee. Più in generale, dopo i massimi storici raggiunti nel 2021, il tasso di circolarità (tasso di utilizzo) si è collocato nel 2022 al 62% mentre il tasso di raccolta è stato pari al 61,7%, dopo aver toccato il valore massimo nel 2020 (70,8%).

Il settore cartario è abituato da anni a confrontarsi con il tema dei costi energetici. Il Distretto Cartario di Lucca e Pistoia risente anch’esso, come tutto il settore a livello italiano, del gap dei costi energetici che penalizza le imprese nazionali. I forti investimenti effettuati nel tempo dalle imprese lucchesi in direzione della decarbonizzazione da un lato e del potenziamento dell’autoproduzione dall’altro, hanno portato risultati positivi che ci stanno aiutando a gestire questa fase già complicata e probabilmente destinata a diventarlo ancora di più.

Con l’aprirsi del nuovo fronte di guerra in Medio Oriente è facile prevedere che i prezzi di gas ed energia elettrica, sensibilissimi alle crisi internazionali, possano vivere una nuova stagione di impennate. È fondamentale che a livello nazionale venga fatto tutto il possibile per sostenere le imprese: sì quindi ai crediti di imposta, sì a gas release ed electricity release, sì al sostegno alla decarbonizzazione anche attraverso i proventi ETS maturati negli scambi di quote di emissione.

Sarebbe importante anche consentire e normare adeguatamente le comunità energetiche per il settore industriale. Ma c’è anche un livello regionale che avrebbe un ruolo importante nell’incoraggiare gli investimenti in energie rinnovabili o provenienti da scarti non riutilizzabili; un ruolo che nella realtà toscana è ben poco esercitato.

Nell’area di riferimento di Confindustria Toscana Nord ci sono consorzi pronti a investire ma bloccati di fatto dalle difficoltà di localizzazione di impianti fotovoltaici e di realizzazione di impianti a biomasse; nel caso di questi ultimi anche per problemi di reperibilità del materiale. E non dobbiamo dimenticare che l’ostilità della Regione Toscana rispetto alla termovalorizzazione non lascia solo aperta la questione dello smaltimento dei rifiuti, inclusi gli scarti di pulper, ma inibisce di fatto anche la generazione di energia da questi materiali.

Considerazioni analoghe valgono anche per i fanghi che residuano dalla depurazione delle acque. Quello dell’energia è un capitolo troppo importante per trascurare le opportunità che ci sono: non possiamo permettercelo da nessun punto di vista, né economico né ambientale.

Il Distretto Cartario di Lucca e Pistoia conta 325 imprese, di cui 232 del settore carta-cartotecnica e 93 impegnate nella produzione di macchine per l’industria cartaria. Gli occupati sono in tutto 10.252 nei due settori, rispettivamente 7.580 e 2.673 (dati Istat 2020, ultimi disponibili).

Il 2022 si è chiuso con dati positivi rispetto all’anno precedente: per la cartacartotecnica +0,2% di produzione e +60,6% di export. I Paesi di destinazione dell’export sono stati quasi esclusivamente europei, in testa a tutti Francia e Germania.

La sala convegni del Polo Fiere di Lucca durante l'inaugurazione di MIAC 2023.
La sala convegni del Polo Fiere di Lucca durante l’inaugurazione di MIAC 2023.

Per le macchine per la carta il 2022 si è chiuso invece con +3% di produzione e +13,1% di export. Come destinazione dell’export America e Europa si equivalgono (rispettivamente 39% e 38%); i primi mercati sono stati USA e Messico.

Per entrambi i settori va ricordato che il dato dell’export è espresso in valori ed è legato quindi alle dinamiche dei prezzi, a loro volta condizionati dall’andamento dell’inflazione. Nel primo semestre 2023 la produzione industriale delle imprese cartarie ha registrato una contrazione del -0,9%, a fronte di un incremento dell’export di +4,3%; per le macchine per la carta -1,6% di produzione e -23% di export (dati Confindustria Toscana Nord e Istat).

La competitività del sistema industriale è un tema fondamentale ma purtroppo spesso trascurato nelle agende politiche degli scorsi anni. Non basta infatti produrre energia che abbia un minore impatto sull’ambiente e una massima riduzione delle emissioni di CO2, ma bisogna pensare che deve essere prodotta anche in modo continuativo, stabile e a bassi costi per le imprese e i bilanci delle famiglie.

Tenendo conto inoltre che il gap di costo a nostro sfavore rispetto a Francia e Germania è sempre stato nell’ordine del 15% negli anni pre Covid, mentre oggi ha raggiunto circa il 30%. C’è poi da considerare il tema della sicurezza energetica: l’Italia ha una dipendenza energetica del 75% sui consumi finali lordi, contro una media del 54% dei Paesi dell’Unione Europea. Oggi non siamo più in una situazione di emergenza “caro energia” come nel secondo semestre del 2021, ma ci troviamo comunque a livelli di costo che sono circa il doppio rispetto a quelli della serie storica pre Covid.

A seguito della guerra Russo-Ucraina è nato in Europa il piano RepowerEU per limitare la dipendenza dell’Unione Europea dai combustibili fossili della Russia; tuttavia la diversificazione degli approvvigionamenti non ha trovato facilmente dei fornitori sostitutivi della Federazione Russa e ciò inevitabilmente sta comportando una maggiore volatilità dei prezzi di petrolio e gas.

Le istituzioni da questo punto di vista sono intervenute per contrastare il fenomeno fin dall’inizio, considerando che gli ultimi due Governi hanno stanziato circa 100 miliardi di euro per calmierare il caro energia.

Nel settore cartario il fabbisogno di energia elettrica e termica riveste un ruolo determinante nella gestione e mantenimento della competitività dei processi produttivi.

GSE supporta il settore, che ha sempre prestato la massima attenzione all’efficienza dei processi sotto il profilo energetico, con l’erogazione di incentivi sia lato produzione, attraverso la cogenerazione, sia lato utilizzo con progetti di efficienza energetica. Il ruolo del GSE è quello di sostenere interventi di efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili nel nostro Paese attraverso diversi meccanismi di incentivazione, contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico; un sistema complesso per cui serve un approccio olistico ed è necessario avere come “stella polare” la sua sicurezza.

Le FER (fonti rinnovabili di energia) oggi in Italia coprono circa un quinto dei consumi finali lordi di energia. Nel 2005 la quota era soltanto del 7,5%. Il contributo FER al percorso di decarbonizzazione, alla sicurezza energetica e alla riduzione della dipendenza energetica del Paese è destinato a crescere, considerando gli obiettivi sfidanti stabiliti a livello europeo al 2030 (Fit for 55 e RepowerEU) e la loro declinazione a livello nazionale, al momento espressa nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Nel 2021 GSE ha erogato incentivi per 15 miliardi di euro, fornendo supporto alla Pubblica Amministrazione sia locale che centrale, alle imprese e alle associazioni di categoria per lo sviluppo delle proprie politiche energetiche. Sul PNRR, il GSE è stato chiamato a svolgere il ruolo di “braccio operativo” del Governo: è il soggetto attuatore di 6 misure e garante della corretta allocazione di risorse per un totale di circa 7,5 miliardi di euro per lo sviluppo di reti di teleriscaldamento efficiente, parchi agrisolari, agrivoltaico, sviluppo del biometano, infrastrutture di ricarica e CER (Comunità Energetiche Rinnovabili).

Inoltre gestisce il meccanismo dei Certificati Bianchi per l’efficientamento energetico ed è stato chiamato ad amministrare la energy release e la gas release, annunciate dal Ministro Gilberto Pichetto Fratin, che consentiranno ai settori industriali hard to abate di avere energia a prezzi calmierati. Siamo sempre disponibili ad aprire un tavolo tecnico con le imprese per analizzare tutti gli strumenti esistenti. La transizione energetica è una rivoluzione che interessa tutti, ma in molti – sia privati che pubbliche amministrazioni – non conoscono il ruolo centrale del GSE.

Per questo abbiamo progettato il roadshow “Diamo energia al cambiamento”, con l’obiettivo di incontrare imprenditori, amministratori e sindaci, tecnici, liberi professionisti e studenti, per far conoscere i meccanismi incentivanti e diffondere la cultura della sostenibilità.

Le crisi geopolitiche che si stanno diffondendo e che coinvolgono l’intero occidente avranno degli effetti a livello economico, oltre che sociale e politico. Viviamo oggi in una situazione di rallentamento generale dell’economia, soprattutto in Europa, che si aggiunge alle crisi precedenti dovute prima al Covid e poi al conflitto in Ucraina.

Un contesto quindi non facile per il tessuto produttivo dove il settore cartario è riuscito a mantenere un quadro congiunturale di stabilità e in alcuni casi di sviluppo. Uno sviluppo favorito soprattutto dai continui investimenti in innovazione e in efficienza dei processi produttivi che fanno del settore cartario italiano e in particolare della Regione Toscana un settore maturo che opera a livelli avanzati sul mercato globale. L’industria della carta rappresenta un settore molto importante per l’economia dei nostri territori, che si distingue in Italia e nel mondo per la qualità delle produzioni, gli elevati livelli di tecnologia e sicurezza e per la sostenibilità.

La presenza di così numerosi visitatori ed espositori al MIAC – che di questo settore rappresenta la sua più importante vetrina fieristica non solo a livello nazionale ma anche internazionale – è un grande segnale di dinamismo delle imprese e delle loro continue politiche di innovazione dei prodotti e dei processi produttivi.

Una dimostrazione concreta e tangibile della straordinaria intraprendenza di questo settore industriale lucchese che nel tempo – accanto alla produzione cartaria – ha saputo creare un sistema di costruttori meccanici, di attrezzature e impiantistica. Proprio per favorire l’innovazione, sul fronte dei finanziamenti della Regione Toscana, sono attivi i bandi regionali del FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale) del Centro di competenza nazionale Artes 4.0 e i bandi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) come quelli sull’efficientamento energetico. Dei fondi europei assegnati alla Regione Toscana fino al 2027, quelli che andranno alle imprese sono pari a 517 milioni, in grado di attivare investimenti per 2,7 miliardi di euro secondo le stime.

Le aree tematiche comprese nel bando Artes vanno dalla robotica e sistemi di intelligenza artificiale al modeling, sviluppo e caratterizzazione di materiali avanzati; dalla realtà aumentata e virtuale alla digitalizzazione e robotizzazione di processi per aumentare la produttività e la sicurezza o alle tecnologie per la cybersecurity.

Infine la Regione Toscana ha approvato di recente un bando poderoso, con una dotazione di 125 milioni di euro per la ricerca e sviluppo orientata verso la sostenibilità, la circolarità e l’efficienza.

La misura intende sostenere e accompagnare i processi di innovazione delle micro, piccole e medie imprese mediante l’introduzione di tecnologie avanzate per la transizione digitale e l’economia circolare.

La produzione complessiva del settore cartario italiano ha presentato nei primi sette mesi del 2023 un sensibile ripiegamento (-19,4%), rispetto ai volumi sostanzialmente stabili dello stesso periodo del 2022 (+0,6% sul 2021) mentre il fatturato – metà del quale proveniente da vendite oltre confine – è stimato in riduzione del 24,5% sul valore in forte rialzo dei primi sette mesi del 2022 (+53,5% sul 2021), per i tentativi delle imprese di recuperare, almeno in parte, gli inimmaginabili record raggiunti nel corso del 2022 dai costi delle materie prime, soprattutto energetiche.

L’andamento produttivo riflette una domanda interna di prodotti cartari (stimata dal dato di consumo apparente) in riduzione del 18,5% nel primo semestre 2023, rispetto ai volumi in buona espansione dello stesso periodo 2022 (+11,9% sul 2021). In calo la produzione di carte e cartoni per imballaggio (-15,6% rispetto ai primi sette mesi del 2022) i cui volumi si sono confermati solo poco al di sopra di quelli del biennio pre-pandemia.

Più contenuta la riduzione dei volumi di carte per usi igienico-sanitari (-2,4%) mentre la produzione di carte per usi grafici (-43,8%), risulta più che dimezzata rispetto ai volumi dello stesso periodo del biennio 2018-2019; un andamento connesso a riconversioni di impianti verso prodotti con migliori prospettive di mercato.

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