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C&C - fascicolo di Marzo/Aprile 2026

Rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i cartai e cartotecnici

Accordo quadriennale fino al 31 dicembre 2028: aumento complessivo di 291 euro, welfare rafforzato e più riposi per i turni disagiati. Stabilità contrattuale e competitività al centro del nuovo equilibrio di filiera.

Stabilità contrattuale e competitività sono al centro dell’accordo quadriennale.

di: Carta&Cartiere

Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i cartai e cartotecnici è stato sottoscritto a febbraio 2026 da Assocarta e Assografici insieme alle organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Chimici. L’intesa riguarda oltre 80mila lavoratori ed è intervenuta a poco più di un mese dalla scadenza del precedente contratto, avvenuta il 31 dicembre 2024.

Il nuovo CCNL avrà durata quadriennale, con scadenza fissata al 31 dicembre 2028. L’accordo disciplina gli aggiornamenti economici e normativi e conferma l’impianto delle relazioni industriali che da tempo caratterizza il comparto, fondato su un confronto strutturato tra parti sociali e associazioni datoriali.

Il perimetro interessato dal contratto evidenzia il peso industriale della filiera. Nel comparto cartario operano 115 aziende, con circa 19.000 addetti diretti e un fatturato di 8,2 miliardi di euro. Nella cartotecnica e trasformazione le imprese sono 2.960, con 63.600 addetti e un giro d’affari superiore a 9,6 miliardi di euro.

Si tratta di una realtà produttiva che, per dimensione e articolazione, rappresenta uno dei pilastri della manifattura nazionale e che richiede un quadro contrattuale stabile per sostenere programmazione, investimenti e occupazione.

Sul piano economico, l’intesa prevede un aumento complessivo di 291 euro, di cui 275 euro sui minimi tabellari. Secondo i calcoli delle organizzazioni sindacali, l’incremento dei minimi contrattuali è pari al 14,8% e tiene conto sia dell’Ipca sia di una quota dello scostamento inflattivo maturato nel 2022 e nel 2023.

Tra le priorità del nuovo CCNL il rafforzamento delle tutele per le maestranze.

La parte residua dell’incremento è stata destinata al welfare contrattuale, con particolare riferimento all’assicurazione sanitaria e al fondo di previdenza complementare. La prima tranche, pari a 125 euro, sarà erogata a partire da aprile 2026, dopo l’approvazione dell’intesa da parte dei lavoratori. La scelta di una rata iniziale significativa rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’accordo, anche in relazione al recupero del potere d’acquisto in un contesto economico ancora segnato dagli effetti dell’inflazione degli ultimi anni.

“Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro rappresenta un passaggio rilevante per la nostra filiera industriale – ha dichiarato il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli – frutto di un confronto responsabile e costruttivo con le Organizzazioni Sindacali. A fronte di un importante recupero dell’inflazione, riteniamo di aver raggiunto un accordo equilibrato ed economicamente sostenibile, caratterizzato da una rata iniziale significativa (125 euro da aprile 2026) fortemente voluta dalle associazioni datoriali che risponde concretamente all’esigenza di recuperare il potere d’acquisto delle retribuzioni delle maestranze, anche in una fase complessa per l’intero settore”.

Per il Presidente di Assografici, Carlo Montedoro, “l’accordo fornisce un quadro contrattuale aggiornato e stabile, capace di accompagnare imprese e lavoratori nelle prossime sfide industriali e organizzative, nel solco di un sistema di relazioni industriali solido e partecipato”.

“Il rinnovo è fortemente orientato a rafforzare l’attrattività del settore nei confronti delle nuove generazioni – ha affermato Amelio Cecchini, capo delegazione Assografici – promuovendo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro attraverso percorsi qualificati, opportunità di crescita professionale e strumenti contrattuali in grado di valorizzarne competenze e prospettive. Le linee guida della trattativa sono state inoltre concentrate su di un ulteriore miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro, elemento centrale per la tutela delle maestranze e la qualità dell’occupazione”.

Il rinnovo del CCNL interessa oltre 80mila lavoratori della filiera carta e cartotecnica.

Tra le novità normative introdotte figura l’incremento dei riposi compensativi per i lavoratori impegnati nel ciclo continuo e nei turni disagiati: le ore di riposo passano da 32 a 40, con ulteriori 8 ore riconosciute.

Un intervento che incide su una caratteristica strutturale del settore, dove gli impianti operano frequentemente in regime di continuità e l’organizzazione del lavoro è strettamente connessa alla stabilità delle linee produttive.

Dal punto di vista industriale, il rinnovo assume un significato che va oltre la sola dimensione salariale.

In un comparto caratterizzato da impianti ad alta intensità di capitale, da processi automatizzati e da una crescente integrazione tecnologica, il contratto collettivo rappresenta uno strumento di regolazione complessiva del sistema: gestione dei turni, tutela della sicurezza, valorizzazione delle competenze, strumenti di welfare e previdenza integrativa.

La stabilità contrattuale fino al 31 dicembre 2028 offre ora un orizzonte definito all’intera filiera. In una fase in cui le imprese continuano a confrontarsi con pressioni competitive europee, volatilità dei costi energetici e necessità di investimenti in sostenibilità e innovazione, la certezza delle regole costituisce un elemento essenziale per la programmazione industriale.

Il rinnovo del CCNL si colloca quindi come un punto di equilibrio tra tutela del lavoro e sostenibilità economica, confermando un modello di relazioni industriali che, nel settore cartario e cartotecnico, ha storicamente contribuito a garantire continuità produttiva e coesione sociale.

Un passaggio che chiude la fase negoziale e apre un nuovo quadriennio in cui competitività, sicurezza e attrattività del comparto saranno chiamate a procedere in modo coerente e coordinato.

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