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C&C - fascicolo di Ottobre 2026

Una bioeconomia del carbonio per rafforzare industria e clima

Nel dialogo con la Commissione Europea, Cepi e le principali filiere forestali chiedono un quadro normativo post-2030 più coerente per sostenere investimenti, competitività e decarbonizzazione dell'industria europea.

Le future politiche climatiche europee dovranno garantire un equilibrio tra obiettivi ambientali, certezza normativa e competitività delle imprese industriali.

di: Carta&Cartiere

La bioeconomia basata sulle risorse forestali viene indicata come uno degli strumenti più efficaci per coniugare competitività industriale e obiettivi climatici. Per Cepi, la Confederazione europea dell’industria cartaria, è necessario creare condizioni favorevoli che consentano alle imprese di proseguire gli investimenti indispensabili per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione Europea.

Le strategie europee di decarbonizzazione coinvolgono tutti i principali settori industriali, con il sistema ETS destinato a svolgere un ruolo centrale negli investimenti per la riduzione delle emissioni.

Secondo Cepi, una gestione sostenibile delle risorse forestali, unita allo sviluppo di filiere circolari basate sul riciclo e sull’impiego del legno, può contribuire contemporaneamente alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla competitività industriale e alla maggiore autonomia strategica dell’Europa rispetto alle materie prime e ai combustibili fossili importati.

Carta, imballaggi, prodotti in legno, biocompositi, biocarburanti e prodotti chimici di origine biologica rappresentano infatti alternative sempre più concrete ai materiali di origine fossile, contribuendo a costruire un’economia circolare basata sul carbonio biogenico anziché su quello fossile.

Secondo la Confederazione europea dell’industria cartaria, il potenziale della bioeconomia rischia però di non essere pienamente valorizzato se le diverse politiche europee continueranno a evolversi separatamente. Temi come gestione forestale sostenibile, approvvigionamento della biomassa, costi dell’energia, sistema ETS, cattura del carbonio e politica commerciale sono oggi disciplinati da strumenti differenti che, secondo il settore, dovrebbero essere maggiormente coordinati.

L’obiettivo indicato da Cepi è la definizione, dopo il 2030, di un quadro climatico europeo più coerente e capace di allineare le politiche ambientali con quelle industriali e di competitività, favorendo investimenti di lungo periodo nelle tecnologie per la decarbonizzazione.

Nel confronto con la Direzione Generale Clima della Commissione Europea (DG CLIMA) e con le altre organizzazioni della filiera forestale sono emerse alcune priorità ritenute fondamentali per accompagnare la transizione energetica dell’industria europea.

L’industria cartaria europea punta a proseguire il percorso di decarbonizzazione attraverso nuovi investimenti in tecnologie, efficienza energetica e innovazione degli impianti.

Tra queste figurano il mantenimento di efficaci strumenti di protezione dal rischio di rilocalizzazione delle emissioni (carbon leakage) nell’ambito del sistema ETS, la disponibilità di energia fossile-free a costi competitivi, un approvvigionamento sicuro e sostenibile di biomassa e lo sviluppo delle tecnologie di cattura e utilizzo del carbonio di origine biologica (bio-based carbon capture). Secondo il settore, questi elementi rappresentano condizioni indispensabili per continuare a investire nella decarbonizzazione senza compromettere la competitività delle imprese europee.

Economia circolare e utilizzo efficiente delle risorse rappresentano elementi fondamentali della bioeconomia europea sostenuta dall’industria cartaria.

Per l’industria cartaria europea il tema assume un’importanza strategica. Il settore produce infatti materiali rinnovabili e riciclabili che contribuiscono a sostituire prodotti di origine fossile in numerosi comparti industriali, dagli imballaggi ai prodotti tissue, dalle carte grafiche ai materiali innovativi e ai biochemicals.

Cepi ricorda inoltre che il comparto rappresenta una delle principali realtà della bioeconomia europea: attraverso 19 associazioni nazionali riunisce circa 470 aziende che operano in 842 stabilimenti produttivi distribuiti nel continente, con oltre 174.000 occupati diretti e investimenti annuali pari a circa 4,5 miliardi di euro. L’industria europea della carta utilizza inoltre materie prime provenienti per il 91% dall’Unione Europea e detiene uno dei più elevati tassi di riciclo a livello mondiale, pari al 75,1%.

Secondo Jori Ringman, Direttore Generale di Cepi: “Il futuro della competitività europea dipenderà dalla capacità delle politiche comunitarie di indirizzare gli investimenti verso le tecnologie verdi e di valorizzare pienamente il ruolo delle foreste gestite in modo sostenibile e dei materiali rinnovabili nella riduzione delle emissioni.”

Il confronto tra Commissione Europea e filiere forestali si inserisce nel percorso di definizione della politica climatica europea successiva al 2030. Per il settore cartario, la sfida sarà quella di costruire un quadro regolatorio capace di conciliare obiettivi climatici, sicurezza degli approvvigionamenti, sviluppo della bioeconomia e competitività industriale, valorizzando il contributo che i prodotti forestali possono offrire alla transizione ecologica europea.

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