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C&C - October 2025 issue

Cannon Artes affronta le nuove sfide del trattamento delle acque

Rimozione dei microinquinanti PFAS e riutilizzo degli scarichi.

Impianto per il trattamento delle acque.

Negli ultimi anni, le sfide legate al trattamento delle acque si sono evolute. Se da un lato resta consolidato l’interesse per le soluzioni tecnologiche che consentono un maggior riutilizzo delle acque reflue, dall’altro è cresciuta l’attenzione verso una nuova generazione di contaminanti, i cosiddetti microinquinanti emergenti (MIE).

Questi includono un ampio spettro di sostanze, tra cui i PFAS (sostanze perfluoroalchiliche), gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e le microplastiche.

Tra questi, i PFAS rappresentano oggi una delle principali criticità: la loro persistenza ambientale e il potenziale impatto sulla salute li pongono al centro del dibattito normativo e industriale. È tuttavia prevedibile che l’attenzione si estenda progressivamente anche alle altre tipologie di microinquinanti.

La questione dei microinquinanti presenta una doppia criticità, poiché riguarda sia le acque di scarico sia le acque primarie. Attualmente, solo per alcune di queste sostanze sono previsti limiti normativi precisi, mentre per molte altre il quadro legislativo è ancora in via di definizione.

Nonostante si tratti di una tematica relativamente recente, Cannon Artes ha già realizzato diversi impianti per la rimozione di varie tipologie di microinquinanti, sia da acque reflue sia primarie, applicando tecnologie differenti in base al tipo di contaminante e alle esigenze specifiche del cliente.

La questione dei microinquinanti presenta una doppia criticità, poiché riguarda sia le acque di scarico sia le acque primarie. Attualmente, solo per alcune di queste sostanze sono previsti limiti normativi precisi, mentre per molte altre il quadro legislativo è ancora in via di definizione.

Nonostante si tratti di una tematica relativamente recente, Cannon Artes ha già realizzato diversi impianti per la rimozione di varie tipologie di microinquinanti, sia da acque reflue sia primarie, applicando tecnologie differenti in base al tipo di contaminante e alle esigenze specifiche del cliente.

Impianti con resine selettive. I PFAS possono essere rimossi tramite speciali resine a scambio ionico dotate di gruppi funzionali specifici, simili a quelle utilizzate negli impianti di demineralizzazione. La quantità e la qualità degli inquinanti determinano le dimensioni del letto di resine necessario. L’efficacia del trattamento e lo schema di processo dipendono dalle concentrazioni degli inquinanti da rimuovere e dai livelli prestazionali richiesti. È tra le tecnologie più diffuse e consolidate.

Processi ad ossidazione avanzata (AOP). Tra le soluzioni più innovative, questi trattamenti sfruttano la generazione di radicali liberi altamente reattivi, in grado di degradare molecole complesse. Le principali tecnologie impiegate includono: ozonizzazione, combinazione di perossido di idrogeno e raggi UV (H₂O₂ + UV), ed elettro-ossidazione. Sono già stati realizzati impianti sia a ozono sia con H₂O₂ + UV. Un importante vantaggio di questi processi è la capacità di rompere le catene molecolari complesse, migliorando la biodegradabilità del refluo.

Mentre i processi ad ossidazione avanzata sono applicabili indifferentemente al trattamento delle acque primarie e di scarico, le soluzioni con resine e carbone attivo risultano generalmente più idonee al trattamento delle acque di processo, poiché meno efficaci in presenza di elevati carichi organici tipici delle acque reflue.

La scelta della tecnologia più idonea dipende da molteplici fattori: la natura dei microinquinanti da trattare, i costi di investimento e di esercizio (Capex e Opex), l’analisi costi/ benefici delle alternative disponibili e lo studio delle condizioni al contorno.

Grazie alla competenza tecnica in materia di membrane MBR, Cannon Artes ha recentemente realizzato un impianto per il trattamento dei reflui di uno stabilimento che produce carta da macero, basato sulla tecnologia proprietaria EmbioArt®.

Lo schema impiantistico include un pretrattamento ad alta efficienza mediante flottatore ad aria disciolta (DAF), seguito da un avanzato impianto biologico MBR. Gli impianti EmbioArt® permettono di ottenere performance elevate senza necessità di ulteriori trattamenti a valle, con una significativa riduzione degli ingombri.

Una soluzione combinata di membrane di ultrafiltrazione e osmosi inversa per il riutilizzo di reflui derivanti dalla produzione di carta da imballaggio è inoltre stata testata con successo e installata a valle di un trattamento anaerobico/aerobico già presente nel sito.

Impianto di ultrafiltrazione.

La crescente attenzione alla sostenibilità ambientale e alla circolarità ha portato le aziende del settore a considerare la riduzione dei consumi idrici e il miglioramento della qualità delle acque reflue tra i principali indicatori di performance nei report ESG.

Questo approccio rispecchia pienamente gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In questo scenario globale, sempre più orientato all’uso efficiente della risorsa idrica, Cannon Artes conferma l’impegno a supporto degli operatori del settore cartario che intendono migliorare la propria impronta ambientale.

Il riutilizzo delle acque reflue e il miglioramento degli standard qualitativi degli scarichi rappresentano oggi una priorità strategica imprescindibile. La capacità di offrire soluzioni mirate nasce da una consolidata esperienza nel trattamento delle acque e dalla possibilità di condurre campagne sperimentali su misura, tramite test di laboratorio e impianti pilota, per affrontare anche le sfide più complesse con approccio scientifico e orientamento ai risultati.

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