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C&C - November/December 2025 issue

L’industria europea dei sacchi di carta traccia la rotta verso le emissioni nette zero

EUROSAC e CEPI Eurokraft uniscono le forze per una roadmap comune alla decarbonizzazione del comparto entro il 2050, con risultati già significativi nella riduzione dell’impronta di carbonio.

Alessandro Selmin, Presidente di EUROSAC, durante il suo intervento sulla roadmap climatica del settore.

L’industria europea dei sacchi di carta e della carta kraft per sacchi ha avviato un percorso strutturato verso la neutralità climatica, con l’obiettivo di raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050. Si tratta di un impegno collettivo che coinvolge l’intera filiera, dai produttori di carta kraft ai trasformatori di sacchi, fino ai fornitori di materiali complementari come film plastici, adesivi e macchinari.

Il progetto nasce da un lavoro ventennale di analisi del ciclo di vita e calcolo dell’impronta di carbonio sviluppato dal settore, oggi coordinato dall’European Paper Sack Research Group (ESG). Quest’ultimo raccoglie, con cadenza triennale, dati relativi all’inventario del ciclo di vita (LCI) e all’impronta di carbonio dei sacchi di carta e della carta kraft per sacchi, che costituiscono la base scientifica per la roadmap climatica.

Alla fine del 2025 verranno integrati i dati aggiornati relativi al 2024, in modo da consolidare ulteriormente l’analisi.

“Molte aziende associate a EUROSAC e CEPI Eurokraft stanno già compiendo importanti progressi nei loro percorsi di decarbonizzazione, ciascuna seguendo la propria strategia”, afferma Alessandro Selmin, Presidente di EUROSAC. “Ma è altrettanto importante, a livello di settore, allinearci collettivamente lungo il percorso verso il net zero. La sostenibilità è da sempre una fonte di innovazione per il nostro comparto e rappresenta il motore che ci spinge a migliorare continuamente il nostro impatto ambientale e le soluzioni di imballaggio per i clienti.”

I calcoli e gli obiettivi del percorso verso le zero emissioni nette si basano sul Greenhouse Gas Protocol (GHG Protocol)1 e sull’iniziativa Science-Based Targets (SBTi)2. L’attenzione è rivolta all’identificazione dei principali fattori che contribuiscono all’impronta di carbonio a livello di settore, piuttosto che a livello di prodotto.

Le aree prioritarie per la decarbonizzazione sono definite sia per i produttori di carta kraft sacco sia per i trasformatori di sacchi di carta, poiché affrontano sfide differenti.

La tabella di marcia copre i tre ambiti di emissione definiti dal GHG Protocol. La classificazione delle attività in base agli ambiti (scope) avviene dal punto di vista dell’organizzazione e si riferisce all’origine e al tipo di emissione:

  • Ambito 1: emissioni dirette derivanti dalla combustione di combustibili sul sito (ad es. elettricità, calore, vapore) e dalle emissioni di processo o correlate (ad es. trattamento delle acque reflue).
  • Ambito 2: emissioni indirette derivanti dall’acquisto di elettricità, vapore, calore o raffreddamento.
  • Ambito 3: altre emissioni indirette derivanti da beni e servizi acquistati. Tra queste rientrano, ad esempio, le emissioni legate all’acquisto di prodotti forestali grezzi, pasta di cellulosa, film plastici, inchiostri, ecc., nonché quelle legate al trasporto esternalizzato, allo smaltimento in discarica e all’incenerimento. Dal punto di vista aziendale, queste sono le emissioni più difficili da gestire e ridurre.

Tra le leve più efficaci per ridurre le emissioni dell’Ambito 1 figurano l’aumento dell’efficienza energetica e la transizione verso fonti energetiche più pulite, come biocarburanti, energia solare, eolica o idroelettrica, da impiegare negli impianti di produzione.

L’impronta di carbonio di un sacco di carta si è ridotta del 28% tra il 2007 e il 2021.

Le emissioni dell’Ambito 2 possono essere ridotte acquistando elettricità proveniente da fonti rinnovabili o a basse emissioni di carbonio. Per quanto riguarda l’Ambito 3, risulta fondamentale approvvigionarsi di materiali e servizi caratterizzati da un profilo emissivo inferiore.

Le emissioni dell’Ambito 3 rappresentano spesso il principale contributo all’impronta di carbonio di un’azienda o di un intero comparto produttivo. Ciò è confermato dai dati del 2021 relativi all’impronta di carbonio dell’industria europea dei sacchi di carta, che individuano nella carta kraft sacco acquistata e nei film plastici i due principali fattori emissivi.

I dati storici evidenziano una riduzione significativa dell’impronta di carbonio dell’industria europea dei sacchi di carta e della carta kraft sacco tra il 2007 e il 2021.

Nelle cartiere, l’impatto fossile per tonnellata di carta kraft sacco è diminuito del 26%.

I principali miglioramenti sono stati conseguiti nelle cartiere, dove l’impatto fossile per tonnellata di carta kraft sacco è diminuito di circa il 26%, passando da 570 kg CO₂e a 421 kg CO₂e. Tale risultato è dovuto principalmente alla riduzione delle emissioni derivanti dall’elettricità acquistata e dalla combustione di combustibili fossili negli impianti di produzione.

Per i trasformatori di sacchi, queste riduzioni rientrano nelle emissioni dell’Ambito 3.
Relativamente al singolo sacco di carta, i dati mostrano un miglioramento del 28%, passando da 118 g CO₂e per sacco nel 2007 a 86 g CO₂e per sacco nel 2021.

Questi progressi dimostrano che le misure di decarbonizzazione lungo la filiera stanno già producendo risultati concreti e hanno posto le basi per il percorso verso le zero emissioni nette.

Future-Proof Paper Sack for Low-Carbon Cement è un buon esempio degli sforzi congiunti per la decarbonizzazione.

Le associazioni EUROSAC e CEPI Eurokraft riuniscono produttori di carta kraft sacco, trasformatori di sacchi e produttori di film, adesivi e macchinari. “Beneficiamo già di una collaborazione molto stretta,” spiega Alessandro Selmin. “Questa solida cooperazione ci consente di promuovere un cambiamento positivo lungo l’intera catena del valore dei sacchi di carta e facilita l’approccio collettivo alle emissioni dell’Ambito 3.”

Un esempio concreto di collaborazione è il Future-Proof Paper Sack for Low-Carbon Cement, sviluppato congiuntamente da W. Gröning e Billerud: una soluzione a ridotta impronta di carbonio che unisce carta kraft ultra traspirante e un film in HDPE con 35% di materiale riciclato post-consumo.

Un altro progetto significativo è Construction Goes Circular, avviato in Spagna, che coinvolge numerose aziende e cantieri per promuovere il riciclo dei sacchi di carta e dei materiali da costruzione, riducendo ulteriormente le emissioni.

“Progetti e innovazioni come questi dimostrano che il nostro settore è determinato a sviluppare una tabella di marcia chiara verso le zero emissioni nette,” conclude Selmin. “Insieme possiamo porre le basi per un cambiamento reale.”

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