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C&C - November/December 2025 issue

MIAC 2025 conferma il suo ruolo di fiera di riferimento per l’industria cartaria internazionale

Un’edizione record a Lucca, con 7.000 visitatori e 250 aziende espositrici, tra innovazione tecnologica, energia, sostenibilità e confronto sul futuro del settore cartario.

Il tradizionale taglio del nastro che ha inaugurato ufficialmente MIAC 2025 al Polo Fieristico di Lucca.

di: Carta & Cartiere

Corridoi affollati e stand sold-out nei padiglioni del MIAC di Lucca: la Mostra Internazionale dell’Industria Cartaria – giunta alla trentunesima edizione e svoltasi dall’8 al 10 ottobre 2025 al Polo Fieristico della città toscana – ha riaffermato il proprio ruolo di rassegna di riferimento nel panorama dei macchinari, delle attrezzature e dei servizi per l’industria cartaria.

Aziende espositrici provenienti da tutto il mondo hanno presentato tecnologie all’avanguardia, mentre oltre 7.000 operatori professionali, italiani e internazionali, hanno visitato la manifestazione dando vita a tre giornate intense di incontri, business e confronto tecnico, in un clima di consueta accoglienza che da sempre caratterizza il MIAC, dove business e ospitalità si incontrano nel cuore del principale distretto cartario europeo.

Nel Polo Fieristico di Lucca si sono incontrati operatori del settore provenienti da tutto il mondo per fare il punto sull’andamento del mercato, sullo sviluppo tecnologico e sull’adeguamento degli impianti per la produzione di carta e cartone e per la trasformazione tissue.

Il MIAC ha offerto ancora una volta una panoramica a 360 gradi sull’industria cartaria, rivelandosi un appuntamento irrinunciabile non solo per conoscere e incontrare da vicino le aziende leader del settore, ma anche per l’aggiornamento professionale, grazie ai convegni internazionali organizzati in collaborazione con Assocarta e Confindustria Toscana Nord.

Ha dichiarato Gianmaria Pfeiffer, direttore di Edipap Srl e responsabile del MIAC: “MIAC 2025 si è concluso nel migliore dei modi. È stata un’edizione di grande affluenza: abbiamo registrato oltre 7.000 visitatori da tutto il mondo, record storico per il MIAC, e tutti gli spazi espositivi sono andati esauriti. La manifestazione offre una panoramica a 360 gradi sul settore cartario e della trasformazione tissue. In tre giorni il visitatore può incontrare le aziende leader del settore che presentano i loro macchinari, prodotti, attrezzature e servizi per le cartiere produttrici di carta e cartone e per le aziende di trasformazione tissue. I corridoi del MIAC sono stati sempre pieni per tutta la durata della manifestazione, in un clima di entusiasmo e di concreta voglia di scambiarsi idee, informazioni e di rafforzare le relazioni professionali. Stiamo già lavorando a MIAC 2026, in programma il 7, 8 e 9 ottobre 2026, naturalmente a Lucca – casa del MIAC da oltre trent’anni – nel cuore dell’unico distretto cartario riconosciuto a livello internazionale, dove si contano numerose cartiere per la produzione di carta e cartone, molte aziende di trasformazione tissue e una specializzata industria meccanica che fornisce macchinari e impianti al settore. MIAC vi aspetta nel 2026”.

L’edizione appena conclusa ha confermato Lucca come cuore nevralgico dell’innovazione cartaria: un luogo in cui tradizione industriale e capacità di visione si intrecciano, e dove la tecnologia resta sempre al servizio delle persone. La qualità dei visitatori, il ritmo serrato degli appuntamenti e la ricchezza dei contenuti tecnici hanno ribadito il ruolo del MIAC come sede naturale di confronto sui temi oggi decisivi per il settore: efficienza energetica, sostenibilità dei processi, digitalizzazione degli impianti, sicurezza e competitività.

Uno sguardo d’insieme: tecnologia, persone e networking

Dal punto di vista espositivo, il tutto esaurito degli spazi ha messo in luce l’elevata richiesta di visibilità da parte dei costruttori di macchine, dei fornitori di tecnologie e dei partner della filiera.

In tutti i padiglioni il focus si è concentrato su soluzioni per ridurre i consumi energetici specifici, migliorare le performance di riciclo, ottimizzare i cicli acqua-energia e incrementare l’affidabilità degli impianti, attraverso dimostrazioni, casi applicativi e presentazioni tecniche che hanno richiamato visitatori qualificati da tutta la catena del valore della carta.

Accanto al nucleo tecnologico, MIAC 2025 ha riaffermato la propria vocazione al networking: un contesto in cui le aziende si incontrano, condividono esperienze, consolidano rapporti di lungo periodo e ne costruiscono di nuovi. Il clima positivo che ha caratterizzato l’intera manifestazione – sostenuto da un afflusso costante di visitatori nei tre giorni di apertura – ha favorito opportunità di business concrete e contatti di alto profilo.

Edipap Srl è già impegnata nella preparazione della prossima edizione: la 32ª edizione del MIAC si svolgerà dal 7 al 9 ottobre 2026 al Polo Fieristico di Lucca, con l’obiettivo di accogliere un numero ancora maggiore di espositori e visitatori. Anche nel 2026 l’industria cartaria mondiale si ritroverà a Lucca, pronta a scrivere un nuovo capitolo di innovazione, sostenibilità e collaborazione.

Il convegno inaugurale di MIAC 2025, “Tutto è energia, ed è solo questo che conta”, con la sala gremita di partecipanti.

I battenti del MIAC 2025 si sono aperti con il tradizionale taglio del nastro, cui ha fatto seguito il convegno inaugurale dal titolo “Tutto è energia, ed è solo questo che conta”, organizzato da Assocarta e Confindustria Toscana Nord.

Il moderatore Carlo Stagnaro, Direttore Istituto Bruno Leoni, ha introdotto e coordinato il convegno “Tutto è energia, ed è solo questo che conta”.

Durante il dibattito – moderato da Carlo Stagnaro, Direttore dell’Istituto Bruno Leoni – è stato affrontato il tema della competitività del settore cartario e del mix energetico su cui orientare gli investimenti per una transizione green sostenibile e realistica.

Gli indirizzi di saluto hanno visto la partecipazione di Mario Pardini, sindaco di Lucca, e di Valentino Valentini, vice ministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, mentre in apertura del convegno è intervenuto anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, con un videomessaggio nel quale ha definito il settore cartario “un esempio per tutto il settore industriale italiano”.

Il ministro ha ricordato come il Governo si sia mosso per ricreare condizioni di competitività sul fronte energetico, sottolineando al tempo stesso che “si può e si deve fare di più» per sostenere una filiera produttiva che rappresenta un fiore all’occhiello a livello internazionale.

Nel suo intervento inaugurale, il Sindaco di Lucca Mario Pardini ha dato innanzitutto il benvenuto a tutti i partecipanti all’edizione 2025 del MIAC, la fiera internazionale dell’industria cartaria che da oltre trent’anni porta in città il meglio della tecnologia e dell’innovazione del settore.

Pardini ha ricordato che al Polo Fiere ci si trova “nella culla di un’imprenditoria che ha portato Lucca nel mondo”, un esempio concreto di innovazione e di sguardo verso il futuro senza paura.

Il Sindaco di Lucca Mario Pardini porta il saluto istituzionale all’inaugurazione di MIAC 2025.

L’inaugurazione del MIAC è stata definita una giornata importante per un evento di grande rilievo e di consistente portata per l’economia provinciale: sul territorio lucchese risiedono le radici vive di una tradizione industriale che nel tempo ha portato il distretto a essere il principale polo produttivo europeo nel settore cartario.

Il Sindaco ha evidenziato come il MIAC abbia accompagnato questo percorso, diventando nel tempo un punto di riferimento internazionale per gli operatori dell’industria della carta e di tutto l’indotto. Ha ricordato che il comparto cartario genera occupazione per migliaia di lavoratori, ma che la crisi energetica ha messo le imprese a dura prova sotto molti aspetti.

Pardini ha ammesso che le sfide della politica sono impegnative e che temi di tale portata richiedono risposte complesse. Dal punto di vista amministrativo, ha sottolineato la necessità di essere all’altezza della velocità con cui il mondo imprenditoriale è chiamato a operare, riconoscendo come spesso la burocrazia non lo sia. Su questo fronte, ha affermato, occorre lavorare per continuare a sostenere con orgoglio l’innovazione dell’imprenditoria lucchese nel mondo.

In chiusura, il Sindaco ha ringraziato le imprese per ciò che fanno ogni giorno, auspicando che il MIAC continui a essere una vetrina internazionale dell’industria cartaria della provincia, un settore che rappresenta il territorio nel mondo e che ne esprime una radice solida e profondamente legata alla comunità locale.

Il Vice Ministro Valentino Valentini del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha espresso l’onore di poter inaugurare la 31ª edizione del MIAC, celebrando l’eccellenza dell’industria cartaria nazionale a livello mondiale, definita un vero pilastro del Made in Italy e una delle massime espressioni del “fantastic manufacturing” italiano. Valentini ha spiegato di non essere presente per fare promesse, ma per confermare la piena consapevolezza delle difficoltà che il settore sta affrontando, a cominciare dalla questione energetica.

Secondo il Vice Ministro, la transizione energetica deve sostenere e non ostacolare una filiera virtuosa come quella cartaria, che vanta un solido saldo commerciale pari a 4 miliardi di euro. Ha osservato come in Italia si sia sofferto di un’impostazione ideologica che ha considerato l’energia come elemento separato dal processo industriale, anziché come uno dei fattori produttivi fondamentali.

Il Vice Ministro alle Imprese e al Made in Italy Valentino Valentini durante il suo intervento.

Valentini ha ribadito che tutti sono favorevoli alla riduzione dell’impatto ambientale, ma ha messo in guardia dai rischi di una transizione imposta in tempi troppo ristretti, che potrebbe mettere in seria difficoltà le imprese, soprattutto quelle manifatturiere e ad alta intensità energetica.

Il passaggio alle rinnovabili, alla decarbonizzazione dei processi e all’elettrificazione dei consumi richiede investimenti rilevanti, tempi tecnici di adattamento, innovazioni tecnologiche ancora in evoluzione e infrastrutture adeguate.

Una transizione troppo rapida, ha spiegato, rischia di tradursi in una perdita di competitività rispetto ai concorrenti di Paesi con regole meno stringenti, in un aumento dei costi di produzione – legati sia all’energia che agli adeguamenti impiantistici – e in potenziali criticità sul piano occupazionale e della tenuta industriale, soprattutto nei distretti come quello cartario.

Valentini ha ricordato l’impegno del Ministero nella semplificazione del Piano Transizione 5.0, misura che non riguardava soltanto la sostituzione di singoli macchinari, ma l’evoluzione dell’intero processo industriale e la certificazione degli abbattimenti energetici. A suo avviso, una transizione efficace deve essere progressiva, realistica e accompagnata da adeguate politiche di sostegno: incentivi per l’efficienza energetica, agevolazioni fiscali per gli investimenti green, formazione per le nuove competenze e un dialogo costante tra istituzioni e imprese.

Solo così, ha concluso, è possibile coniugare sostenibilità ambientale ed economica, evitando che la corsa alla decarbonizzazione diventi un freno allo sviluppo produttivo.

I corridoi di MIAC 2025 affollati di operatori e visitatori tra gli stand delle aziende espositrici.

Il Presidente di Assocarta Lorenzo Poli ha illustrato il quadro congiunturale dell’industria cartaria italiana nei primi sette mesi del 2025, evidenziando un arretramento della produzione pari al -2,5% e un fatturato del primo semestre intorno a 4,2 miliardi di euro, in diminuzione del -3,1%. Il calo è risultato particolarmente accentuato per le carte per usi grafici (-15,8%), mentre le carte e cartoni per imballaggio hanno segnato un segno positivo (+1,4%). Le carte veline hanno registrato un decremento del -2,8%, e le altre tipologie di carte e cartoni si sono contratte del -2,9%.

La quota di export di carte e cartoni sulla produzione è scesa al 36%, riportandosi sui livelli del 2023, mentre le importazioni continuano a rappresentare oltre la metà del consumo nazionale (51%), con un aumento della pressione competitiva dall’estero.

Poli ha ricordato che il settore cartario italiano impiega 19.000 addetti e genera 8,3 miliardi di euro di fatturato, ma si trova in grave difficoltà a causa dei costi energetici, i più alti d’Europa. Ha sottolineato come gli impianti, energivori per natura, rischino di doversi fermare, con un conseguente indebolimento della competitività del Paese.

Lorenzo Poli, Presidente Assocarta, ha illustrato
l’andamento congiunturale dell’industria cartaria italiana.

Il Presidente di Assocarta ha riportato alcuni dati significativi: il prezzo medio del gas, dopo il picco di febbraio 2025, è sceso ad aprile a 37,6 €/MWh, mantenendosi però oltre il 20% più alto rispetto al 2024; il prezzo dell’energia elettrica resta superiore del 42% alla media UE (aprile 2025).

Pur ringraziando il ministro Pichetto Fratin per gli sforzi compiuti dal Governo, Poli ha ribadito l’urgenza di affrontare tre questioni decisive per la competitività delle imprese energivore: il differenziale di prezzo del gas, le compensazioni ETS e l’energy release.

Ha definito fondamentale e non più rinviabile l’azzeramento del differenziale di prezzo nel mercato del gas tra PSV e TTF, ovvero tra Italia e Nord Europa. Sul fronte delle compensazioni dei costi indiretti ETS, ha espresso forte preoccupazione per il ritardo nella pubblicazione della procedura relativa all’anno 2024.

Sul tema dell’energy release, che avrebbe dovuto entrare in vigore nel corso del 2025, Poli ha sollecitato un impegno comune di tutte le parti coinvolte per arrivare alla piena attuazione entro la fine dell’anno, evitando vincoli aggiuntivi che ne ridurrebbero l’efficacia per le imprese energivore.

Ha infine auspicato l’introduzione di un intervento sul cuneo fiscale per i lavoratori del comparto, con particolare riferimento al lavoro notturno, festivo e straordinario, misura che aumenterebbe il potere d’acquisto delle retribuzioni e renderebbe il settore cartario e cartotecnico più attrattivo, facilitando il reperimento di nuove risorse e il ricambio generazionale.

Tiziano Pieretti, Vice Presidente Confindustria Toscana Nord, ha ricordato che il Distretto Cartario toscano è il più importante a livello europeo e che la sua capacità di competere sui mercati internazionali è frutto degli sforzi compiuti nel tempo dalle imprese in materia di efficienza energetica e decarbonizzazione.

Ha fornito alcuni numeri: oltre 330 imprese attive, più di 10.800 addetti, quasi 6 miliardi di fatturato e circa 2 miliardi di export, cui si sommano i numeri dell’indotto e l’impatto sul territorio delle produzioni cartarie.

Tiziano Pieretti, Vice Presidente
Confindustria Toscana Nord, è
intervenuto sui costi energetici e sulla
competitività dell’industria cartaria.

Pieretti ha sottolineato come le imprese del Distretto abbiano da sempre nel proprio DNA la volontà di decarbonizzare, di rispettare le norme e l’ambiente.

Si tratta di un settore che, per la sua struttura produttiva, richiede un costante ammodernamento dei processi, specialmente nella fase di transizione ambientale che si sta attraversando, e dunque una forte programmazione.

Il vero tallone d’Achille del comparto, ha spiegato, è rappresentato dai costi energetici, che incidono direttamente sulla competitività. Il prezzo elevato dell’energia elettrica e del gas metano costituisce un gap grave, in grado di compromettere la competitività delle imprese rispetto al resto del mondo, inclusi i Paesi europei confinanti.

Pieretti ha evidenziato il ruolo fondamentale delle scelte politiche nel determinare questi equilibri. Ha portato l’esempio dei trattamenti fiscali agevolati e dei sostegni che, in forme diverse, Francia, Spagna e Germania garantiscono alle loro industrie: si tratta di vantaggi consistenti, in alcuni casi superiori allo stesso differenziale del mercato del gas. Anche azzerando il differenziale, ha osservato, le imprese italiane si troverebbero comunque ad affrontare costi complessivi più elevati rispetto a quelli dei concorrenti europei.

Un ulteriore problema è rappresentato dai processi autorizzativi degli impianti per le energie rinnovabili, ancora condizionati da normative complesse e talvolta contraddittorie. A queste criticità di carattere nazionale si aggiungono le penalizzazioni specifiche per le imprese toscane, come l’assenza di una vera politica regionale per la gestione dei materiali residui non riciclabili a livello industriale – in particolare lo scarto di pulper. Le imprese devono sostenere i costi del loro smaltimento, spesso all’estero, senza poter beneficiare della generazione di energia a prezzo contenuto che ne potrebbe derivare.

Pieretti ha richiamato infine la questione della geotermia: le concessioni sono state rinnovate, ma senza produrre vantaggi concreti per l’industria a livello regionale. La sfida energetica, ha concluso, non è solo ambientale ma anche sociale e industriale, e va affrontata con strumenti coerenti e di lungo respiro.

Un altro scorcio dei padiglioni di MIAC 2025, con un flusso continuo di operatori lungo i corridoi espositivi.

Simone Nisi, Vice Presidente WEC – World Energy Council Italia, ha presentato il ruolo di WEC Italia, associazione che riunisce operatori dell’energia, operatori industriali, associazioni e istituzioni, e che rappresenta, grazie alla propria proiezione internazionale e all’expertise della rete associativa, un punto di riferimento nel percorso di transizione energetica del Paese.

Ripercorrendo gli ultimi anni, Nisi ha ricordato come nel settore dell’energia si siano susseguiti diversi cicli: inizialmente il focus è stato sulla sostenibilità, poi, dal 2020, sull’approvvigionamento sicuro delle forniture, mentre oggi emerge con forza il tema della competitività dell’industria e delle forniture stesse.

Simone Nisi, Vice Presidente WEC, World Energy Council Italia, ha analizzato le sfide della transizione energetica per l’industria.

Secondo Nisi, ogni operatore energetico ha oggi ben presenti le tre dimensioni del problema: sicurezza degli approvvigionamenti, transizione sostenibile e mantenimento della competitività. Le difficoltà attuali sono il risultato di un ciclo di investimenti passato e di decisioni prese una ventina di anni fa, che hanno sbilanciato fortemente il mix energetico italiano su una sola fonte, il gas, che il Paese riesce a gestire solo in parte.

Non esiste, ha sottolineato, una ricetta miracolosa: la soluzione dovrà essere composta da molti elementi in grado di contribuire ai profili di decarbonizzazione e alla riduzione delle emissioni, salvaguardando al contempo la competitività dell’industria.

Esistono inoltre differenze significative rispetto ai partner europei, dovute alla diversità dei mix energetici e dei portafogli di approvvigionamento; una complessità che talvolta, a livello europeo, si tende a gestire in modo eccessivamente standardizzato.

Nisi ha insistito sull’importanza di lavorare in una dimensione europea, in cui l’Italia possa adottare una postura solida e credibile. È necessario diversificare il portafoglio degli approvvigionamenti per gestire eventuali situazioni di volatilità e mantenere un approccio neutrale in grado di valorizzare tutte le diverse tecnologie. Le decisioni prese oggi avranno effetti negli anni a venire, per cui è essenziale partire subito, valorizzando alcuni asset storici del Paese, come la produzione e l’accumulo di energia da fonte idrica – settore nel quale l’Italia non investe da decenni – e guardando agli sviluppi tecnologici in modo sistemico.

In conclusione, Nisi ha ribadito che la sfida energetica non è solo ambientale, ma anche sociale e industriale: la sostenibilità deve procedere di pari passo con la competitività delle imprese e con la sicurezza energetica nazionale.

Donato Notarangelo, Presidente Confindustria Cisambiente, ha illustrato il ruolo di Confindustria Cisambiente, nata nel 2016 e oggi rappresentativa di circa 1.400 aziende associate distribuite su tutto il territorio nazionale, per un giro d’affari complessivo, diretto e indiretto, di circa 45 miliardi di euro.

L’associazione, ha spiegato, esprime la grande industria legata all’ambiente e all’innovazione, che fa del ciclo integrato del rifiuto e del risanamento del territorio i propri principali obiettivi.

Donato Notarangelo, Presidente Confindustria Cisambiente, ha illustrato il ruolo della gestione dei rifiuti nella transizione ecologica e nella competitività industriale.

Riprendendo il titolo del convegno inaugurale, Notarangelo ha sottolineato che “tutto è energia, anche i rifiuti”. La vera sfida oggi, a suo avviso, è quella di riuscire a valorizzare ciò che viene considerato scarto, per generare vantaggi competitivi a favore delle imprese manifatturiere italiane.

L’energia, ha ricordato, è uno dei fattori principali e discriminanti della competitività industriale e, nonostante gli alti costi energetici penalizzino l’Italia, il Paese riesce ancora a rappresentare un’eccellenza a livello mondiale, come dimostra il Distretto Cartario. Se tutto è energia e l’economia circolare è diventata un pilastro del sistema produttivo, ciò che oggi manca è un vero “matching” tra il comparto ambientale e il tessuto manifatturiero.

Notarangelo ha evidenziato come dai rifiuti sia già possibile produrre biometano, combustibile solido secondario (CSS) e bioliquidi per impianti di cogenerazione, oltre alla termovalorizzazione, che rappresenta l’utilizzo più noto. Ha ricordato il lungo lavoro svolto per valorizzare il CSS – la frazione secca residuale recuperata e resa idonea al coincenerimento nelle cementerie – un percorso fatto di ricerche, analisi e tavoli di confronto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con Ispra.

Oggi, ha sottolineato, se le cementerie possono contare su nuove opportunità sui mercati internazionali è anche grazie all’impiego del CSS nei processi industriali. Per questo è necessario avviare percorsi di confronto che possano essere fruttuosi per tutti i comparti produttivi.

In questa prospettiva, Notarangelo ha indicato anche gli scarti dell’industria cartaria come un’opportunità da valorizzare. La sua associazione si è detta pronta ad avviare un dialogo strutturato con l’industria cartaria per individuare soluzioni in grado di valorizzare tali scarti, creando sinergie economicamente vantaggiose sia per le aziende ambientali sia per le imprese della filiera cartaria.

La sala del convegno inaugurale di MIAC 2025 e il videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin proiettato sul grande schermo.

Il Vice Presidente di Utilitalia, Lorenzo Perra, ha illustrato il loro impegno nella promozione della produzione di biometano come elemento centrale dell’economia circolare e della transizione energetica italiana, mettendone in evidenza il potenziale e le opportunità di sviluppo.

Negli ultimi anni, ha spiegato, la produzione di biometano in Italia è cresciuta in modo significativo, in gran parte grazie alla riconversione di impianti agricoli – sia nuovi sia ex impianti a biogas – e alla forte espansione degli impianti associati a Utilitalia che destinano la frazione organica della raccolta differenziata dei rifiuti urbani a impianti capaci di trasformare il biogas, tramite processi di upgrading, in un equivalente del metano di origine fossile.

Questo sviluppo è stato reso possibile da una serie di iniziative legislative legate a incentivi e contributi economici per la realizzazione degli impianti, in particolare attraverso gli investimenti del PNRR. Grazie a tali misure, l’Italia si sta avvicinando all’obiettivo di 2,3 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2026.

Lorenzo Perra, Vice Presidente Utilitalia, ha presentato le prospettive del biometano per le industrie “hard to abate”, tra cui il settore cartario.

Perra ha però ricordato che gli incentivi hanno una durata limitata nel tempo e che occorre creare le condizioni affinché le industrie “hard to abate”, come quella cartaria, possano ottenere vantaggi concreti dall’utilizzo del biometano. Partendo da questo presupposto, Utilitalia e Assocarta hanno sottoscritto un protocollo d’intesa con l’obiettivo di rafforzare e supportare l’economia circolare italiana attraverso norme e iniziative che favoriscano la decarbonizzazione dei cicli produttivi della carta.

Nell’ambito dell’accordo, le due associazioni si sono impegnate a lavorare sulle opzioni che favoriscono l’impiego di biometano prodotto da rifiuti organici e da fanghi di depurazione nel settore cartario, nonché sul recupero di materia ed energia dal pulper e dai fanghi derivanti dal processo cartario, nelle infrastrutture esistenti e in quelle future, riducendo al minimo l’esportazione all’estero e il ricorso allo smaltimento in discarica.

La collaborazione mira, inoltre, a migliorare la riciclabilità dei materiali compositi, in coordinamento con gli altri soggetti e istituzioni competenti, e a cooperare nel trattamento dei rifiuti organici, valutando le prestazioni e l’influenza dei contenitori in carta utilizzati nella raccolta differenziata all’interno dei processi di produzione di compost e di digestione anaerobica per la produzione di biogas e digestato.

Sono previsti, infine, studi congiunti per individuare possibili forme di riutilizzo delle acque reflue provenienti dagli impianti di depurazione del servizio idrico integrato nei processi produttivi della carta, come strumento di risparmio della risorsa idrica, anche in vista dell’eventuale istituzione di schemi incentivanti basati su titoli negoziabili legati al risparmio idrico.

Paolo Arrigoni, Presidente GSE, ha ricordato che il loro ruolo è quello di sostenere gli interventi di efficientamento energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili in Italia attraverso diversi meccanismi di incentivazione, contribuendo così alla decarbonizzazione del sistema energetico.

Paolo Arrigoni, Presidente GSE, ha presentato gli strumenti a supporto della decarbonizzazione della filiera cartaria.

Il Presidente del GSE ha sottolineato la volontà dell’ente di affiancare le imprese nella ricerca di soluzioni efficaci, in coordinamento con il MASE, per accelerare i processi di ricerca e sviluppo, definire un mix di utilizzo ottimale anche grazie ai vettori energetici “green” e mantenere elevata la competitività internazionale del sistema produttivo.

Per favorire la decarbonizzazione della filiera cartaria, nel maggio 2024 GSE e Assocarta hanno siglato un accordo finalizzato ad agevolare il percorso delle imprese del comparto, mettendo a disposizione strumenti dedicati all’incremento dell’utilizzo delle fonti rinnovabili, alla condivisione dell’energia e all’efficienza energetica nei processi produttivi. In poco più di un anno sono stati organizzati webinar formativi, sportelli tecnici e tavoli di lavoro; inoltre, GSE e Assocarta hanno partecipato insieme alla COP 29 di Baku per presentare il caso italiano, evidenziando come l’industria cartaria rappresenti una best practice di economia circolare.

Arrigoni ha ricordato la recente pubblicazione delle linee guida dedicate al settore della carta, che illustrano strumenti e servizi gestiti dal GSE per supportare le imprese nell’accesso ai meccanismi di incentivazione per l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle rinnovabili.

Al 31 agosto 2025, la capacità installata da fonti rinnovabili in Italia ha raggiunto 79 GW, cui si sommano 20 GW di storico idroelettrico. Sta crescendo in modo significativo il fotovoltaico, con 40 GW, che rappresentano oltre il 50% della capacità rinnovabile complessiva. In termini di energia, il 41,2% dei consumi elettrici finali risulta coperto da fonti rinnovabili.

L’obiettivo al 2030 è arrivare a 131 GW di capacità rinnovabile installata, traguardo che, secondo Arrigoni, potrà essere raggiunto grazie agli strumenti di incentivazione introdotti. Il Governo ha già definito un quadro normativo di riferimento importante, basato non sull’ideologia ma sul pragmatismo, con un approccio olistico fondato sulla neutralità tecnologica. Non si punta solo al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, ma si mantiene una forte attenzione anche alla competitività delle imprese e alla sicurezza energetica nazionale.

MIAC 2025 si chiude con una fotografia chiara: un’industria consapevole delle difficoltà – in primo luogo energetiche – ma determinata a restare protagonista, puntando su innovazione, efficienza, economia circolare e collaborazione lungo tutta la filiera. Lucca si conferma il luogo naturale di questo confronto, dove istituzioni, imprese e associazioni di categoria lavorano fianco a fianco per garantire al settore cartario italiano competitività e futuro.

L’appuntamento è già fissato per ottobre 2026, per proseguire questo percorso di crescita e di sviluppo sostenibile.

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