L’ottimizzazione dello smaltimento degli scarti dell’industria cartaria è stata guidata dall’aumento dei costi di conferimento, da regolamentazioni più stringenti e da politiche aziendali sempre più virtuose.
Queste condizioni hanno favorito l’adozione delle tecnologie più avanzate, con l’obiettivo di massimizzare la separazione dell’acqua dagli scarti, diminuire la quantità di materiale da avviare a smaltimento e recuperare acqua da reimpiegare nel processo produttivo.
L’efficientamento della gestione degli scarti è destinato a rimanere un obiettivo centrale nei prossimi anni, anche alla luce della forte competitività del mercato e del continuo incremento dei costi di smaltimento.
La disidratazione spinta degli scarti ha inoltre rappresentato il primo passaggio verso la loro potenziale valorizzazione come nuovi sottoprodotti plastici.
A partire dal 2015, con la prima installazione della pressa serie “MIC” per gli scarti da pulper, le soluzioni con tecnologia Babbini si sono affermate in diverse tipologie di stabilimenti cartari, grazie agli elevati livelli di secco finale e alla robustezza e affidabilità meccanica.

Oggi le presse della serie “MIC” sono ampiamente utilizzate sullo scarto da pulper, mentre la serie “P” bi-elica si è dimostrata efficace su scarti fibrosi e fanghi fibrosi della preparazione impasti.
Le presse bi-elica brevettate della serie “P” sono frutto di decenni di esperienza maturata da Babbini nel settore agroalimentare. Il particolare design a doppia elica, attraverso il rimescolamento continuo e l’avanzamento lineare forzato del materiale, consente di ottenere prestazioni superiori rispetto a qualsiasi altra pressa disidratante oggi disponibile sul mercato.
La gamma dimensionale di queste presse copre tutte le esigenze produttive e ne consente l’impiego anche senza un pre-addensamento iniziale.
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