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C&C - November/December 2025 issue

Paper Industrial Deal: il piano per una crescita sostenibile e competitiva dell’industria cartaria italiana

Il documento propone un insieme di misure per coniugare decarbonizzazione, economia circolare e sostenibilità sociale, puntando a trasformare la transizione ecologica in un motore di sviluppo per una delle filiere chiave del Made in Italy.

Riduzione delle emissioni di CO₂, riciclo, bioeconomia e fonti rinnovabili sono al centro della strategia del Paper Industrial Deal.

L’industria cartaria italiana si trova oggi di fronte a una fase di profonda trasformazione. Il contesto energetico, ambientale e normativo impone un’evoluzione strutturale dei modelli produttivi, ma anche una riflessione più ampia su come coniugare la transizione ecologica con la competitività economica.

In questa prospettiva si colloca il Paper Industrial Deal, una proposta organica che mira a delineare una strategia per la decarbonizzazione, l’economia circolare e la sostenibilità sociale dell’intera filiera.

Il progetto nasce dall’esigenza di garantire all’industria cartaria condizioni favorevoli per continuare a crescere in modo sostenibile, mantenendo la sua centralità nel panorama manifatturiero nazionale. Si tratta di un comparto che genera oltre 27 miliardi di euro di fatturato annuo, pari a circa l’1,2% del PIL, con più di 160.000 addetti diretti distribuiti in 16.000 imprese.

Le cartiere italiane rappresentano un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale per la capacità di chiudere il ciclo della carta, trasformando i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata in nuovi prodotti sostenibili per l’imballaggio, l’igiene, la cultura e la logistica.

La filiera cartaria è oggi una leva strategica per la transizione verde dell’economia nazionale. Attraverso la valorizzazione della carta essa contribuisce a ridurre le emissioni climalteranti, a diminuire la dipendenza dalle importazioni di materie prime e a sostenere una filiera produttiva diffusa, radicata nei territori e fortemente integrata con le comunità locali.

Il Paper Industrial Deal si sviluppa attorno a tre direttrici fondamentali: energia e decarbonizzazione dei combustibili, rafforzamento della circolarità e della bioeconomia, sostenibilità sociale e culturale. La visione alla base del documento è chiara: la sostenibilità deve diventare un fattore di competitività, non un costo da sostenere.

Il tema dell’energia è, inevitabilmente, al centro delle preoccupazioni del settore. Le imprese cartarie sono tra le più energivore dell’industria italiana e subiscono l’impatto diretto delle oscillazioni del prezzo del gas.

Il documento richiama la necessità di allineare i costi energetici italiani a quelli europei, eliminando il differenziale tra PSV e TTF che nel 2024 ha gravato sul sistema Paese per circa 1,3 miliardi di euro e ha generato per il comparto oltre 50 milioni di euro di extracosti.

Tra le misure proposte vi è l’adozione di una “gas release” verde, basata sull’impiego del biometano. Questa soluzione, oltre a ridurre i costi per le imprese più esposte, consentirebbe di sostenere il percorso di decarbonizzazione del settore industriale, favorendo un progressivo abbandono delle fonti fossili. Il biometano viene identificato come una risorsa nazionale strategica, in grado di garantire sicurezza energetica, stabilità dei prezzi e un significativo abbattimento delle emissioni, se opportunamente destinato ai comparti a più alto consumo.

Accanto al gas verde, il piano promuove una politica industriale orientata all’elettrificazione rinnovabile e all’utilizzo delle biomasse. Il passaggio da una cartiera ibrida a una completamente elettrica comporta un aumento di potenza installata da tre a quattro volte, ma le attuali infrastrutture di rete non sono pronte a sostenere questo salto tecnologico.

È quindi indispensabile un piano nazionale di potenziamento delle reti di distribuzione e trasmissione dell’energia, accompagnato da strumenti economici di supporto come i contratti per differenza, già sperimentati con successo in altri Paesi europei, che compensino le variazioni dei costi tra gas ed elettricità.

Cogenerazione ad alto rendimento
per ridurre le emissioni e migliorare la
competitività delle cartiere italiane.

Il documento ribadisce inoltre l’importanza della cogenerazione ad alto rendimento (CAR) come pilastro dell’efficienza energetica. La cogenerazione consente di ottenere energia elettrica e termica in modo combinato, riducendo sensibilmente i consumi e le emissioni.

Un altro asse centrale del Paper Industrial Deal è la circolarità. Il documento sottolinea la necessità di completare la transizione verso un’economia in cui gli scarti diventino risorse e ogni fase produttiva sia concepita per ridurre gli sprechi. Viene proposto di ampliare gli incentivi già previsti dai programmi di Transizione 4.0 e 5.0, creando una “Transizione circolare” che sostenga gli investimenti nella gestione e valorizzazione dei residui produttivi, come i fanghi di depurazione e lo scarto di pulper, destinandoli a nuovi impieghi energetici o a processi di recupero avanzato.

Il tema del riciclo di prossimità assume un ruolo decisivo. Oggi l’Italia esporta mediamente 1,7 milioni di tonnellate di carta da riciclare all’anno, quasi un quarto della raccolta nazionale. Un dato che, oltre a ridurre il valore aggiunto interno, comporta anche un costo ambientale legato ai trasporti e alla reimportazione dei materiali sotto forma di prodotti finiti. Potenziare il riciclo interno consentirebbe di ridurre il deficit commerciale di oltre 1,4 miliardi di euro, creare nuova occupazione (+7%), aumentare la produttività del settore (+27%) e abbattere le emissioni di CO₂ di oltre 500.000 tonnellate.

La filiera cartaria italiana rappresenta un modello di economia circolare, in grado di trasformare i rifiuti cellulosici in nuova materia prima.

Sul fronte delle materie prime, il Paper Industrial Deal invita a semplificare l’applicazione del regolamento europeo EUDR sulla lotta alla deforestazione. L’obiettivo è eliminare le distorsioni che rischiano di penalizzare l’impiego di materiali rinnovabili e tracciabili, come il legno e la carta, a vantaggio di alternative non sostenibili per le quali non sono richiesti obblighi equivalenti di tracciabilità e responsabilità.

In sintesi, il Paper Industrial Deal rappresenta una visione strategica per il futuro dell’industria cartaria italiana. Le misure proposte puntano a costruire un modello produttivo capace di unire innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e sviluppo economico, rendendo la filiera cartaria un riferimento europeo di bioeconomia circolare. L’obiettivo è chiaro: affrontare la transizione ecologica non come un obbligo, ma come un’opportunità per rafforzare la competitività e consolidare il ruolo dell’Italia tra i leader della sostenibilità industriale.

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