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C&C - January/February 2026 issue

Federmacchine: debole il 2025, per il 2026 attesa stazionarietà

Bruno Bettelli, Presidente di Federmacchine.

Dopo un 2024 già particolarmente complesso, nel corso del 2025 l’industria italiana costruttrice di beni strumentali ha registrato un’ulteriore contrazione del fatturato.

Le previsioni per il 2026 indicano una sostanziale stazionarietà, a conferma di quanto l’elevato livello di incertezza del contesto internazionale stia incidendo sull’operatività delle imprese del comparto; su questo scenario continua a pesare in modo determinante la riduzione dell’attività di export.

È quanto emerge dalle più recenti rilevazioni effettuate dal Gruppo Statistiche di Federmacchine, la federazione che rappresenta le imprese italiane costruttrici di beni strumentali. Secondo i dati preconsuntivi, nel 2025 il fatturato dell’industria italiana di settore si attesterà a 51.840 milioni di euro, registrando una flessione del 2,1% rispetto al 2024. Un risultato su cui hanno inciso in maniera significativa i riscontri negativi raccolti dalle imprese sui mercati esteri.

Nel dettaglio, il valore dell’export è sceso a 34.760 milioni di euro, evidenziando una riduzione del 5,4%. In particolare, l’elaborazione del Gruppo Statistiche, condotta a partire dai dati ISTAT relativi al periodo gennaio-settembre 2025 (ultimo dato disponibile), indica come principali mercati di sbocco del Made in Italy di comparto gli Stati Uniti, con esportazioni pari a 2.384 milioni di euro (-3,1%), seguiti da Germania (1.703 milioni di euro, -7,9%), Francia (1.153 milioni di euro, -4,8%), Spagna (752 milioni di euro, +3,2%) e Polonia (730 milioni di euro, +18,8%).

Sul fronte interno, le consegne sul mercato nazionale sono tornate a crescere, attestandosi a 17.080 milioni di euro, con un incremento del 5,3% rispetto all’anno precedente. Questo andamento è stato sostenuto dalla ripresa del consumo domestico di macchinari, salito a 27.270 milioni di euro, in aumento del 4,8%.

Per il 2026, le previsioni delineano uno scenario complessivamente stazionario. Il fatturato complessivo del settore dovrebbe infatti attestarsi a 51.850 milioni di euro, risultando sostanzialmente in linea con il valore registrato nel 2025. L’export è previsto rimanere in territorio negativo, scendendo a 34.550 milioni di euro (-0,6%).

Le consegne dei costruttori italiani dovrebbero invece evidenziare una debole crescita dell’1,3%, raggiungendo i 17.300 milioni di euro, trainate dal consumo domestico che, grazie a un incremento dell’1,2%, dovrebbe salire a 27.600 milioni di euro.

Una fase di lavorazione in ambito manifatturiero: il settore dei beni strumentali rappresenta un pilastro strategico dell’industria.

Nel commentare il quadro congiunturale, Bruno Bettelli, Presidente di Federmacchine, ha sottolineato come “dopo gli anni di grande espansione, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali si sia trovata ultimamente a fare i conti con una condizione di instabilità geopolitica profonda e generalizzata.

Di ciò ne ha risentito il nostro export e, di conseguenza, il fatturato di comparto. Crisi della Germania, dazi di Trump, conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, chiusura del mercato cinese e rafforzamento della capacità manifatturiera del Paese del Dragone sono gli elementi che rendono davvero complicata la nostra attività oltreconfine”.

Sempre secondo Bettelli, proprio per queste ragioni esiste una forte preoccupazione legata all’incertezza che continua ad aleggiare sull’accordo UE-Mercosur. L’area rappresenta infatti un mercato di oltre 270 milioni di consumatori, caratterizzato da una domanda in crescita di beni strumentali, soluzioni industriali, macchinari e tecnologie per settori strategici quali energia, agroindustria, infrastrutture e manifattura avanzata. Rinunciare a questo sbocco significherebbe, secondo il presidente, indebolire la competitività delle imprese italiane e lasciare spazio ai concorrenti esteri.

Per numerosi prodotti industriali italiani, in particolare quelli ad alto contenuto tecnologico come i macchinari oggi penalizzati da dazi elevati, l’intesa consentirebbe un accesso più equo e competitivo ai mercati di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, rafforzando le esportazioni e creando valore lungo le filiere.

Rivolgendo l’attenzione al contesto nazionale, Bettelli ha infine espresso l’auspicio che i provvedimenti per la competitività previsti dalla Legge di Bilancio 2026 possano effettivamente sostenere la domanda italiana, che, come evidenziato dai dati della federazione, è tornata a crescere.

Centrale, in questo senso, è la necessità che le misure siano chiare, di semplice utilizzo e operative fin dalle prime settimane dell’anno, evitando i continui rinvii che in passato hanno congelato la domanda per lunghi periodi.

La pluriennalità delle misure e l’esclusività di applicazione al Made in EU, o ai beni con componenti extra UE a condizione che siano assemblati in Europa, se confermate, sono considerate efficaci per consentire alle imprese una migliore pianificazione delle attività e rafforzare il mercato europeo, inteso come vero mercato interno.

CAMBIO ALLA SEGRETERIA GENERALE

Gian Paolo Crasta, nuovo Segretario Generale di Federmacchine.

I dati di settore sono stati presentati in occasione dell’ultimo Consiglio Generale di Federmacchine che ha deliberato anche la nomina del nuovo Segretario Generale. L’incarico è stato affidato a Gian Paolo Crasta, 46 anni, che ricopriva già l’incarico di Direttore Generale di ACIMAC e UCIMA e succede ad Alfredo Mariotti, alla guida della federazione per oltre trent’anni.

Il Presidente di Federmacchine ha dichiarato: “Federmacchine, in questo momento, è chiamata a svolgere, con particolare attenzione e determinazione, il proprio ruolo di rappresentanza delle istanze del bene strumentale sui tavoli nazionali e dell’Unione Europea. Ad Alfredo Mariotti va il ringraziamento per il lavoro svolto in oltre trent’anni di attività. Sotto la sua direzione, Federmacchine ha acquisito autorevolezza in Italia e all’estero, a beneficio di tutte le imprese appartenenti al mondo del bene strumentale.

La nomina di Gian Paolo Crasta risponde all’esigenza di continuare a rafforzare con determinazione la capacità di rappresentanza del nostro sistema nei confronti delle istituzioni, accompagnando le aziende nelle sfide della transizione tecnologica, della competitività internazionale e della difesa del manifatturiero come asset strategico nazionale.

Con la nomina del nuovo Segretario Generale, Federmacchine conferma il proprio impegno a sostegno delle imprese dei beni strumentali, promuovendo innovazione, competitività e dialogo con le istituzioni nazionali ed europee”.



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