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C&C - January/February 2026 issue

Il “paradosso di Natale”: boom di ordini (+65%) e ansia da smaltimento

“Il pacco è una risorsa, non un rifiuto”. L’indagine Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici ha fotografato il Natale 2025: crescita degli imballaggi per oltre 6 aziende su 10 e timori ambientali per un consumatore su due.

Imballaggi in cartone e logistica globale: il cartone ondulato si è confermato elemento chiave per una distribuzione efficiente e orientata all’economia circolare.

Il Natale 2025 si è confermato uno “stress test” rilevante, ma sempre più sostenibile, per la logistica italiana e per l’intera filiera degli imballaggi in cartone ondulato.

Da un lato, le aziende hanno dovuto far fronte a un significativo incremento delle spedizioni concentrate in poche settimane; dall’altro, è cresciuta in modo evidente la sensibilità ambientale dei consumatori, sempre più attenti all’impatto degli imballaggi utilizzati per gli acquisti natalizi.

È quanto è emerso dall’indagine di mercato condotta da Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici, che ha analizzato lo scenario sia dal punto di vista delle aziende utilizzatrici (B2B) sia da quello dei consumatori finali (B2C), offrendo una lettura articolata di uno dei momenti più intensi dell’anno per la filiera del cartone ondulato.

Negli anni, il periodo natalizio si è sempre configurato come una prova di tenuta per il settore, chiamato a garantire continuità di servizio a comparti strategici come l’e-commerce, l’alimentare e la distribuzione. Il Natale 2025 non ha fatto eccezione, ma si è inserito in un contesto profondamente diverso rispetto al passato, caratterizzato da una maggiore attenzione ai temi della sostenibilità, della circolarità dei materiali e dell’efficienza dei sistemi di recupero.

I dati Ipsos Doxa hanno restituito una fotografia chiara del cosiddetto “paradosso natalizio”. Sul fronte delle aziende, l’ottimismo è risultato evidente: il 65% degli operatori ha previsto un aumento degli acquisti di imballaggi in cartone ondulato nel periodo delle festività, mentre il 74% ha ritenuto che questo incremento produttivo abbia generato un impatto economico positivo per l’intero comparto.

Gestione operativa e controllo dei flussi: durante il picco natalizio, le aziende della filiera del cartone ondulato hanno garantito continuità, efficienza e sostenibilità.

Il picco di ordini ha confermato il ruolo centrale del cartone ondulato come soluzione di imballaggio affidabile, versatile e capace di rispondere rapidamente alle esigenze di una logistica sempre più orientata alla rapidità e alla sicurezza delle consegne.

Allo stesso tempo, l’aumento dei volumi ha rappresentato una sfida organizzativa che il settore ha affrontato facendo leva su una filiera ormai matura e strutturata.

Sul versante opposto, quello dei consumatori, è emersa una percezione più cauta. Il 49% degli italiani ha dichiarato di temere che l’uso intensivo di carta e cartone per gli imballaggi legati ai regali natalizi abbia comportato un impatto ambientale elevato.

Una preoccupazione diffusa, che l’Associazione Italiana Scatolifici ha voluto affrontare partendo dai dati reali e dal funzionamento concreto della filiera del riciclo.

“Comprendiamo l’ansia del consumatore di fronte alla mole di pacchi natalizi, ma i dati ci hanno confermato che quella montagna di scatole non rappresenta un problema, bensì una risorsa gestita con efficienza dal sistema Italia,” ha dichiarato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici. “Il nostro Paese ha raggiunto un tasso di recupero del 92,5% per carta e cartone, un risultato di assoluto rilievo a livello europeo. Inoltre, l’89% della fibra utilizzata per produrre cartone ondulato è già derivata da materiale riciclato. Il pacco di Natale in cartone, quindi, è nato sostenibile ed è tornato a essere materia prima in un ciclo quasi completamente chiuso.”

Secondo l’Associazione, il picco natalizio ha persino contribuito ad aumentare la disponibilità di materia prima seconda, riducendo la necessità di ricorrere a fibra vergine. Un aspetto spesso poco percepito dal consumatore finale, ma centrale per comprendere il valore del cartone ondulato all’interno di un modello di economia circolare avanzata.

L’indagine Ipsos Doxa ha confermato come l’e-commerce sia stato il principale canale di contatto con il cartone ondulato per circa tre quarti dei consumatori (75%). Il forte sviluppo degli acquisti online durante le festività ha reso l’imballaggio ancora più visibile agli occhi del consumatore finale, trasformandolo da semplice supporto logistico a elemento centrale dell’esperienza di acquisto.

Condivisione e analisi dei risultati: il confronto tra dati economici e percezione dei consumatori ha evidenziato il “paradosso natalizio” degli imballaggi.

Allo stesso tempo, il consumatore italiano si è dimostrato sempre più virtuoso nei comportamenti post-consumo. Non si è limitato a conferire correttamente carta e cartone nella raccolta differenziata, ma ha esteso la vita utile degli imballaggi attraverso il riutilizzo.

Il 61% degli intervistati ha dichiarato di aver utilizzato le scatole per lo stoccaggio di oggetti in casa, mentre il 44% le ha impiegate per nuove spedizioni personali o per la vendita di prodotti di seconda mano.

Il cartone ondulato si è così affermato come una vera e propria “moneta circolare”, capace di accompagnare più fasi della vita quotidiana prima di rientrare nel ciclo del riciclo. Un comportamento che risponde in modo concreto alle aspettative di sostenibilità espresse soprattutto dalle generazioni più giovani, come la Gen Z, particolarmente sensibili al contributo delle piccole e medie imprese del settore alla transizione ambientale del Paese.

“I dati hanno confermato che il nostro settore, composto da centinaia di PMI radicate sul territorio, ha rappresentato il ‘motore silenzioso’ di un Natale che si è potuto definire realmente sostenibile,” ha aggiunto Mecarozzi. “L’e-commerce ha creato un rapporto sempre più diretto tra i consumatori e l’imballaggio in cartone, ma è importante considerare anche l’aspetto meno visibile: ogni prodotto arrivato nelle nostre case per le festività – dai regali agli alimenti, fino al vino – è stato protetto da un imballaggio in cartone ondulato lungo tutta la catena distributiva. Il picco natalizio dei pacchi è così tornato a nuova vita, nel segno della massima circolarità e del rispetto dell’ambiente che caratterizzano il nostro comparto.”

L’ASSOCIAZIONE CIS

L’Associazione Italiana Scatolifici è nata nel 2011 come Consorzio privato (CIS), costituito da produttori di imballaggi in cartone ondulato. Nel tempo ha riunito una rete di imprenditori accomunati da obiettivi condivisi: tutelare una categoria fino ad allora poco rappresentata, nonostante il ruolo strategico ricoperto nella filiera produttiva italiana; promuovere la responsabilità sociale d’impresa in tutte le sue declinazioni, dalla qualità del lavoro agli aspetti più sostenibili della produzione; contribuire alla definizione di una regolamentazione etica, finanziaria e commerciale capace di accompagnare l’evoluzione dell’intero comparto e il suo progressivo allineamento agli standard europei. Nel 2015, il passaggio da Consorzio ad Associazione ha segnato un nuovo e significativo capitolo della sua storia.

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