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C&C - March/April 2026 issue

Il ruolo chiave di carta e cartone nella transizione ecologica italiana

Il convegno dal titolo “Il ruolo chiave di carta e cartone nella transizione ecologica italiana” è stato promosso dall’Associazione Italiana Scatolifici, con il prezioso contributo dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.

Imballaggi in cartone: soluzioni sostenibili e personalizzabili sempre più richieste dalle imprese e dai consumatori.

Al centro dei lavori il valore strategico dell’imballaggio in cartone ondulato, oggi considerato uno dei pilastri fondamentali del sistema nazionale di riciclo e uno strumento imprescindibile per il conseguimento degli obiettivi europei di sostenibilità ambientale ed economia circolare.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto diretto tra le istituzioni e gli operatori del comparto, prendendo le mosse dai risultati di una ricerca esclusiva realizzata da Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici, che ha offerto un’analisi aggiornata e dettagliata dello stato di salute del settore.

La crescita dell’imballaggio in cartone ondulato si conferma come uno dei fenomeni più rilevanti nel panorama del packaging globale. Questo sviluppo è sostenuto con vigore dall’espansione inarrestabile dell’e-commerce e dall’affermazione di modelli economici sempre più orientati alla sostenibilità.

In questo scenario, l’Italia mantiene stabilmente il secondo posto in Europa per produzione di cartone ondulato, posizionandosi subito dopo la Germania e precedendo mercati importanti come Spagna e Francia.

Si tratta di un risultato attribuibile a un comparto solido, innovativo e fortemente orientato alla green economy, trainato da un’elevata capacità di riciclo. I numeri parlano chiaro: nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, superando con largo anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030.

Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale, ha sottolineato l’importanza del settore: “Il comparto del riciclo di carta e cartone rappresenta un elemento di traino fondamentale verso la transizione. La quantità di materiale raccolto e avviato a recupero testimonia una crescita, anche culturale, ormai strutturale. In questo contesto virtuoso Roma fa la sua parte: nell’area metropolitana la raccolta differenziata di carta e cartone nel 2024 ha superato le 258 mila tonnellate, più della somma complessiva delle altre cinque città metropolitane italiane messe insieme, con una crescita del 4,4% rispetto al 2023”.

L’Assessora ha poi aggiunto che i dati provvisori di AMA per il 2025 confermano il trend positivo: nella sola città di Roma sono state raccolte oltre 255 mila tonnellate, pari a circa un terzo della raccolta differenziata totale. “Esistono però ancora margini di crescita. Sarà necessario continuare la collaborazione con Comieco e lavorare su campagne di sensibilizzazione, specialmente considerando come l’e-commerce porti questi imballaggi sempre più a contatto diretto con i cittadini nelle loro case”.

Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici, ha espresso orgoglio per i traguardi raggiunti: “Facciamo parte di una filiera che è un’eccellenza europea. Con la ricerca Ipsos Doxa abbiamo voluto analizzare percezioni e scenari futuri, ascoltando imprese, produttori e consumatori. Ne emerge un quadro chiaro: il cartone ondulato è un materiale sempre più apprezzato e riconosciuto per il suo elevato livello di sostenibilità”.

A rafforzare il concetto è intervenuto Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco: “Nel 2024 oltre nove imballaggi su dieci sono stati riciclati. Dal 1999 al 2024 l’impiego di carta e cartone per il packaging è aumentato del 15%, passando da 4 a 4,7 milioni di tonnellate. Questo percorso ha generato benefici immensi: nello stesso periodo, Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani oltre 2,75 miliardi di euro per l’avvio a riciclo”.

L’indagine Ipsos Doxa, condotta tra ottobre e dicembre 2025, evidenzia la centralità del cartone ondulato nel quotidiano degli italiani. Otto cittadini su dieci dichiarano di conoscerne bene caratteristiche e funzioni.

L’esplosione degli acquisti online ha rafforzato questa familiarità: oltre il 50% dei consumatori interagisce frequentemente con scatole di cartone, un dato particolarmente accentuato tra i giovani adulti e nelle regioni del Nord Italia.

I consumatori si dimostrano inoltre molto attenti ai cambiamenti nelle politiche di packaging delle aziende: più della metà del campione ha notato la progressiva sostituzione di plastica rigida e pluriball con soluzioni in cartone. È inoltre emersa una forte propensione al riutilizzo domestico delle scatole, destinate allo stoccaggio, alle spedizioni private o al mercato dell’usato, segno di una sensibilità crescente verso il riuso prima ancora che verso il riciclo.

Il livello di soddisfazione tra le aziende acquirenti appare estremamente elevato, con una crescita generalizzata degli acquisti di imballaggi in cartone ondulato che, nell’ultimo anno, ha interessato il 57% del campione analizzato in tutti i comparti, dal food & beverage al tessile, fino all’elettronica e all’arredamento.

L’e-commerce rafforza il ruolo degli imballaggi in cartone ondulato nella logistica e nella distribuzione.

Nel settore Business-to-Business emergono in particolare due tendenze dominanti: da un lato la spinta verso la personalizzazione, dove la classica scatola avana viene affiancata da soluzioni su misura sia grafiche che strutturali, considerate un asset strategico per il branding da oltre l’80% delle imprese; dall’altro un processo di sostituzione attiva, che ha visto il 51% delle aziende abbandonare plastica e polistirolo in favore del cartone.

Guardando al futuro, le richieste si concentrano sull’innovazione, con le imprese che ricercano imballaggi più leggeri ma resistenti, modulari e digitalizzati, capaci di contrastare l’over-packaging per ottimizzare sia i costi logistici sia l’impatto ambientale.

La ricerca restituisce l’immagine di un comparto di scatolifici solido e radicato nel territorio, che serve prevalentemente piccole e medie imprese nazionali. Tuttavia, non mancano le sfide. La competizione serrata sui prezzi, la difficoltà nel reperire personale qualificato e il confronto con i grandi gruppi internazionali sono le principali criticità segnalate dai produttori.

In questo scenario, l’innovazione si sta concentrando sull’efficienza produttiva e sulla capacità di offrire soluzioni eco-progettate. Andrea Mecarozzi ha lanciato un monito importante a chiusura del dibattito: “La competizione basata esclusivamente sul prezzo, figlia di una globalizzazione spinta, rischia di far perdere competenze preziose acquisite in anni di ricerca dai nostri imprenditori. Questa dinamica sottrae risorse alle PMI e le distoglie da investimenti fondamentali in innovazione. Per valorizzare il ruolo degli scatolifici è fondamentale la difesa dell’industria nazionale e una collaborazione concreta con le istituzioni, affinché sostengano le piccole e medie imprese che rappresentano un presidio economico e occupazionale vitale per il Paese”.

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