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C&C - March/April 2026 issue

Iperammortamento 2026: Federmacchine chiede tempi certi e regole chiare

Bruno Bettelli: “Il sistema dei beni strumentali necessita di risposte rapide e tutele per il made in UE”. Preoccupazione per i ritardi attuativi e per l’ipotesi di estendere l’incentivo ai beni extra-Unione Europea.

Il comparto dei beni strumentali rappresenta un pilastro della manifattura italiana ed europea.

In una fase in cui il sistema degli incentivi agli investimenti è chiamato a sostenere la competitività del manifatturiero, l’attesa per i provvedimenti attuativi e la chiarezza delle regole restano elementi determinanti per orientare le scelte delle imprese.

È in questo contesto che Federmacchine è intervenuta sul tema dell’iperammortamento 2026, richiamando l’urgenza di tempi certi e l’esigenza di salvaguardare la produzione europea.

È forte la preoccupazione dei costruttori italiani di beni strumentali per il ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi relativi al provvedimento sull’iperammortamento inserito nella Legge di Bilancio 2026, così come per le recenti dichiarazioni del viceministro dell’Economia Maurizio Leo in merito alla possibile estensione delle agevolazioni anche ai beni prodotti al di fuori dell’Unione Europea.

A esprimere la posizione del comparto è Bruno Bettelli, Presidente di Federmacchine, la federazione che riunisce 12 associazioni di categoria in rappresentanza del machinery italiano.

“Le autorità di governo ci avevano assicurato di poter disporre dell’incentivo già da inizio 2026. Purtroppo, però, assistiamo ancora una volta a un allungamento dei tempi che rischia di demotivare il mercato, esattamente come è accaduto in passato”, ha dichiarato Bettelli.

Bruno Bettelli, Presidente Federmacchine: il settore chiede tempi certi e regole chiare per l’attuazione dell’iperammortamento 2026 e per la tutela del Made in UE.

Secondo la federazione, l’assenza di regole operative chiare e definitive mantiene la domanda in una situazione di stallo, in attesa di conoscere modalità applicative e aspetti tecnici dell’iperammortamento, misura che dovrebbe sostenere gli investimenti in beni strumentali.

“In assenza di regole certe la domanda resta ferma in attesa di conoscere modalità, tecnicismi di questo iperammortamento che dovrebbe spingere il mercato italiano a investire e, invece, paradossalmente, in queste condizioni, agisce come un freno, complicando ulteriormente la situazione sulla quale già pesa l’instabilità geopolitica internazionale”.

Alla preoccupazione per i ritardi si aggiunge quella legata all’eventuale eliminazione della clausola del Made in UE, inizialmente prevista come strumento di tutela e promozione della produzione europea.

“D’altra parte – ha continuato il presidente Bettelli – l’eliminazione della clausola del Made in UE, clausola prevista correttamente a tutela e promozione della produzione europea, paventata dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha generato ulteriore sconforto e perplessità tra i costruttori italiani. La limitazione dell’iperammortamento ai soli beni prodotti in UE è infatti segno e strumento di attenzione e salvaguardia per le nostre produzioni”.

La federazione richiama inoltre l’attenzione sul rispetto delle norme tecniche e di sicurezza. “Chiediamo peraltro alle autorità di governo di continuare a vigilare, insieme alle autorità europee, affinché i macchinari extra-UE installati sul nostro territorio rispettino le norme di sicurezza e le certificazioni a cui sono sottoposti i nostri prodotti. Ora più che mai occorre un intervento deciso che dimostri quanto tutto il sistema economico e politico del Paese creda nell’importanza del suo manifatturiero e del manifatturiero europeo”.

Il messaggio che emerge è chiaro: per il comparto dei beni strumentali, che rappresenta un pilastro del sistema manifatturiero nazionale ed europeo, servono tempi certi, regole chiare e strumenti coerenti con l’obiettivo di rafforzare la competitività industriale nel rispetto della qualità e della sicurezza delle produzioni europee.

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