Skip to content

C&C - October 2026 issue

Carer Forklift: potenza, precisione e controllo per la movimentazione della carta

Dai modelli compatti per corsie strette ai carrelli elettrici ad alta portata, Carer sviluppa soluzioni configurate sulle esigenze delle cartiere per movimentare bobine pesanti preservandone integrità e qualità.

Un mezzo Carer (A 180 X) nel sollevamento di una bobina di carta.

Nel settore cartario, la movimentazione delle bobine non è soltanto una questione di peso. Le bobine possono raggiungere diametri e altezze considerevoli e superare le quattro tonnellate, ma la vera sfida consiste nel garantirne uno spostamento preciso e controllato, senza alterarne la superficie, la geometria o la qualità.

Una presa eccessivamente energica, una frenata improvvisa oppure un movimento non perfettamente controllato possono provocare deformazioni e danneggiamenti capaci di compromettere le successive fasi del processo produttivo. Per questo motivo, nelle applicazioni cartarie la movimentazione richiede soluzioni progettate per assicurare precisione, fluidità e massima tutela del prodotto.

A queste esigenze si aggiungono le condizioni operative tipiche delle cartiere e dei magazzini della filiera. Gran parte delle attività si svolge al chiuso, spesso in corsie strette, con ritmi intensi e bobine stoccate a notevoli altezze. In tali contesti, emissioni, rumorosità e manovrabilità diventano elementi determinanti per garantire efficienza e sicurezza.

La pulizia dell’ambiente di lavoro è essenziale per preservare l’integrità del materiale, mentre la riduzione del rumore contribuisce al comfort degli operatori e alla qualità complessiva dell’ambiente produttivo. Al tempo stesso, la configurazione degli spazi richiede mezzi compatti, capaci di operare con precisione in aree ristrette e di raggiungere quote elevate mantenendo stabilità, fluidità e pieno controllo del carico.

La gestione delle bobine richiede quindi un equilibrio preciso tra potenza, controllo e continuità operativa. È necessario combinare un’elevata capacità di sollevamento con ingombri contenuti, prestazioni costanti e un’autonomia adeguata ai ritmi dello stabilimento.

Ogni componente del carrello deve essere progettato in funzione del ciclo produttivo: dalla robustezza del telaio alla visibilità dell’operatore in tutte le direzioni, dalle prestazioni di trazione e sollevamento alla fluidità del sistema idraulico, fino alla scelta delle batterie più adatte a garantire autonomia e affidabilità.

Soltanto un mezzo sviluppato con questa coerenza può assicurare una movimentazione sicura, delicata e costante, preservando l’integrità delle bobine e migliorando l’efficienza dell’intera linea produttiva.

È su questo equilibrio che CARER FORKLIFT ha costruito la propria esperienza nel settore cartario. L’azienda progetta e realizza carrelli elevatori elettrici ad alta portata, con una gamma compresa tra 5,5 e 20 tonnellate, articolata per dimensioni, architettura e prestazioni.

La gamma Carer consente di partire da piattaforme sviluppate per rispondere a differenti necessità operative. I modelli più compatti sono destinati alle applicazioni in corsie strette oppure negli stabilimenti in cui ogni metro disponibile deve essere utilizzato con particolare attenzione. Le versioni di maggiore portata sono invece progettate per movimentare bobine di grandi dimensioni, affrontare applicazioni gravose e sostenere cicli di lavoro prolungati.

Tra le soluzioni dedicate al comparto cartario rientra la serie A 55-60-70 SC, sviluppata per combinare capacità di sollevamento e manovrabilità. La serie AX è invece indicata per la movimentazione di carichi pesanti, in particolare nelle applicazioni all’aperto.

Per i cicli continui e le portate più elevate, la gamma comprende il modello A 160/1200 S. La serie Z 60-80 H² risponde invece alle necessità di chi ricerca un mezzo particolarmente compatto: stretto e corto, ma capace di movimentare carichi importanti raggiungendo elevate altezze di sollevamento.

La scelta del modello rappresenta tuttavia soltanto il punto di partenza. Ogni cartiera presenta flussi, spazi, turnazioni e tipologie di bobine differenti. Per questo Carer affianca alla gamma standard un’attività di progettazione su misura, gestita dallo SPED – Special Engineering Department, il reparto interno dedicato allo sviluppo delle soluzioni speciali.

Il lavoro prende avvio dall’analisi dell’impianto e del ciclo operativo. Gli ingegneri valutano il layout dello stabilimento, le dimensioni dei carichi, le altezze di stoccaggio, i sistemi di presa, i tempi di utilizzo e le condizioni ambientali. Da questa fase nasce una configurazione costruita intorno all’applicazione reale, con interventi che possono interessare la struttura del carrello, la cabina, il montante, il sistema idraulico e le attrezzature.

Nel comparto cartario, la personalizzazione riguarda frequentemente le pinze e le attrezzature destinate alla presa delle bobine. La pressione deve essere sufficiente a garantire sicurezza e controllo del carico, ma deve essere calibrata con precisione per evitare segni, schiacciamenti o deformazioni.

Anche la visibilità riveste un ruolo centrale. Cabine rialzate, abbassate oppure riprogettate in funzione dell’applicazione consentono all’operatore di seguire con maggiore precisione la bobina durante le fasi di presa, trasporto e posizionamento.

Dettaglio di una pinza customizzata per l’applicazione.

Un altro aspetto determinante riguarda la fluidità dei movimenti. La regolazione dell’erogazione della potenza e dei comandi idraulici permette di ottenere accelerazioni progressive, frenate controllate e manovre precise. In questo modo si riducono le sollecitazioni esercitate sulla bobina e si migliora la sicurezza nelle aree in cui mezzi, scaffalature e operatori condividono spazi limitati.

Anche il montante deve rispondere a requisiti specifici. L’impiego di scaffalature elevate consente di aumentare la densità di stoccaggio, ma richiede una struttura rigida e resistente alla torsione. La stabilità deve rimanere costante anche alla massima altezza di sollevamento, limitando le oscillazioni e mantenendo il controllo del carico.

L’alimentazione elettrica completa questo approccio progettuale. Negli ambienti interni, l’assenza di emissioni allo scarico contribuisce a mantenere gli spazi di lavoro puliti e salubri e a proteggere la carta da possibili contaminazioni. La ridotta rumorosità facilita inoltre le attività nei reparti produttivi e nei centri logistici che operano su più turni.

Per garantire la continuità operativa, autonomia e tempi di ricarica devono essere valutati sulla base dei reali cicli di impiego. Le configurazioni possono quindi essere sviluppate per sostenere turni prolungati, ridurre le soste e mantenere prestazioni costanti anche durante le fasi più intense della produzione e della logistica.

L’efficienza energetica non riguarda soltanto la capacità della batteria, ma anche la gestione complessiva dell’energia durante le operazioni di trazione, sollevamento e movimentazione. Il corretto dimensionamento della soluzione permette di utilizzare il mezzo secondo i ritmi effettivi dello stabilimento, evitando sovradimensionamenti e interruzioni non programmate.

L’esperienza maturata in diversi mercati europei ha consentito a Carer di confrontarsi con condizioni operative molto differenti. Nei Paesi nordici, i carrelli elettrici hanno lavorato in climi rigidi e su turni continui, mantenendo produttività e affidabilità. In Europa centrale, alcuni progetti hanno riguardato la sostituzione di flotte alimentate a GPL all’interno di poli logistici, con benefici in termini di sicurezza, riduzione delle emissioni e qualità dell’ambiente di lavoro.

In Italia, l’attenzione si è concentrata sulla movimentazione di bobine di grandi dimensioni, attraverso configurazioni dotate di montanti triplex, batterie LFP e pinze progettate per applicazioni specifiche.

Contesti differenti, ma accomunati dalla medesima esigenza: movimentare carichi pesanti con la delicatezza richiesta dalla carta. La risposta passa attraverso mezzi capaci di unire forza, precisione e continuità operativa, senza rinunciare alla sostenibilità.

Carer affronta questa sfida integrando ampiezza della gamma, competenza progettuale e conoscenza delle applicazioni. Il risultato è un sistema di movimentazione costruito intorno al processo produttivo, adatto agli spazi disponibili e dimensionato in funzione dei ritmi reali dell’azienda.

Per cartiere, trasformatori e operatori logistici, la transizione verso l’elettrico può quindi rappresentare una scelta concreta, legata alla qualità del lavoro, alla tutela del prodotto e all’efficienza dell’impianto. Un percorso che prende avvio dall’analisi delle esigenze operative e si traduce in soluzioni affidabili, silenziose e prive di emissioni allo scarico.

Back