L’UE sta aggiornando la legislazione sulla gestione dei rifiuti per promuovere la transizione verso un’economia circolare, in alternativa all’attuale modello economico lineare. L’obiettivo è contrastare l’aumento dei rifiuti di imballaggio prodotti nell’UE, armonizzando nel contempo il mercato interno degli imballaggi.
Ma cos’è l’economia circolare?
È un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile con il riciclo.
Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo, generando ulteriore valore. In questo contesto si inserisce il riciclo e la riciclabilità del packaging cellulosico che in Italia ha raggiunto risultati molto positivi, fino ad arrivare a un tasso dell’81%, confermando il superamento degli obiettivi UE al 2025 e il progressivo avvicinamento ai target fissati per il 2030.
L’Italia, inoltre, nel 2023 ha registrato un importante risultato: il superamento del 90% del tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici immessi al consumo, oltre l’obiettivo dell’85% fissato dall’UE per il 2030 (fonte dati Comieco, Rapporto Annuale).

Le norme esistenti dell’UE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio riguardano sia la progettazione degli imballaggi, sia la gestione dei rifiuti di imballaggio. Il loro obiettivo è armonizzare le misure nazionali, prevenire la produzione di rifiuti e aumentare il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero. Stabiliscono inoltre i requisiti minimi che gli imballaggi sul mercato dell’UE devono soddisfare.
La direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio (PPWD – direttiva 94/62/ CE) stabilisce misure per prevenire la produzione di rifiuti di imballaggio e per promuovere il riutilizzo degli imballaggi e il riciclaggio e altre forme di recupero dei rifiuti di imballaggio. Stabilisce inoltre i requisiti che tutti gli imballaggi immessi sul mercato dell’UE devono soddisfare. Queste disposizioni sono concepite per ridurre lo smaltimento dei rifiuti di imballaggio e promuovere un’economia più circolare. Tra le norme armonizzate in applicazione alla Direttiva 94/62/ CE relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio la UNI EN 13430 definisce in particolare i requisiti che devono possedere gli imballaggi per permettere il recupero mediante processi di riciclo dei materiali di cui si compongono.
Nell’ambito del Green Deal europeo e del nuovo piano d’azione per l’economia circolare, la Commissione europea ha presentato una revisione della PPWD (Packaging and Packaging Waste Regulation) nel novembre 2022. L’obiettivo dell’iniziativa è garantire che tutti gli imballaggi siano riutilizzabili o riciclabili in modo economicamente fattibile entro il 2030. L’obiettivo è rafforzare i requisiti essenziali per gli imballaggi per garantirne il riutilizzo e il riciclaggio, e sono previste tra l’altro anche misure per contrastare l’eccesso di imballaggi e ridurre i rifiuti di imballaggio.
Cosa si intende per riciclabilità degli imballaggi
In Italia la norma di riferimento per la riciclabilità dei materiali prodotti a prevalenza cellulosica è la UNI 11743 per la determinazione dei parametri di riciclabilità. La norma definisce come riciclabilità degli imballaggi a base cellulosica “la capacità del prodotto di essere lavorato in maniera efficace ed efficiente dal punto di vista tecnologico ed economico, al fine di riutilizzare le fibre cellulosiche in esso contenute attraverso le tecnologie di produzione della carta attualmente più diffuse per la lavorazione della carta da riciclare”.
Nella proposta del nuovo Regolamento PPWR la riciclabilità viene definita come “la valutazione della compatibilità dell’imballaggio con la gestione e il trattamento dei rifiuti fin dalla progettazione, in base alla raccolta differenziata, alla cernita in flussi separati, al riciclaggio su larga scala e all’uso di materiali riciclati per sostituire le materie prime primarie negli imballaggi nuovi”.
Le prove da effettuare per valutare se un imballaggio è “riciclabile”
La norma UNI 11743 specifica un metodo per determinare i parametri più significativi ai fini della valutazione della riciclabilità su scala di laboratorio di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica, simulando alcune delle fasi principali dei processi industriali di lavorazione della carta da riciclare al fine di produrre nuova carta e cartone.
Oltre alla norma UNI 11743, in Italia è presente il Sistema di valutazione Aticelca 501:2023 e il relativo marchio “Riciclabile con la carta – Aticelca® 501”. A livello europeo, è stato pubblicato da CEPI (Confederation of European Paper Industries) il CEPI recyclability laboratory test method, aggiornato nel 2022.
Alla riciclabilità del prodotto si affianca il concetto di “separabilità”
Le componenti non cartacee di un imballaggio a prevalenza cellulosica, infatti, qualora non possano essere separate manualmente dall’utente finale, influiscono negativamente sulla qualità del materiale in ingresso ai processi di riciclo, abbassando il grado di riciclabilità del riciclo stesso.

Il metodo di prova Aticelca 502 del 2022 è un metodo per valutare quando i costituenti cartacei e i costituenti non cartacei di materiali e prodotti, inclusi gli imballaggi, siano tra loro separabili manualmente con sufficiente facilità ed efficacia da parte dei cittadini. Il metodo è applicabile a tutti i materiali e prodotti composti da due o più costituenti in cui almeno uno di essi è a prevalenza cellulosica (carta e cartone) e possa essere avviato a riciclo nella carta nel rispetto delle disposizioni nazionali e comunali vigenti.
Può quindi essere uno strumento utile a consentire e promuovere l’ecodesign, in termini di progettazione di manufatti che possano essere meglio separati per essere avviati alla raccolta differenziata nelle loro diverse componenti riciclabili. Per quanto riguarda i test di riciclabilità Lifeanalytics Ecol Studio è in grado di effettuare analisi di riciclabilità dei packaging secondo la norma UNI 11743 e il Metodo di Prova CEPI.
Riciclabilità, separabilità e gestione del rifiuto, tra riciclo e riuso
La normativa complessa e articolata, e non di sempre facile lettura, pone degli obiettivi piuttosto ambiziosi. In questo contesto Lifeanalytics Ecol Studio sta continuamente aggiornando competenze e conoscenze per supportare, attraverso strumentazione avanzata, i propri clienti, con la volontà di essere sempre il partner di fiducia su analisi consulenza e aggiornamento normativo con un focus dedicato a tutta l’industria cartaria che segue, con la sua struttura di Lucca, da più di 40 anni.
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