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C&C - October 2024 issue

La sostenibilità nel settore delle cartiere: innovazione e responsabilità ambientale

L’industria cartaria è un settore strategico, fondamentale per l’economia nazionale e ad alto consumo energetico. La sua dipendenza dal gas naturale e l’elevato fabbisogno di energia termica la rendono uno dei principali settori “hard to abate”, ovvero quei settori industriali particolarmente difficili da decarbonizzare o riconvertire.

Impianto fotovoltaico realizzato da Renovit.

by: Renovit SpA

L’aumento dei costi dell’energia negli ultimi anni ha messo in luce la necessità per le aziende energivore di intervenire su due fronti: l’autoproduzione e il risparmio energetico. Tuttavia, le sfide del comparto cartario sono ben più ampie. Il settore delle cartiere deve infatti sostenere un continuo processo di innovazione, implementando programmi che permettano di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, coniugando la sostenibilità ambientale con quella economica delle attività produttive.

Ogni azienda deve definire un proprio programma di evoluzione per mantenere la competitività, sviluppando processi efficienti e prodotti innovativi che rispondano alle esigenze dei clienti e contribuiscano al conseguimento di ambiziosi target di riduzione delle emissioni.

Renovit, società di Snam e CDP Equity attiva nell’efficienza energetica, si propone come partner per le imprese impegnate a sviluppare percorsi di sostenibilità. Attraverso il programma Soluzione NetZero, progettato per ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali, offre un servizio di consulenza che aiuta le imprese non solo a definire il loro attuale profilo di sostenibilità – utilizzando strumenti come Ecovadis e B Impact Assessment – ma anche a sviluppare il miglior percorso da seguire, basato sui gap identificati.

La società vanta una lunga esperienza nel settore cartario e ha collaborato con diversi clienti, sviluppando un know-how distintivo sulle tematiche di risparmio energetico. Il tema ambientale, in particolare, rappresenta una priorità assoluta per queste aziende, per le quali è necessario sviluppare analisi specifiche energetiche ed emissive attraverso l’elaborazione di diagnosi energetiche e/o carbon footprint di organizzazione o prodotto.

Attraverso queste analisi è possibile ottenere una fotografia dettagliata dello status quo e individuare il potenziale miglioramento raggiungibile mediante l’implementazione di un piano d’azione focalizzato sugli aspetti ambientali, definendo un percorso di decarbonizzazione a breve o mediolungo termine.

Ad esempio, utilizzando la metodologia scientifica promossa da SBTi, è possibile stabilire obiettivi specifici da raggiungere e studiare soluzioni tecnologiche e di efficienza da implementare.

Renovit, inoltre, supporta le imprese nel rispondere alle evoluzioni normative, come ad esempio la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), obbligo recentemente introdotto, che richiede alle aziende di rendicontare le loro pratiche di sostenibilità in modo più trasparente e dettagliato, andando ad analizzar aspetti ambientali, sociali e di governance (ESG).

L’entrata in vigore della Direttiva CSRD, avvenuta il 5 gennaio 2023, impone alle imprese di divulgare, con differenti tempistiche che dipendono dalle dimensioni dell’azienda, informazioni relative a rischi, opportunità, obiettivi e impatti legati alle questioni ESG. Nello specifico, le società quotate con oltre 500 dipendenti dovranno pubblicare il report da gennaio 2025 con riferimento all’anno fiscale 2024, le grandi società non quotate dovranno procedere dal mese di gennaio 2026 (con riferimento all’anno fiscale 2025).

Le PMI quotate sui mercati finanziari avranno l’obbligo di pubblicazione dal 2027, con riferimento all’anno fiscale 2026. Infine, le società extra-europee con fatturato minimo di 150 milioni di euro nell’UE dovranno pubblicare il Bilancio di Sostenibilità da gennaio 2029 con riferimento all’anno fiscale 2028. Gli obblighi principali della CSRD per le aziende del settore cartario includono: rendicontazione dettagliata, ossia fornire dati precisi sul consumo energetico, emissioni di CO2, gestione delle risorse idriche e altri impatti ambientali; definizione di obiettivi di sostenibilità chiari per la riduzione delle emissioni e il miglioramento dell’efficienza energetica; garanzia di trasparenza e verificabilità delle informazioni riportate, favorendo la fiducia dei consumatori e degli investitori.

La sede di Renovit a Milano.

Ma la CSRD è per molte aziende del settore anche l’occasione per adottare pratiche innovative per migliorare la propria strategia di sostenibilità, come ad esempio l’ottenimento di certificazioni ambientali come la FSC (Forest Stewardship Council) e la PEFC (Programme for the Endorsement of Forest Certification), che garantiscono una gestione sostenibile delle foreste; o l’adozione di buone pratiche relative al riciclaggio e il riutilizzo, ad esempio attraverso l’aumento della percentuale di carta riciclata utilizzata nei processi produttivi.

Divulgare i propri impegni in ottica di trasparenza e rendicontare le performance di sostenibilità è fondamentale. Sebbene la CSRD renda obbligatoria questa rendicontazione per alcuni soggetti, per altri rimane volontaria ma offre comunque vantaggi significativi, migliorando le performance sul mercato grazie alla dimostrazione di impegno e trasparenza. Trasformare le sfide ambientali in opportunità di innovazione è la chiave per garantire la prosperità delle aziende e dei territori.

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