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C&C - November / December 2024 issue

La congiuntura a Lucca nel terzo trimestre 2024

Produzione industriale, ordini e previsioni nel settore manifatturiero.

by: Confindustria Toscana Nord

Secondo le più recenti previsioni del FMI, la crescita economica globale sarebbe modesta fra il 2024 e il 2025 (+3,2%), con un ribilanciamento a favore degli Stati Uniti che compenserebbe la minor crescita attesa per le maggiori economie europee.

Fattori quali la frammentazione crescente delle catene di produzione e distribuzione, i conflitti in corso e la moltiplicazione degli eventi atmosferici estremi dovrebbero incidere negativamente soprattutto sulle economie dei Paesi emergenti e in via di sviluppo, mentre la crescita della domanda per semiconduttori e gli investimenti nel nascente campo dell’intelligenza artificiale dovrebbero spingere al rialzo la crescita dei Paesi asiatici emergenti.

Il processo di disinflazione prosegue in modo più spedito nelle economie avanzate, nonostante il livello ancora elevato nel settore dei servizi. Nell’area Euro, secondo l’ultimo rapporto previsionale della Commissione Europea, la crescita si fermerebbe a +0,8% e +1,5% rispettivamente nel 2024 e 2025, un livello particolarmente basso, anche se in accelerazione rispetto al +0,5% del 2023.

Nell’Unione Europea l’espansione economica si è interrotta alla fine del 2022 e da allora l’attività è rimasta stagnante, sullo sfondo dell’inasprimento della politica monetaria, del calo del potere d’acquisto delle famiglie, del crollo della domanda esterna e del ritiro graduale degli incentivi erogati come contrasto alla pandemia.

Tuttavia, secondo le valutazioni della Commissione, esistono le condizioni per una graduale accelerazione dell’attività, che dovrebbe essere sostenuta dalla crescita dei consumi, grazie al miglioramento dei salari reali e dei livelli elevati di occupazione. Nonostante i margini di profitto in calo, gli investimenti dovrebbero beneficiare delle migliori condizioni di credito e della realizzazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza.

In Italia, la crescita economica nel 2023 ha sorpreso in positivo, arrivando a +0,9% nonostante il livello proibitivo dei tassi di interesse e l’inflazione elevata. Secondo l’analisi del Centro Studi Confindustria, una crescita all’incirca doppia rispetto all’area Euro è stata possibile grazie a fattori come l’espansione degli investimenti, trainati dagli incentivi al settore delle costruzioni, cui si è progressivamente aggiunto e quindi in parte sostituito il recupero nel settore dei servizi – con il turismo in prima fila – cui si è rivolta la spesa delle famiglie, rimasta elevata nonostante la contrazione del reddito reale.

In prospettiva, la crescita dell’economia italiana dovrebbe poter contare sul miglioramento della domanda globale, con un impulso positivo proveniente dalle esportazioni, su tassi di interesse sensibilmente inferiori e un livello di inflazione inferiore rispetto alla media dell’area Euro, che dovrebbe favorire il recupero della capacità di spesa delle famiglie.

Infine, l’attuazione del PNRR che, sulla base della tempistica prevista, corrisponderebbe a una spesa aggiuntiva pari a circa due punti di PIL all’anno, fra il 2024 e il 2025. Tali fattori positivi dovrebbero più che controbilanciare il freno rappresentato dai costi energetici strutturalmente superiori in Italia rispetto ai maggiori concorrenti, l’emergere di strozzature a livello globale nel sistema dei trasporti, il trend demografico negativo e la maggior chiusura degli scambi internazionali.

La discesa dei livelli produttivi dell’area di Lucca – che dura all’incirca dall’inizio dell’anno passato – è proseguita nel terzo trimestre del 2024 in modo simile al contesto nazionale. In particolare, sulla base dei dati disponibili, nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, la frenata dovrebbe essere stata di entità molto vicina alla media Italiana (-2,6% tendenziale in Italia, -2,4% nell’area).

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Gli stessi dati mostrano invece una frenata un pò inferiore per l’area durante i primi 9 mesi dell’anno. Infatti, tra la fine dell’anno scorso (ultimo trimestre del 2023) e il terzo trimestre del 2024, l’indice destagionalizzato della produzione è diminuito soltanto del -1,6%, circa la metà dell’indice italiano.

Nel 2024 il peggioramento è stato quindi contenuto, specialmente se si tiene conto del contesto complessivamente recessivo all’interno del quale si colloca il terzo trimestre. La carta-cartotecnica mostra un andamento complessivamente stabile (+0,8% tendenziale, -0,1% destagionalizzato nei primi 9 mesi), con dinamiche che sembrano generalmente migliori rispetto alla media italiana dello stesso settore.

Nel comparto metalmeccanico l’importo degli ordini acquisiti ha leggermente accelerato in media nei primi 9 mesi (+1,3% destagionalizzato), grazie alla metallurgia e prodotti in metallo, soprattutto per la crescita degli ordini esteri (+8,2% destagionalizzato nei primi 9 mesi).

La cartacartotecnica mostra invece una leggera frenata per il valore degli ordini acquisiti nei primi nove mesi, forse da spiegare anche tenendo conto dell’evoluzione recente dei prezzi di vendita, vista la stabilità dei livelli produttivi. Non sono attese correzioni nei prossimi mesi.

Nel terzo trimestre 2024, la produzione industriale in provincia di Lucca ha proseguito la fase di crescita, rispetto allo stesso periodo del 2023 (+1,6%), sui livelli del trimestre precedente, ma facendo nuovamente meglio dell’Italia – che ha chiuso il trimestre a -2,6% – e dell’area Lucca Pistoia Prato (-2,4%). Si è registrato infatti un aumento congiunturale della produzione di mezzo punto percentuale.

L’andamento dell’attività manifatturiera è stato accompagnato da un lieve calo della raccolta ordini componenti (-0,5% in valore dall’estero, rispetto al terzo trimestre 2023 e -0,6% sul fronte interno); in termini destagionalizzati, il portafoglio complessivo si è ridotto di poco (-0,3%) sul secondo trimestre 2024, in seguito ad una diminuzione su entrambi i fronti.

La produzione del settore cartario ha proseguito all’insegna del rallentamento concludendo il terzo trimestre con una crescita del +1,6% sul 2023 (era +7,2% la rilevazione precedente), con un calo congiunturale del 2,3% rispetto al secondo trimestre 2024 (dati destagionalizzati).

Il valore della raccolta ordini è risultato in lieve calo rispetto sia al 2023, che sul trimestre precedente (-0,5%). Le previsioni delle imprese per il quarto trimestre 2024 indicano aspettative di una lieve ripresa della produzione e degli ordini interni. Anche sul fronte estero è atteso un incremento degli ordinativi, ma più contenuto.

I prodotti in metallo e la metallurgia, dopo il calo di produzione del primo semestre 2024, hanno chiuso il terzo trimestre 2024 con un aumento tendenziale del 3,3% e una crescita congiunturale dell’1,5%. E’ inoltre cresciuto tendenzialmente nel terzo trimestre il valore del portafoglio ordini, meglio nella componente estera, con un progresso del 16,3%.

Le previsioni sui livelli produttivi per il trimestre ottobre-dicembre 2024 sono stabili, tuttavia si segnala un lieve calo delle aspettative per gli ordinativi in arrivo (+2,5) sia dall’Italia che dall’estero.

Nell’elettromeccanica, che in provincia di Lucca comprende i produttori di macchine per l’industria cartaria, la produzione del periodo luglio-settembre 2024 è calata sul 2023 dello 0,2% ma ha recuperato rispetto al trimestre precedente (+0,6%, in termini destagionalizzati), denotando oscillazioni che nel complesso sembrano riflettere un andamento delle attività abbastanza regolare.

Il valore della raccolta ordini del terzo trimestre ha registrato una dinamica in lieve calo a fronte di una diminuzione tendenziale della raccolta estera (-6,3%) e un lieve calo di quella interna. Gli ordinativi sono invece cresciuti a livello congiunturale sull’estero (+1,3%).

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