La produzione di tissue è un settore in cui l’industria cartaria italiana è rinomata per le sue innovazioni. Un esempio ben noto è Lucart, fondata dai fratelli Pasquini nel 1953 come Cartiera Lucchese. In tempi più recenti, Lucart si è espansa in gran parte dell’Europa, mantenendo allo stesso tempo una solida base in Italia, dove gestisce diversi stabilimenti che producono carta tissue, tessuto non tessuto e carta da imballaggio. Uno di questi stabilimenti è quello di Diecimo, vicino a Lucca, che opera con tre macchine continue e produce 100.000 tonnellate all’anno di tissue, che il gruppo converte in carta igienica, asciugatutto, tovaglioli, fazzoletti e asciugamani.
La cartiera è un fiore all’occhiello di Lucart e ha fatto parlare di sé, tra l’altro, per l’innovazione. Ad esempio, Diecimo ricicla i cartoni per bevande del tipo Tetra Pak® trasformandoli in nuova carta, dispenser per prodotti igienici e pallet di plastica.
Il Direttore tecnico dell’azienda, Maurizio Giordano, sottolinea che “solo tre stabilimenti di carta tissue in Europa possono farlo, e Lucart ne gestisce due”. La cartiera sta investendo anche in energia solare, che presto dovrebbe fornire circa il 7% del suo fabbisogno energetico. È ovvio che Lucart dedichi tempo, attenzione, denaro e sforzi alla tecnologia di alto profilo.

Ovviamente tutte le cartiere – anche quelle che fanno notizia – devono dedicarsi comunque a cose basilari. E una delle aree meno affascinanti della cartiera è l’impianto per il trattamento dei fanghi nel sistema di scarico. Non è insolito che uno stabilimento lasci funzionare le attrezzature per il trattamento dei fanghi per molti anni, con una manutenzione minima.
Come osserva Franco Pichler, Global Product Manager Screw Press Service di ANDRITZ, quasi tutte le cartiere hanno una cosa in comune: “Quando una parte della cartiera non crea problemi, nessuno le presta molta attenzione”.
È quello che è successo a Diecimo, dopo l’installazione della pressa a vite per fanghi nel 1995. Quando ANDRITZ l’ha ristrutturata nell’ottobre 2023, aveva quasi 30 anni e in tutto questo tempo “abbiamo effettuato la manutenzione solo due volte, solo per assicurarci che continuasse a funzionare in modo sicuro” – spiega Maurizio Giordano.
È ora di agire
Alla fine, però, si è resa necessaria una manutenzione più ampia e completa. Come spiega Riccardo Chiesa, Responsabile dell’impianto di trattamento degli scarichi di Diecimo: “Abbiamo notato che un cestello presentava una grossa perdita nell’area ad alta pressione della pressa a vite e, dopo averlo smontato, abbiamo scoperto che la vite era estremamente usurata e che un lato del cassone presentava una grossa fessura, che perdeva molto. Così abbiamo deciso di ripararlo”.
Diecimo ha investito in una ristrutturazione completa della pressa a vite per fanghi, per riportarla allo stato dell’arte. Con questa ristrutturazione si è eliminato il rischio di guasti a breve termine o la necessità di sostituire completamente l’unità nel prossimo futuro.
Tobias Prügger, Project Supervisor di ANDRITZ spiega: “Diecimo ci ha confermato che ora funziona meglio, e lo possiamo vedere dai valori migliorati delle prestazioni d’esercizio”. Riccardo Chiesa conferma che “la ristrutturazione è stata fatta bene e il problema è stato risolto con successo”. Maurizio Giordano è d’accordo: “Siamo soddisfatti del lavoro svolto da ANDRITZ”.
Vicini e flessibili
Per Diecimo, un altro requisito principale del progetto era la flessibilità. Erika Sboarina, Responsabile vendite ANDRITZ spiega: “In questo caso, abbiamo eseguito il servizio in loco, il che significa che non era necessario che la cartiera inviasse la macchina in Austria, e questo ci ha consentito di adattarci ai tempi della cartiera in modo flessibile.

Sapevamo che la ricostruzione sarebbe durata cinque giorni, ma per un po’ di tempo non abbiamo saputo le date esatte, perché dipendevano dalle condizioni di mercato e di produzione. Alla fine, il progetto è stato concordato e definito in agosto e consegnato in ottobre”.
Ciò significa che Diecimo ha potuto far eseguire il lavoro durante i tempi di inattività annuali previsti e – come osserva Riccardo Chiesa – “in questo modo siamo riusciti a evitare qualsiasi perdita di produzione”. Erika Sboarina afferma: “Questo è un tipico esempio di come ANDRITZ lavori in modo flessibile. Possiamo muoverci rapidamente, quando la cartiera ne ha bisogno, inviando solo uno o due esperti o un intero team”.
Maurizio Giordano di Lucart conferma: “Conosco Erika da molti anni. È un ingegnere sempre disponibile per consulenze su qualsiasi aspetto della nostra attività. È una persona su cui possiamo contare”. Riccardo Chiesa aggiunge: “Lavoriamo bene con ANDRITZ. Oltre alla loro indubbia professionalità, sono sempre disponibili quando ne abbiamo bisogno”.
Questo non solo perché ANDRITZ ha la sua sede centrale nel paese confinante con l’Italia, l’Austria, ma in Italia stessa ha più di una dozzina di esperti solo per la cellulosa e la carta. L’Italia è anche la sede delle aziende tecnologiche per il settore cartario, ANDRITZ Novimpianti e ANDRITZ Bonetti e c’è una rappresentanza di ANDRITZ Fabrics and Rolls.


Una cosa tira l’altra A Diecimo sembra che questo progetto della pressa a vite per fanghi relativamente piccolo possa dare il via a nuove collaborazioni. Riccardo Chiesa sottolinea che “abbiamo già lavorato insieme ad altri progetti di ottimizzazione”.
Inizialmente si tratta di ugelli per l’acqua della tavola a gravità e di supporti per le raschie; le possibilità future potrebbero includere un sistema METRIS AddIQ RheoScan per misurare la viscosità dei fanghi e forse anche ottimizzare il consumo di flocculanti. In precedenza, Diecimo limitava la consistenza/secchezza dei fanghi, per evitare di ostruire i fori di disidratazione, ma Franco Pichler di ANDRITZ ha fatto presente che si potrebbe evitare questo aspetto modificando l’albero della vite. In questo modo si potrebbe risparmiare denaro aumentando la consistenza e quindi riducendo il volume dei fanghi da smaltire.
Lucart e ANDRITZ stanno discutendo questa opzione. Maurizio Giordano afferma: “Potrebbe essere una possibilità, a seconda della rapidità con cui sarà possibile ripagare i costi (dei flocculanti e dell’ottimizzazione dell’albero della vite), sotto forma di volumi di fango inferiori. Potrebbe essere un buon miglioramento”.
PROGETTO PRESSA A VITE PER FANGHI LUCART DIECIMO REALIZZATO DA ANDRITZ
- Ristrutturazione della pressa a vite per fanghi ANDRITZ SCS1408.
- Nuovi segmenti di usura.
- Nuove piastre del vaglio ad alta pressione.
- Nuovo albero del vaglio.
- Nuove piastre terminali.
- Nuovo corpo piastre.
- Due nuove alette (una installata, una di riserva).




