L’Assemblea Nazionale dell’Associazione Italiana Scatolifici (AIS), appuntamento di riferimento per il comparto degli scatolifici trasformatori e degli imballaggi in cartone ondulato, ha riunito imprese, istituzioni e stakeholder per analizzare l’evoluzione del mercato, il quadro normativo europeo e le prospettive future del settore.
L’incontro ha confermato ancora una volta il ruolo strategico degli scatolifici trasformatori italiani all’interno della filiera industriale nazionale. Un comparto costituito da circa 300 imprese, prevalentemente PMI a capitale italiano e a gestione familiare, fortemente radicate nei territori e capaci di coniugare qualità produttiva, flessibilità operativa, innovazione tecnologica e capacità di adattamento ai cambiamenti del mercato.
Nel corso dei lavori è emerso come, nonostante uno scenario internazionale ancora caratterizzato da instabilità economica, tensioni geopolitiche e pressione sui costi energetici, il settore continui a dimostrare una significativa resilienza industriale, sostenuta dal forte legame con il territorio e dalla tipica capacità imprenditoriale delle piccole e medie imprese italiane.
Uno dei temi centrali dell’Assemblea è stato quello della sostenibilità della filiera del cartone ondulato, considerata oggi uno dei principali punti di forza competitivi del comparto. Il cartone ondulato si conferma infatti tra gli imballaggi più virtuosi sotto il profilo ambientale, grazie a un tasso di riciclo pari al 92,5%, già superiore agli obiettivi europei previsti per il 2030.
L’Italia mantiene inoltre una posizione di assoluto rilievo nel panorama europeo del cartone ondulato, risultando il secondo produttore continentale dopo la Germania e davanti a Spagna e Francia. Una leadership sostenuta anche dall’elevato utilizzo di materia prima riciclata, che copre circa l’85% della produzione nazionale, mentre il restante 15% è costituito da fibra vergine proveniente da foreste gestite secondo rigorosi sistemi di certificazione e tracciabilità.
Questi elementi stanno contribuendo a rafforzare il ruolo del cartone ondulato nei processi di transizione verso modelli produttivi sempre più circolari e sostenibili. In particolare, il comparto sta beneficiando della crescente sostituzione di materiali a maggiore impatto ambientale, come la plastica, soprattutto nei settori dell’e-commerce, dell’agroalimentare e della logistica distributiva.
Nel dibattito è emerso come il packaging in cartone ondulato stia progressivamente assumendo una funzione sempre più ampia rispetto al semplice contenimento del prodotto. Oggi l’imballaggio viene considerato uno strumento essenziale per garantire continuità produttiva, efficienza logistica, protezione delle merci, comunicazione del brand e sostenibilità ambientale lungo tutta la supply chain.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’analisi delle nuove normative europee che interesseranno direttamente il settore nei prossimi anni. In particolare, il confronto si è concentrato sul nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR) e sul Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), considerati elementi destinati a influenzare in modo significativo l’organizzazione produttiva, gestionale e documentale delle imprese.
Se da un lato tali regolamenti vengono considerati un’opportunità per valorizzare ulteriormente gli imballaggi in cartone ondulato rispetto ad altri materiali, dall’altro emergono preoccupazioni legate alla crescente complessità normativa e ai costi necessari per l’adeguamento delle imprese, in particolare delle PMI.

“Il nostro settore è parte di una filiera virtuosa in termini di riciclo, utilizzo di materia prima seconda e buone pratiche di progettazione e questi Regolamenti, in particolare il PPWR, genereranno molte opportunità per gli imballaggi in cartone ondulato. Sono però da considerare gli impatti delle complessità normative e dei costi per gli adeguamenti sulle nostre imprese. Stiamo lavorando con le istituzioni nazionali ed europee per sottolineare queste criticità e richiedere supporti concreti alle nostre PMI”, ha dichiarato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.
Nel corso dell’Assemblea sono stati inoltre presentati i risultati della ricerca Ipsos Doxa realizzata per AIS, che ha offerto una fotografia aggiornata del mercato degli imballaggi in cartone ondulato dal punto di vista dei consumatori, delle aziende utilizzatrici e dei produttori.
Dallo studio emerge un livello molto elevato di familiarità del consumatore italiano con il cartone ondulato: circa 8 italiani su 10 dichiarano infatti di conoscere il materiale e le sue caratteristiche, mentre oltre il 50% afferma di interagire frequentemente con imballaggi in cartone ondulato, anche grazie alla forte crescita dell’e-commerce e delle spedizioni legate agli acquisti online.
Ricerca Ipsos Doxa sul cartone ondulato
La ricerca evidenzia inoltre una crescita concreta della domanda di imballaggi in cartone ondulato da parte delle imprese. Il 57% delle aziende intervistate ha dichiarato di aver aumentato il ricorso a questo tipo di packaging nell’ultimo anno, mentre il 51% ha sostituito altri materiali – in particolare la plastica – con soluzioni a base carta e cartone.

Emergono inoltre nuovi driver di sviluppo destinati a influenzare il mercato nei prossimi anni. Oltre 8 aziende su 10 considerano infatti sempre più importante la personalizzazione del packaging, mentre cresce l’attenzione verso sostenibilità ambientale, ottimizzazione logistica, riduzione dell’over-packaging ed efficienza distributiva.
L’Assemblea ha inoltre evidenziato come gli scatolifici trasformatori rappresentino oggi un tassello fondamentale del sistema manifatturiero italiano, grazie alla loro capacità di fornire soluzioni altamente personalizzate e integrate con le esigenze produttive dei clienti.
“I dati della nostra ricerca ci confermano che è arrivato il momento di fare un salto di posizionamento: l’imballaggio in cartone ondulato non è più una ‘semplice commodity’ ma una infrastruttura abilitante per la continuità produttiva, la sicurezza dei prodotti, l’efficienza distributiva, la comunicazione e la transizione ecologica dell’economia. Questo aiuterà anche a rafforzare la rilevanza del comparto nel dialogo con le istituzioni e gli stakeholder strategici”, ha concluso Andrea Mecarozzi.
In questo scenario, il comparto del cartone ondulato si prepara ad affrontare i prossimi anni puntando su sostenibilità, innovazione e capacità di adattamento alle nuove esigenze normative e di mercato. La combinazione tra elevati livelli di riciclo, forte radicamento industriale, specializzazione tecnica e crescente domanda di packaging sostenibile rappresenta oggi uno dei principali elementi di forza della filiera italiana degli scatolifici trasformatori.



