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C&C - May/June 2025 issue

Gli scatolifici italiani tra sfide e opportunità per il futuro

L’Associazione Italiana Scatolifici ha presentato i risultati dell’indagine interna sullo stato del comparto nel 2024 e le prospettive per il 2025.

A fine maggio, l’Associazione Italiana Scatolifici ha reso noti i risultati della sua più recente indagine interna, offrendo un’analisi dettagliata sulla condizione attuale e sulle prospettive evolutive del settore degli scatolifici trasformatori.

Il focus dell’indagine è stato al centro dell’incontro pubblico dal titolo “Gli scatolifici italiani nel 2024 tra sfide e opportunità per il futuro”, che ha visto la partecipazione del Presidente dell’Associazione Andrea Mecarozzi e del Vicepresidente Giorgio Bramezza.

L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto in un contesto che, pur segnato da un’annata complicata sotto il profilo economico, mostra segnali di ripresa e di orientamento verso una maggiore collaborazione tra le imprese e una sempre più decisa attenzione alla sostenibilità.

Dall’indagine emerge un comparto che, nonostante le difficoltà del 2024, dimostra capacità di tenuta e adattamento. Il 64,7% degli scatolifici ha dichiarato un calo di fatturato rispetto al 2023, mentre il 13,7% ha registrato stabilità e il 21,6% segnala una crescita. Per il 2025 prevale un cauto ottimismo: il 37,3% delle aziende prevede un incremento del fatturato, il 35,3% si attende stabilità e solo il 27,4% teme un ulteriore arretramento.

Interessante il quadro dimensionale delle imprese del settore, che si distribuiscono in maniera equilibrata: il 28% delle aziende ha un fatturato fino a 3 milioni di euro, un altro 28% tra 3 e 6 milioni, il 17% tra 6 e 10,5 milioni e il restante 27% supera i 10,5 milioni di euro. L’analisi dei volumi di cartone ondulato trasformato, parametro strettamente legato all’andamento economico, conferma le tendenze rilevate: circa il 50% degli scatolifici ha ridotto le quantità lavorate nel corso del 2024, l’11,8% ha mantenuto gli stessi volumi dell’anno precedente e un 40% circa ha registrato un incremento. Guardando al 2025, il 35,3% prevede una sostanziale stabilità, mentre il 29,4% si aspetta una crescita, seppur contenuta, fino al 5%.

Dal punto di vista produttivo, il Casemaker/Slotter – Fustellatore Rotativo viene indicato dall’88,2% delle aziende come la macchina a maggiore incidenza sul fatturato. Un dato che evidenzia la centralità della scatola americana, che continua a rappresentare la tipologia di imballaggio prevalente, evolutasi nel tempo da semplice contenitore anonimo a strumento di comunicazione, grazie anche all’impiego sempre più diffuso delle moderne tecnologie di stampa su cartone ondulato.

In termini di mercati serviti, il settore agroalimentare si conferma il principale ambito di sbocco, che, unito al comparto delle bevande, rappresenta quasi il 60% della domanda. Seguono a distanza i comparti dell’arredamento e dell’idrotermosanitario, oltre al settore automobilistico e meccanico.

Sul fronte gestionale, le sfide principali che gli scatolifici prevedono di affrontare nel 2025 riguardano la difficoltà nel reperire personale qualificato, la gestione delle risorse umane, la concorrenza sempre più aggressiva – sia da parte dei grandi gruppi integrati che da parte delle realtà non integrate – e l’aumento generalizzato dei costi.

Quest’ultimo rappresenta un nodo particolarmente critico, in quanto la difficoltà nel trasferire gli aumenti delle materie prime lungo la filiera rischia di comprimere ulteriormente i margini operativi delle imprese.

L’indagine ha inoltre approfondito le dinamiche legate alle nuove richieste del mercato, mettendo in luce un netto incremento nella domanda di cartone certificato secondo le principali catene di custodia forestale (FSC, PEFC) e di imballaggi realizzati con percentuali più elevate di materiale riciclato. Un’evidenza che conferma la crescente sensibilità del comparto verso modelli produttivi sostenibili e circolari, in linea con le attese della clientela e con i futuri orientamenti normativi europei.

Proprio in questo scenario, si sta affermando un’opportunità concreta rappresentata dalla sostituzione di materiali alternativi – in primis la plastica – con soluzioni a base carta: il 47,1% degli scatolifici coinvolti nell’indagine ha già colto occasioni di business legate a questa tendenza, che si prevede in ulteriore accelerazione grazie all’entrata in vigore, nei prossimi anni, del Regolamento Europeo Imballaggi (PPWR).

Parallelamente, il tema della collaborazione tra imprese emerge come elemento strategico per affrontare in modo più solido e strutturato un mercato sempre più competitivo: la creazione di sinergie tra scatolifici trasformatori viene considerata una leva fondamentale per rafforzare la posizione delle imprese, contenere i costi, condividere risorse e generare nuove opportunità di sviluppo.

“I risultati dell’indagine confermano che il nostro comparto è in continua trasformazione, chiamato ad affrontare sfide sempre più complesse, ma capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti e di cogliere nuove opportunità” – ha commentato Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici. “Nonostante le difficoltà congiunturali, le nostre imprese dimostrano ogni giorno resilienza, spirito imprenditoriale e una crescente attenzione ai temi dell’innovazione e della sostenibilità. Emerge con chiarezza anche la consapevolezza che fare rete sia un fattore strategico, non più solo auspicabile ma necessario. È un dato che ci incoraggia e che conferma la validità del lavoro svolto finora dall’Associazione nel promuovere coesione, rappresentanza e visione condivisa”.

ASSOCIAZIONE ITALIANA SCATOLIFICI

L’Associazione Italiana Scatolifici è nata nel 2011 come Consorzio privato (CIS), riunendo produttori di imballaggi in cartone ondulato con l’obiettivo di tutelare una categoria fino ad allora poco rappresentata e promuovere una visione responsabile e sostenibile dell’impresa.

Nel 2015 si è trasformata in associazione, acquisendo una struttura più solida e rappresentativa, capace di dialogare efficacemente con istituzioni, operatori del settore e mercati internazionali. Oggi rappresenta circa 100 aziende associate e oltre 2.000 addetti.

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