Skip to content

C&C - January /February 2024 issue

Industria cartaria: analisi e trend per carta e cartone

L’Italia si conferma al 2° posto in Europa, dopo la Germania, per volumi di produzione.

by: Assocarta

Dopo il parziale recupero del 2021 (+7%) dalla caduta registrata nel 2020 (-9%) sotto i colpi dell’emergenza Covid-19, l’economia italiana ha mostrato nel 2022 una crescita decisa (+3,7/+3,8% a seconda delle fonti) che l’ha portata a superare il valore del 2019. Tale dinamica positiva, in atto dal primo trimestre 2021, è proseguita fino al quarto trimestre 2022, anche se a ritmi via via più contenuti.

A trascinare la dinamica annuale del PIL è stata soprattutto la domanda interna, con gli investimenti fissi lordi in salita del 9,7% (+18,6% nel 2021) e i consumi privati in aumento più contenuto (+4,7%, dopo il +4,6% del 2021) che, dopo la dinamica fortemente negativa del 2020 (-10,4%), restano sotto i livelli del 2019. Aumentati anche gli scambi con l’estero: export +10,2%, dopo il +14,1% del 2021; import +12,5%, a seguito del +15,3% del 2021.

Dal lato dell’offerta, il valore aggiunto ha presentato nel 2022 una dinamica positiva (+4,1%), pur se in rallentamento durante l’anno, dopo il parziale recupero sperimentato nel 2021 (+6,8%) e il ridimensionamento del 2020 (-8,5%). Il contributo principale è dovuto ai servizi (+4,8%) grazie alla più rilevante dinamica dell’aggregato “commercio, trasporti e alloggio” (+10,4%). Per quanto riguarda il contributo del settore manifatturiero, la produzione dell’industria in senso stretto ha presentato nel 2022 una variazione del +0,5% sui livelli in recupero del 2021 (+12,2%), dopo la caduta registrata nel 2020 (-11.5%); resta particolarmente dinamico il settore delle costruzioni (+10.9% dopo il +20,7 del 2021).

Il tasso di inflazione ha raggiunto nel 2022 quota +8,1%, riflettendo la rapida ascesa in corso d’anno fino ai valori record toccati in ottobre e novembre (+11,8% sugli stessi mesi del 2021). In rallentamento da dicembre 2022, a febbraio e marzo scorsi la variazione dell’indice generale è stata rispettivamente pari al +9,1% e +7,7%. L’inflazione di base (al netto degli energetici e degli alimentari) si è attestata nel 2022 sul +3,8%.

Dopo il miglioramento registrato nel primo trimestre (+2,3%), la produzione realizzata dal settore ha presentato nel terzo e quarto trimestre del 2022 sensibili riduzioni (-14,1% e -25,1%) rispetto ai volumi in buon recupero dei corrispondenti periodi 2021 (+16 e +10,2%), con risultati mensili costantemente negativi da luglio in poi e particolarmente marcati in agosto (-21,3%), novembre (-23,3%) e dicembre (-36,5%). Occorre segnalare che i volumi realizzati nell’ultimo periodo dell’anno sono i più bassi dal 2007.

I risultati appena descritti riflettono gli effetti di fermate di impianti indotte dagli insostenibili costi a carico delle imprese cui, nella parte finale dell’anno, si sono aggiunte riduzioni degli ordini dovute sia al progressivo rallentamento del quadro economico nazionale, che a perdite di competitività nei confronti di Paesi con costi energetici più bassi.

Nella sintesi dell’anno, la produzione cartaria nazionale si è collocata in prossimità di 8,7 milioni di tonnellate, facendo rilevare una riduzione del 9,1% rispetto ai volumi in buon recupero dell’analogo periodo 2021 (+11,8% sul 2020), confermando l’Italia al 2° posto in Europa, dopo la Germania.

A livello di singoli comparti, la produzione di carte e cartoni per imballaggio, che ha sempre guidato le positive dinamiche del settore (anche nel 2020 con qualche eccezione), è scesa in media d’anno del 10%, con riduzioni diffuse a tutte le tipologie e particolarmente accentuate nelle carte e cartoni per cartone ondulato (-11,1%). In riduzione anche le carte per usi grafici (-13,2%) – principalmente per la sfavorevole dinamica delle qualità patinate (-18,3%) – ed altre specialità (-12,7%). Pressoché invariati i soli volumi di carte per usi igienico-sanitari (+0,3%).

In contrazione da fine 2018 con progressive accentuazioni durante il 2019 e forti ridimensionamenti fino a fine estate 2020, il fatturato del settore ha mostrato nel corso del 2021 progressivi recuperi che, sulla spinta dei sempre più accentuati rincari degli input produttivi, sono proseguiti fino alla primavera 2022, riflettendo le ancora positive dinamiche dei volumi prodotti e venduti e dei prezzi dei prodotti cartari genericamente in aumento.

Successivamente – in conseguenza delle sospensioni produttive decise dalle imprese nell’impossibilità di sostenere gli ingenti rincari delle materie prime fibrose e di gas, energia e trasporti, e, verso fine anno, di una situazione di mercato in progressivo deterioramento – la dinamica del fatturato ha sensibilmente rallentato: dal +55,7% del primo semestre al +20% nella seconda metà dell’anno. Nella sintesi del 2022 il fatturato del settore si è collocato su 11,15 mld €, valore inimmaginabile in precedenza, con un aumento del 37,1% rispetto al valore in recupero dello stesso periodo del 2021 (+27,9% sul 2020).

LA FEDERAZIONE CARTA E GRAFICA

Nel 2022 il fatturato complessivo dei settori che aderiscono alla Federazione Carta e Grafica si è attestato su 31,4 mld €, in aumento del 24,4% (circa 6 mld € in più) rispetto al valore in ripresa del 2021 (25,3 mld €; +15,5% rispetto al 2020).

La crescita del fatturato accomuna ancora una volta tutti i settori della Federazione, con maggiore intensità per il settore cartario e per il comparto cartotecnico trasformatore. Per una corretta interpretazione di tal risultato, occorre ricordare che esso sconta gli effetti dei forti aumenti dei prezzi dei prodotti cartari, resi necessari per tentare di recuperare almeno parte degli ingenti rincari delle materie prime impiegate dalle cartiere e dai settori a valle e di gas, energia e trasporti.

Uno scenario complesso che, soprattutto nelle fasi più acute della crisi energetica, ha indotto sospensioni dell’attività produttiva di alcune cartiere, con evidenti ricadute in termini di competitività nei confronti dei concorrenti esteri. Nel complesso dei settori, il saldo della bilancia commerciale con l’estero si è confermato positivo per 4,05 mld €, in leggero riposizionamento rispetto ai circa 4,08 mld € del 2021 (-0,7%).

Back