Skip to content

C&C - January/February 2026 issue

PPWR: forte preoccupazione sull’ultima interpretazione della Commissione Europea

Nel mirino la bozza di Legal Advice della Commissione UE: secondo la Federazione Carta e Grafica, un’interpretazione “oltre testo” rischia di frammentare il Mercato Unico e frenare investimenti e filiere.

Gli imballaggi in carta e cartone rappresentano l’eccellenza dell’economia circolare europea. Il Regolamento PPWR mira a standardizzare i criteri di riciclabilità, ma la filiera teme che interpretazioni “oltre testo” possano penalizzare soluzioni cellulosiche già altamente sostenibili a favore di target di riuso non sempre efficienti.

Federazione Carta e Grafica ha manifestato una forte preoccupazione in merito alla bozza di Legal Advice della Commissione europea sul nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), posizione resa nota anche in linea con altre organizzazioni europee del settore (Cepi, ECMA, EPPA, FEFCO, FEPE e Pro Carton).

Al centro della presa di posizione vi è un punto considerato decisivo per le imprese: la certezza del diritto. La filiera della carta – richiamata dalla Federazione come composta in Italia da oltre 160.000 imprese, con 27 miliardi di euro di fatturato e un peso pari a circa l’1,2% del PIL nazionale – si troverebbe infatti a programmare investimenti e organizzare catene di approvvigionamento in un quadro interpretativo ritenuto instabile e potenzialmente disomogeneo tra stati membri.

Il cuore del dibattito a Bruxelles: l’obiettivo primario è evitare che un orientamento interpretativo disomogeneo frammenti il Mercato Unico, creando svantaggi competitivi tra gli stati membri.

Il tema è particolarmente sensibile perché il PPWR non è una direttiva, ma un regolamento: è concepito per creare un quadro armonizzato e direttamente applicabile in tutta l’Unione, sostituendo la precedente Direttiva 94/62/CE.

Il testo di riferimento è il Regolamento (UE) 2025/40 (noto ufficialmente come Regolamento Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio – PPWR), adottato il 19 dicembre 2024 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’UE il 22 gennaio 2025.

Sui tempi, la Commissione europea indica che il PPWR: è entrato in vigore l’11 febbraio 2025; avrà una data generale di applicazione dal 12 agosto 2026. Proprio la vicinanza dell’entrata a regime delle nuove disposizioni sta aumentando la pressione sull’intera catena del valore: le imprese devono adeguare specifiche tecniche, contratti, forniture, sistemi di compliance e investimenti in un quadro che, secondo la Federazione, non può permettersi “letture variabili” da Paese a Paese.

Il Direttore Generale della Federazione Carta e Grafica, Massimo Medugno, ha chiesto alla Commissione europea di rivedere la bozza di Legal Advice, recependo le modifiche proposte per “garantire il pieno rispetto del testo normativo e dell’accordo politico raggiunto”, assicurando “certezza giuridica, condizioni di concorrenza eque e un’efficace attuazione del PPWR”.

Il punto, in sostanza, è che un Legal Advice – pur non essendo di per sé giuridicamente vincolante – può essere percepito come orientamento “autorevole” e quindi finire per influenzare interpretazione e applicazione concreta delle norme. Su un regolamento pensato per uniformare, l’effetto collaterale temuto è l’opposto: una frammentazione del Mercato Unico, con regole di fatto diverse tra stati membri.

Tra i passaggi contestati, Federazione Carta e Grafica segnala che la bozza di Legal Advice “obbligherebbe esplicitamente gli stati membri a introdurre requisiti che vanno oltre il testo del Regolamento”, richiamando – tra gli esempi – la possibilità di definire obiettivi di riutilizzo più elevati e/o aggiuntivi ai sensi dell’articolo 29.

Il tema del riuso è uno dei capitoli più complessi del PPWR: nel percorso di implementazione, la Commissione e gli stakeholder hanno già discusso più volte il rischio di interpretazioni non uniformi su obiettivi, perimetri e deroghe. In materiali di presentazione della Commissione sul PPWR, ad esempio, compaiono quesiti specifici proprio sull’eventualità che gli stati membri possano introdurre target nazionali in ambiti derogati dall’articolo 29.

Un secondo aspetto riguarda l’estensione dell’ambito di applicazione dei divieti/restrizioni di imballaggio previsti dal PPWR (articolo 25 e Allegato V), con il timore che l’interpretazione “spinga” gli Stati membri verso misure ulteriori rispetto a quanto scritto nella norma.

Qui la preoccupazione è operativa prima ancora che politica: se ogni stato membro fosse indotto ad aggiungere requisiti “nazionali” in modo non coordinato, aumenterebbero i costi di adeguamento, i rischi di non conformità e la complessità per le aziende che operano su più mercati europei.

Nel testo diffuso dalla Federazione si richiama anche un passaggio relativo alla Direttiva sulla plastica monouso (SUP), in particolare l’articolo 4, sottolineando che la bozza di Legal Advice sembrerebbe incoraggiare “divieti” in un contesto in cui quella direttiva prevede, piuttosto, l’adozione di misure di riduzione del consumo.

Sul piano del quadro normativo, la Commissione europea mantiene una sezione dedicata alle regole UE sui prodotti in plastica monouso e alle relative linee guida, che inquadrano finalità e strumenti previsti dalla SUP. Per le cartiere che producono imballaggi in carta accoppiata o con rivestimenti protettivi, l’allineamento tra PPWR e SUP è un punto di vitale importanza tecnica.

Con oltre 160.000 imprese e un fatturato di 27 miliardi di euro, la filiera italiana della carta è un pilastro del PIL. L’incertezza normativa legata all’applicazione del Regolamento (UE) 2025/40 rischia di frenare la pianificazione degli investimenti e la gestione delle catene di approvvigionamento a livello continentale.

Federazione Carta e Grafica collega l’incertezza interpretativa a conseguenze dirette su:

  • Pianificazione degli investimenti (adeguamenti impiantistici, ricerca e sviluppo, nuove soluzioni di imballaggio);
  • Organizzazione delle catene di approvvigionamento (forniture, specifiche, logistica e disponibilità di materiali conformi);
  • Uniformità applicativa nel Mercato Unico (rischio di regole “a macchia di leopardo”).

Il tutto mentre, a livello UE, la Commissione ribadisce che il PPWR nasce per ridurre i quantitativi di imballaggi e rifiuti, aumentare riciclabilità e contenuto riciclato, e sostenere la transizione verso un’economia circolare e competitiva.

La linea della Federazione Carta e Grafica è quindi una richiesta di metodo (prima ancora che di merito): evitare che orientamenti interpretativi introducano elementi non presenti nel testo giuridico concordato dal legislatore europeo.

“In questo contesto, esortiamo rispettosamente la Commissione ad astenersi dall’adottare un approccio che vada oltre la precisa formulazione giuridica del Regolamento e introduca elementi di orientamento non fondati sul testo concordato dal legislatore. Un Mercato Unico ben funzionante è essenziale per la competitività dell’industria” conclude Massimo Medugno.

Back