In queste settimane il rinnovo del CCNL delle aziende cartarie e cartotecniche è ancora al centro dell’agenda industriale. Il confronto è entrato in una fase delicata, in cui il comparto è chiamato a bilanciare competitività, tutela occupazionale e l’indispensabile aggiornamento degli strumenti contrattuali per rispondere all’evoluzione tecnologica degli stabilimenti.
In questo scenario, le associazioni datoriali Assocarta e Assografici hanno confermato la disponibilità a proseguire il dialogo con le parti sindacali. Nella nota del 18 dicembre 2025, le due associazioni hanno richiamato l’esistenza sul tavolo negoziale di una proposta presente già dalla primavera 2025 e che – secondo la loro valutazione – risulta tra le più elevate rispetto ai numerosi rinnovi contrattuali conclusi nel corso del 2025.
La proposta include inoltre un capitolo considerato qualificante: la riforma degli inquadramenti professionali.
Per il settore cartario e cartotecnico, il CCNL non rappresenta solo una cornice salariale, ma un riferimento per aspetti operativi cruciali: dalla gestione dei turni alla formazione, fino alla valorizzazione delle competenze tecniche necessarie per la sicurezza, la manutenzione e l’automazione.

In un comparto dove gli impianti lavorano spesso in regime di continuità e dove la qualità del prodotto dipende dal presidio costante delle linee, la stabilità contrattuale è un elemento fondamentale di prevedibilità sia per le aziende sia per i lavoratori.
La riforma degli inquadramenti professionali rappresenta uno dei punti di maggiore sostanza del rinnovo.
L’aggiornamento dei profili ha l’obiettivo di garantire: il riconoscimento delle competenze e delle professionalità operative attuali; la coerenza tra le mansioni reali e i profili contrattuali stabiliti; percorsi di crescita e formazione chiari per i dipendenti; un’organizzazione del lavoro efficiente in stabilimenti sempre più automatizzati.
Negli ultimi anni, l’introduzione di sistemi di controllo processo avanzati, sensoristica e manutenzione predittiva ha profondamente modificato le responsabilità di molte figure professionali, rendendo necessario un contratto più aderente alla nuova realtà digitale della produzione e ai fabbisogni di competenze lungo le linee.
L’equilibrio economico
Il tema economico rimane centrale e strettamente legato alla sostenibilità del sistema industriale. La dinamica dei prezzi dell’ultimo anno influisce direttamente sulle aspettative salariali: il 2025 si è concluso con un’inflazione media annua indicata dall’Istat all’1,5%, con una componente “di fondo” prossima all’1,9%.
Tuttavia, il comparto deve misurarsi con pressioni competitive che vanno oltre il solo costo del lavoro. Variabili come il costo dell’energia, la logistica e la disponibilità di materie prime rimangono decisive per la tenuta dei margini e per la capacità delle cartiere di continuare a investire in innovazione e sostenibilità.
Energia e incertezza
Per le industrie energivore, il costo dell’energia resta una voce determinante nel conto economico. Anche nel passaggio tra il 2025 e il 2026, l’attenzione istituzionale è rimasta alta: ARERA, ad esempio, ha avviato l’8 gennaio 2026 la rilevazione dei prezzi medi dell’energia elettrica e del gas naturale relativi al II semestre 2025 (1° luglio – 31 dicembre), nell’ambito delle procedure previste dalla regolazione.
In uno scenario caratterizzato da volatilità energetica e incertezza sui costi, il rinnovo del CCNL è guardato anche come uno strumento di stabilità. Un contratto chiaro e aggiornato permette di ridurre l’incertezza operativa, consentendo ad aziende e lavoratori di affrontare con maggiore ordine le sfide di un mercato europeo altamente integrato, dove il settore cartario italiano continua a ricoprire un ruolo di primo piano.
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