Il processo di produzione della carta, sia per imballo sia per uso igienico e domestico, è complesso e richiede una gestione accurata di acqua, fibre e parametri di processo. La carta da imballo viene prodotta su impianti denominati ‘macchina continua’, che possono raggiungere velocità fino a 1.200 m/min e larghezze superiori ai dieci metri.
La funzione principale della macchina è trasferire e asciugare il foglio attraverso una serie di cilindri essiccatori dal diametro standard di 1,5 metri. L’elevato numero di essiccatori necessari porta a macchine che superano spesso i 250 metri di lunghezza.
Nella produzione della carta ad uso igienico, invece, la criticità è la velocità del processo. Le macchine tissue possono avere una larghezza foglio di sei metri e operare a velocità superiori a 120 km/ora. In questo caso l’asciugatura è affidata a un unico cilindro riscaldato, il cilindro Yankee, che può raggiungere un diametro di 6 metri.
Il ruolo fondamentale dell’acqua
Entrambi i processi utilizzano enormi quantità di acqua per disgregare la materia prima, distribuire le fibre e trasferire il foglio lungo la macchina. Il rapporto medio è di circa 99 litri d’acqua per ogni chilogrammo di carta prodotto. Una parte consistente dell’acqua viene recuperata e reimmessa nel processo, una quota evapora e la restante viene trattata e restituita alla fonte. Nelle macchine tissue, la rimozione dell’acqua avviene in due fasi: pressatura e asciugatura.
La pressatura avviene tramite il contatto tra un rullo aspirante e il cilindro Yankee; l’asciugatura durante il passaggio dal cilindro Yankee, riscaldato fino a 180°C, al rullo pope dove si forma la bobina di carta. Quando la pressatura non è ottimale, l’asciugatura deve compensare, aumentando la temperatura del cilindro e delle cappe o riducendo la velocità della macchina.
Entrambe le soluzioni comportano un incremento dei consumi energetici e una riduzione dell’efficienza produttiva.
Innovazione Polimek per la zona pressa

La pressa aspirante utilizza un cilindro forato con vuoto interno per estrarre l’acqua, ma l’elemento cruciale è il sistema di raschiatura, che rimuove l’acqua in eccesso dal mantello del cilindro.
Grazie all’esperienza trentennale dei propri ingegneri, Polimek ha sviluppato per la zona pressa un nuovo concetto di gruppo raschia in grado, se correttamente dimensionato, di aumentare il grado di secco del foglio anche oltre l’1%. I nuovi portalama PFlex-200 permettono una rimozione d’acqua superiore rispetto ai sistemi tradizionali grazie a una distribuzione controllata del carico lama.
L’equipaggiamento completo del gruppo raschia per pressa aspirante include una vasca di raccolta con chiusure superiori e inferiori, una raschia doppia con portalama PFlex-200 a variazione indipendente dell’angolo di lavoro e due scarichi laterali correttamente dimensionati.

Prestazioni per macchine ad alta velocità
L’utilizzo della raschia doppia è determinante per macchine tissue con velocità superiori a 1.500 m/min. Oltre all’incremento del grado di secco, i sistemi Polimek garantiscono un miglior profilo di umidità del foglio, con benefici diretti sulla qualità e sui consumi energetici.
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